ISTAT – Fatturato dei servizi

Nel primo trimestre del 2017 l’indice destagionalizzato del fatturato dei servizi (valore corrente che incorpora la dinamica sia delle quantità sia dei prezzi) aumenta dell’1,6% rispetto al quarto trimestre 2016.

La crescita del fatturato è, oltre che consistente, anche diffusa: gli indici destagionalizzati registrano in tutti i settori variazioni congiunturali positive. In particolare le Agenzie di viaggio e i servizi di supporto alle imprese (+4,3%), il Trasporto e magazzinaggio (+2,1%), il Commercio all’ingrosso, commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli (+1,7%), le Attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+1,2%), le Attività professionali, scientifiche e tecniche (+0,6%) e i Servizi di informazione e comunicazione (+0,2%).

Attività professionali, scientifiche e tecniche
Nel primo trimestre del 2017 la sezione delle Attività professionali, scientifiche e tecniche presenta, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un incremento del 2,2%. Si segnalano variazioni tendenziali positive per i settori delle Attività degli studi di architettura e d’ingegneria, collaudi e analisi tecniche (+6,2%), delle Altre attività professionali, scientifiche e tecniche (+1,6%), delle Attività di consulenza gestionale (+1,6%) e delle Attività legali e contabilità (+1,2%). Una sola variazione tendenziale negativa si registra nel settore della Pubblicità e ricerche di mercato (-0,6%). L’indice destagionalizzato dell’intero settore presenta una variazione congiunturale positiva dello 0,6%.

Nel primo trimestre del 2017, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, l’indice generale del fatturato dei servizi registra un aumento del 4,5%.

Su base tendenziale l’indice del fatturato aumenta del 5,0% per i servizi di supporto alle imprese, del 4,3% per il Trasporto e Magazzinaggio, del 2,2% per le Attività professionali, scientifiche e tecniche. 

ISTAT – Indicatori per gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite

L’Istat è chiamato dalla Commissione statistica delle Nazioni Unite a svolgere un ruolo attivo di coordinamento nazionale nella produzione degli indicatori per la misurazione dello sviluppo sostenibile e il monitoraggio dei suoi obiettivi (nota informativa).

I 17 Sustainable Development Goals (SDGs) che compongono l’Agenda 2030 si riferiscono a diversi ambiti dello sviluppo sociale, economico e ambientale che devono essere considerati in maniera integrata, nonché ai processi che li possono accompagnare e favorire in maniera sostenibile, inclusa la cooperazione internazionale e il contesto politico e istituzionale. Sono presenti come componenti irrinunciabili, numerosi riferimenti al benessere delle persone e ad un’equa distribuzione dei benefici dello sviluppo.

I file sono in formato xls e pdf; il contenuto è in lingua inglese.

img goal 07 Obiettivo 7 | xls | pdf |
Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni

img goalObiettivo 9 | xls | pdf |
Costruire un’infrastruttura resiliente, promuovere l’innovazione e una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile

img goalObiettivo 11 | xls | pdf |
Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili

ISTAT – Produzione nelle costruzioni e costi di costruzione, marzo 2017

A marzo 2017, rispetto al mese precedente, l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni registra un aumento dello 0,3%. Nello stesso mese, gli indici di costo del settore aumentano dello 0,2% per il fabbricato residenziale e per il tronco stradale senza tratto in galleria e dello 0,4% per il tronco stradale con tratto in galleria.

Nella complesso del primo trimestre l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente.

Su base annua, a marzo 2017 si registra un aumento del 3,0% per l’indice della produzione nelle costruzioni corretto per gli effetti di calendario e un aumento del 6,6% per quello grezzo (i giorni lavorativi sono stati 23 contro i 22 di marzo 2016).

Sempre su base annua, gli indici del costo di costruzione aumentano dello 0,6% per il fabbricato residenziale, dell’1,2% per il tronco stradale con tratto in galleria e dell’1,5% per quello senza tratto in galleria.

A marzo 2017, il contributo maggiore all’aumento tendenziale del costo di costruzione del fabbricato residenziale è da attribuire all’incremento dei costi dei materiali (+0,8 punti percentuali).

Il contributo maggiore all’aumento tendenziale degli indici del costo di costruzione dei tronchi stradali deriva dall’incremento dei costi dei materiali sia per quello con tratto in galleria (+1,3 punti percentuali) sia per quello senza tratto in galleria (+1,6 punti percentuali).

