ISTAT – Ambiente urbano: gestione eco sostenibile e smartness

Per descrivere l’orientamento delle amministrazioni cittadine alla gestione sostenibile e alla smartness, gli indicatori di risposta dell’indagine Dati ambientali nelle città (riferiti a otto tematiche: Acqua, Aria, Eco-management, Energia, Mobilità, Rifiuti, Rumore, Verde urbano) sono stati raggruppati in sei dimensioni di analisi.

Un capoluogo di provincia su quattro non ha la zonizzazione acustica (obbligatoria) e in 102 (su 111 soggetti all’obbligo) vige un Piano urbano del traffico. 43 capoluoghi hanno il Piano urbano di mobilità, 76 il Piano d’azione per l’energia sostenibile e soltanto 11 su 116 il Piano del verde.

Quasi ovunque la raccolta porta a porta (114 città), il ritiro su chiamata degli ingombranti (113) e le isole ecologiche (106). In 99 raccolgono i rifiuti abbandonati e 44 hanno stazioni mobili per il conferimento diretto.

Dispersioni di rete dell’acqua potabile superiori al 20% in quattro città su cinque; 13 ne hanno razionato la fornitura.

La riqualificazione energetica di edifici comunali è applicata da 78 comuni, 24 promuovono il rinverdimento di aree di nuova edificazione e 22 la conservazione del patrimonio arboreo nelle pertinenze di edifici esistenti.

I punti di accesso gratuito a Internet negli spazi pubblici dei capoluoghi sono 34 ogni 100 mila abitanti. 62 città distribuiscono App di pubblica utilità. Hanno almeno un sistema di infomobilità per il traffico privato 78 capoluoghi e 98 almeno uno per il Tpl.

Servizi di car sharing e bike sharing attivi, rispettivamente, in 26 e 60 città. 42 comuni hanno messo a dimora un albero per ogni nuovo nato e 30 assegnano la manutenzione di aree verdi ad associazioni o cittadini.

In media i capoluoghi offrono 25 servizi via web. In 34 città è possibile svolgere on line l’intera pratica per almeno otto tra 40 servizi amministrativi di competenza.

Hanno effettuato “acquisti verdi” 26 città, con applicazione di almeno un criterio ambientale minimo per tutte le forniture di beni o servizi.

Istat – Le prospettive per l’economia italiana nel 2016-2017

Nel 2016 previsto un aumento del Pil italiano pari a 0,8%, cui seguirebbe una crescita dello 0,9% nel 2017

 “Nel 2016 si prevede un aumento del Prodotto interno lordo italiano pari allo 0,8% in termini reali, cui seguirebbe una crescita dello 0,9% nel 2017″. E’ l’ultima stima dell’Istat nel rapporto sulle Prospettive per l’economia italiana.
L’ Istat spiega che “tra l’attuale quadro di previsione e quello presentato a maggio 2016, il tasso di crescita del Pil per l’anno corrente è stato rivisto al ribasso di 0,3 punti percentuali”.
Quanto al mercato del lavoro, la disoccupazione dovrebbe calare nel 2016 a 11,5% nel 2016, e a 11,3% nel 2017; mentre nell’anno in corso si prevede un rafforzamento degli investimenti, spinti dalle politiche fiscali: nel 2016 verso crescita del 2%, nel 2017 del 2,7%.
Nell’anno in corso si prevede un rafforzamento degli investimenti (+2,0%) e una successiva accelerazione nel 2017 (+2,7%)“. L’Istat prevede anche un “consolidamento dei consumi” nelle prospettive sull’economia italiana per gli anni 2016-2017, prevedendo un rialzo dell’1,2% nel 2016 e dell’1,1% nel 2017.
Mentre “una ripresa più accentuata del processo di accumulazione del capitale potrebbe rappresentare un ulteriore stimolo alla crescita economica nel 2017. Tuttavia – sottolinea l’Istat – le incertezze legate al riaccendersi delle tensioni sui mercati finanziari potrebbero condizionare il percorso di crescita delineato”.
La prospettiva di una evoluzione ancora moderata nei prossimi mesi, supportata dall’andamento positivo del mercato del lavoro e dai livelli contenuti dell’inflazione, determinerebbe nell’anno corrente una crescita della spesa delle famiglie residenti e delle Isp dell’1,2%”.
Nel 2017, prosegue l’Istat, “si attende il proseguimento dell’attuale tendenza anche se la ripresa dell’inflazione porterà ad un contenimento dell’aumento del potere di acquisto determinando una crescita dei consumi pari all’1,1%”.
Pertanto, afferma l’Istat, “il rafforzamento della crescita del Pil, atteso nel biennio 2016-2017, sarà caratterizzato dal consolidamento dei consumi privati e da una ripresa del processo di accumulazione del capitale supportata dal miglioramento delle aspettative sull’evoluzione della domanda, da condizioni favorevoli sul mercato del credito e dalle misure di politica fiscale a sostegno degli investimenti”.