ISTAT – produzione industriale marzo 2017

A marzo 2017 l’indice destagionalizzato della produzione industriale registra un incremento dello 0,4% rispetto al mese precedente. Nella media del trimestre gennaio-marzo 2017 la produzione è diminuita dello 0,3% rispetto al trimestre precedente.

Corretto per gli effetti di calendario, a marzo 2017 l’indice è aumentato in termini tendenziali del 2,8% (i giorni lavorativi sono stati 23 contro i 22 di marzo 2016). Nella media dei primi tre mesi dell’anno la produzione è aumentata dell’1,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’indice destagionalizzato mensile presenta variazioni congiunturali positive nel comparto dei beni strumentali (+2,4%), dei beni di consumo (+2,3%) e, in misura più lieve, dei beni intermedi (+0,4%); segna invece una variazione negativa l’energia (-5,2%).

In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a marzo 2017, aumenti nei raggruppamenti dei beni intermedi (+3,9%), dei beni di consumo (+3,7%) e dei beni strumentali (+3,4%); presenta invece una variazione negativa il comparto dell’energia (-2,4%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, a marzo 2017 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto e della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (entrambi +9,5%) seguiti dalla fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati e della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo esclusi macchine e impianti (entrambi +7,3%). Le uniche diminuzioni si registrano nei settori della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-4,1%) e dell’industria del legno, della carta e stampa (-1,9%).

CANTIERMACCHINE – OSSERVATORIO CRESME – VENDITE MACCHINE MOVIMENTO TERRA – I trimestre 2017 – prosegue la crescita del mercato italiano delle macchine movimento terra

MERCATO ITALIANO DELLE MACCHINE MOVIMENTO TERRA E LAVORI STRADALI: ANCHE NEL 1° TRIMESTRE 2017 PROSEGUE LA CRESCITA, +7,2% RISPETTO AL 1° TRIMESTRE 2016 NEL 2016, CON 11.103 MACCHINE VENDUTE (+21,6% SUL 2015), SI E’ TORNATI AI VALORI DI MERCATO DEL 2011

Prosegue anche nel 1° trimestre 2017 la crescita del mercato italiano delle macchine movimento terra e lavori stradali. L’Osservatorio vendite macchine e impianti per le costruzioni del CRESME, promosso da Cantiermacchine-Ascomac, registra nel 1° trimestre 2017 l’ennesimo balzo in avanti del mercato interno; le 2.135 macchine vendute o destinate alle flotte noleggio superano il dato delle vendite realizzate nel 1° trimestre 2016 del +7,2%. E’ dal 1° trimestre 2014 che il mercato interno registra variazioni su base annua positive tanto che il 2014 si era chiuso con un incremento del +11,3% rispetto al 2013, il 2015 con il +34,7% rispetto al 2014 e infine il 2016 con il +21,6% rispetto al 2015. Proprio nel 2016, con 11.103 macchine vendute/destinate alle flotte noleggio, al terzo anno di crescita consecutiva, il mercato interno di macchine movimento terra e lavori stradali aveva recuperato gran parte del mercato perso in questi anni di pesante crisi, tanto che si è tornati ai livelli delle vendite del 2011 anno in cui erano state vendute/noleggiate 10.741 macchine.

ISTAT – Fiducia delle imprese – Aprile 2017

Fiducia dei consumatori e delle imprese – Periodo di riferimento Aprile 2017

Con riferimento alle imprese, nel mese di aprile si registra un diffuso miglioramento della fiducia: nel settore manifatturiero l’indice aumenta da 107,2 a 107,9 (valore più elevato da gennaio 2008) e nel settore delle costruzioni passa da 123,3 a 128,0 (valore più elevato da maggio 2008). Nei servizi il clima sale da 106,4 a 107,8 e nel commercio al dettaglio passa da 108,8 a 110,8 (valori più elevati, rispettivamente, da gennaio 2016 e da dicembre 2015).

Con riferimento alle componenti dei climi di fiducia, nel comparto manifatturiero si evidenzia un miglioramento dei giudizi sugli ordini (il saldo passa da -5 a -4); si registra altresì un aumento delle attese sulla produzione il cui saldo passa da 14 a 15; il saldo dei giudizi sulle scorte diminuisce da 4 a 3. Nel settore delle costruzioni, i giudizi sugli ordini migliorano (da ‑30 a -26 il relativo saldo) così come le aspettative sull’occupazione (il saldo passa da -7 a -5).

Nei servizi, i giudizi sul livello degli ordini rimangono stabili mentre le relative attese aumentano (da 3 a 7 il saldo); le aspettative sull’andamento dell’economia rimangono stabili. Nel commercio al dettaglio si registra una diminuzione del saldo dei giudizi sulle vendite correnti (il saldo passa da 13 a 12) mentre le attese sulle vendite future sono in deciso aumento (da 27 a 35 il saldo); le scorte di magazzino sono giudicate stabili.

Con riferimento alle attività economiche previste nell’Ateco 2007, si comunica che è stata ampliata la copertura dell’indagine sulla fiducia dei servizi essendo disponibili i dati relativi alle divisioni Ateco 75, e da 90 a 96. Inoltre, si avvisa che in occasione della prossima diffusione dei dati (maggio 2017), cambierà la definizione dell’indice del clima di fiducia dei servizi. Per ulteriori dettagli si veda la nota metodologica, sezione “Avvertenze”.

Banca d’Italia – Bollettino Economico n. 2 – 2017

Bollettino Economico n. 2 – 2017

In Italia la crescita prosegue a ritmi moderati

Gli indicatori disponibili segnalano che nei primi tre mesi dell’anno l’economia italiana avrebbe continuato a espandersi in una misura valutabile attorno allo 0,2 per cento rispetto al trimestre precedente, pur con alcuni rischi al ribasso. La crescita dell’attività nel settore dei servizi avrebbe più che compensato l’indebolimento della manifattura, segnalato dai dati di produzione industriale del bimestre gennaio-febbraio e dalle informazioni più recenti provenienti dal trasporto merci e dai consumi elettrici. Nella rilevazione condotta in marzo dalla Banca d’Italia sono migliorati i giudizi espressi dalle imprese circa la situazione economica corrente. Le intenzioni di investimento sono nel complesso favorevoli: la quota di aziende che indica una crescita della spesa per investimenti nel 2017 è superiore di 14 punti percentuali a quella che ne prevede una diminuzione.

Le esportazioni sono cresciute, alimentando il surplus corrente

Gli scambi con l’estero dell’Italia hanno tratto beneficio dal miglioramento della congiuntura globale ed europea. Le esportazioni sono cresciute, trainate soprattutto dall’espansione dei mercati della UE; secondo i sondaggi le prospettive relative agli ordini esteri sono favorevoli. Il surplus del conto corrente della bilancia dei pagamenti ha raggiunto nel 2016 il 2,6 per cento del PIL e sta contribuendo in misura rilevante al riassorbimento della posizione debitoria netta del Paese con l’estero, scesa al 14,9 per cento del prodotto (dal 25,3 della fine del 2013).

L’occupazione aumenta

Nel quarto trimestre del 2016 sono aumentati sia gli occupati totali, che avevano subito una battuta d’arresto nei tre mesi precedenti, sia le ore lavorate. Complessivamente il numero di occupati è cresciuto del 2,7 per cento nell’ultimo triennio, rimanendo tuttavia ancora inferiore dell’1,3 per cento rispetto all’avvio della crisi globale. Nello stesso periodo le ore lavorate sono salite del 3,4 per cento; erano scese marcatamente durante la recessione a causa del forte utilizzo della Cassa integrazione guadagni, del minor ricorso agli straordinari e della ricomposizione dell’occupazione verso impieghi a orario ridotto; rimangono ancora inferiori di circa il 5 per cento rispetto alla fine del 2008. Le indicazioni congiunturali più aggiornate sono coerenti con una prosecuzione della ripresa dell’occupazione nella prima parte del 2017. Nella media del primo bimestre dell’anno il tasso di disoccupazione è sceso all’11,7 per cento.

La crescita del costo del lavoro è bassa

Negli ultimi mesi del 2016 il costo del lavoro è aumentato in misura modesta per il complesso dell’economia; nell’industria in senso stretto è diminuito per il quarto trimestre consecutivo. Gli accordi stipulati in occasione dei più recenti rinnovi contrattuali, che incorporano in misura ridotta aggiustamenti per l’inflazione attesa e includono meccanismi di indicizzazione a quella realizzata, prefigurano in prospettiva dinamiche salariali ancora contenute.

Il Governo ha presentato il Documento di economia e finanza 2017

Nel 2016 l’indebitamento netto delle Amministra-zioni pubbliche in rap-porto al prodotto è diminuito dal 2,7 per cento dell’anno precedente al 2,4; il rapporto tra debito e PIL è aumentato di circa mezzo punto percentuale, al 132,6 per cento. Con il Documento di economia e finanza 2017, approvato l’11 aprile, il Governo ha rivisto l’obiettivo per l’indebitamento netto dell’anno in corso dal 2,3 al 2,1 per cento del prodotto; tale risultato verrebbe conseguito grazie alle misure correttive aggiuntive definite alla luce dell’interazione con le autorità europee. Nel 2017 il rapporto tra debito e PIL rimarrebbe sostanzialmente stabile al livello dello scorso anno. Nelle prossime settimane la Commissione europea valuterà la posizione di bilancio dell’Italia.

Rapporto annuale BCE sul 2016

II 2016 è stato sotto molti aspetti un anno difficile, ma è stato anche caratterizzato da segni di progresso. Sebbene l’anno fosse iniziato in un clima di incertezza economica, quando si è concluso l’economia poggiava su basi mai così solide dall’inizio della crisi.

Tuttavia, mentre si attenuava l’incertezza economica, si intensificava l’incertezza politica. Abbiamo assistito a una serie di eventi geopolitici che influenzeranno il panorama delle nostre politiche negli anni a venire. Il Rapporto annuale 2016 descrive come la BCE ha navigato fra questi frangenti.

Il 2016 si è aperto fra i timori di un nuovo rallentamento dell’economia mondiale, che si riflettevano in un’accentuata volatilità dei mercati finanziari. Vi era il pericolo che il ritorno dell’inflazione verso il nostro obiettivo tardasse ulteriormente e, a fronte di un’inflazione già molto bassa, erano concreti i rischi di deflazione. Come già nel 2015, il Consiglio direttivo restava determinato a ricorrere a tutti gli strumenti nell’ambito del suo mandato per conseguire il proprio obiettivo.

In marzo abbiamo quindi introdotto una serie di nuove misure per espandere lo stimolo monetario, fra cui l’ulteriore riduzione dei nostri tassi di riferimento, l’incremento del programma di acquisto di attività da 60 miliardi a 80 miliardi di euro su base mensile, l’acquisto per la prima volta di titoli del settore societario e l’introduzione di nuove operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine.

Come illustrato nel Rapporto, queste misure si sono dimostrate molto efficaci nel conseguire l’allentamento delle condizioni finanziarie, nel sostenere la ripresa e nel favorire, infine, un graduale  aggiustamento dell’inflazione verso livelli prossimi al nostro obiettivo.[…]

Testo della pubblicazione

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Banca d’Italia – Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita – 1° trimestre 2017

L’indagine, condotta nel marzo 2017 presso le imprese italiane con almeno 50 addetti, segnala un diffuso miglioramento dei giudizi sulla situazione economica generale e un rialzo su tutti gli orizzonti delle aspettative di inflazione al consumo, che però restano ancora contenute.

Le imprese, pur esprimendo valutazioni eterogenee sulla dinamica della domanda corrente per i propri prodotti e sulle condizioni per investire, sono largamente concordi nel formulare attese per le proprie vendite future ancora positive e in crescita. Secondo le imprese, nei prossimi 12 mesi i propri prezzi di vendita crescerebbero a un ritmo prossimo al tasso di inflazione da esse previsto sullo stesso orizzonte; l’andamento riflette in prevalenza la crescita attesa dei corsi delle materie prime e, in misura minore, del costo del lavoro e degli input intermedi.

I piani di investimento per il 2017 si confermano in espansione, pur con segnali di cautela nei servizi e nelle costruzioni.

GSE – Certificati Bianchi: pubblicati i dati del primo trimestre 2017

Sono online i dati sui procedimenti amministrativi conclusi e i relativi Titoli di Efficienza Energetica (TEE) riconosciuti dal GSE, aggiornati al primo trimestre 2017.

Dall’inizio dell’anno al 31 marzo 2017, i procedimenti conclusi con esito positivo sono 1.533, di cui 114 Proposte di Progetto e Programma di Misura (PPPM) e 1.419 Richieste di Verifica e Certificazione dei Risparmi (RVC). L’esito positivo delle istruttorie ha generato il riconoscimento di 1.970.538 TEE, quasi il doppio rispetto al primo trimestre dell’anno precedente (in cui si registravano circa 1,1 milioni di TEE).

Per maggiori informazioni è possibile consultare il documento e le comunicazioni precedenti anche nel box “Report” della sezione Certificati Bianchi.
 
L’andamento degli esiti e le tempistiche dei procedimenti avviati nell’anno di riferimento sono riportate, con aggiornamento settimanale, nel Contatore Certificati Bianchi disponibile in Home Page.