Banca d’Italia – le economie regionali 2016

Sono in corso di pubblicazione le analisi per singole regioni che includono i rapporti diffusi nel mese di giugno (con le informazioni relative prevalentemente all’anno precedente) e i relativi aggiornamenti di novembre (con le informazioni infra-annuali).

Le pubblicazioni sono curate in collaborazione con le filiali capoluogo di regione.

Queste svolgono studi sulle condizioni cicliche e sulla struttura economica e finanziaria delle economie locali; raccolgono informazioni statistiche avvalendosi anche della collaborazione di operatori economici, intermediari finanziari, istituzioni pubbliche, associazioni di categoria e altri organismi.

In analogia con le note regionali, all’inizio dell’estate e al termine dell’autunno è pubblicato un rapporto nazionale con una sintesi delle analisi per macroaree (“L’economia delle regioni italiane”); in una delle due occasioni tale rapporto contiene approfondimenti monografici sui principali aspetti territoriali dell’economia (“L’economia delle regioni italiane – dinamiche recenti e aspetti strutturali”).

Contestualmente sono anche pubblicati i risultati dell’Indagine condotta dalla Banca d’Italia su un campione di circa 400 banche e relativa alle condizioni di offerta e domanda di credito (“La domanda e l’offerta di credito a livello territoriale”).

Banca d’Italia – Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia Ottobre 2016

Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia ottobre 2016, n. 60 

Nel terzo trimestre del 2016 sono rimasti ancora largamente prevalenti i giudizi di stabilità dei prezzi
delle abitazioni ma si è ridotta la quota di agenti che ne riportano una flessione, sia nel quadro corrente sia in quello atteso nel breve termine.

Il margine medio di sconto sulle quotazioni di vendita rispetto alle richieste iniziali del venditore è diminuito; si consolida l’incremento del numero di potenziali acquirenti.

Riflettendo le condizioni favorevoli nel mercato del credito, l’incidenza degli acquisti finanziati da mutui e il rapporto medio tra prestito e valore dell’immobile sono ulteriormente aumentati. Le attese degli agenti sono favorevoli sia sull’evoluzione a breve del proprio mercato di riferimento sia su quella di medio termine (due anni) relativa al mercato nazionale.

ISTAT – Mercato immobiliare: compravendite e mutui di fonte notarile

Nel secondo trimestre 2016 le convenzioni notarili di compravendita per unità immobiliari (194.620) accelerano la crescita, segnando un +20,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, dopo il +17,9% registrato nei primi tre mesi dell’anno. Questo risultato positivo riguarda tutti i comparti immobiliari e l’intero territorio.

Il mercato immobiliare ha iniziato la sua ripresa in modo più regolare dal secondo trimestre del 2015 (+6,2%); il minimo storico era stato raggiunto nel quarto trimestre del 2012 (-25,7%), anno in cui le variazioni sono state fortemente negative in tutti i trimestri.

A crescere di più nel secondo trimestre dell’anno in corso sono stati i trasferimenti di unità immobiliari ad uso abitazione ed accessori (+20,9% su base annua) ma l’incremento è consistente anche per quelli di unità ad uso economico (+15,3%).

Il 93,9% delle compravendite riguarda immobili ad uso abitativo ed accessori (182.801), il 5,5% quelli ad uso economico (10.726) e lo 0,6% unità ad uso speciale e multiproprietà (1.093).

Il trend delle compravendite di abitazioni risulta omogeneo nelle diverse ripartizioni geografiche mentre per gli immobili ad uso economico è stato molto intenso al Sud (+23,9%) e nelle Isole (+23,7%) e più rallentato nelle regioni centrali (+4,7%).

Nei piccoli centri la ripresa delle transazioni immobiliari è stata più pronunciata per il comparto dell’abitativo (+22,0% contro +19,6% dei grandi), mentre nei centri metropolitani la crescita più robusta si è registrata per le unità ad uso economico (+17,5% contro +13,9% delle altre città).

Nel secondo trimestre 2016 le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare stipulati con banche o soggetti diversi dalle banche (109.786) registrano un significativo aumento (+24,5%) rispetto allo stesso trimestre del 2015.

La crescita interessa tutte le ripartizioni geografiche, con variazioni superiori alla media nelle Isole (+30,9%), al Sud (+29,0%) e al Centro (+26,8%).

Complessivamente, il primo semestre del 2016 mostra evidenti segnali di espansione per le compravendite, i mutui, i finanziamenti e altre obbligazioni. Le compravendite nel settore immobiliare crescono del 19,4% su base annua, trainate soprattutto dal settore abitativo (+19,8% contro +11,9% del comparto a uso economico). I mutui registrano una variazione positiva del +26,5% per un totale di 197.822 convenzioni.

CANTIERMACCHINE – OSSERVATORIO CRESME – III TRIMESTRE 2016

MERCATO ITALIANO DELLE MACCHINE MOVIMENTO TERRA E LAVORI STRADALI: ENNESIMO BALZO IN AVANTI DELLE VENDITE/NOLEGGI NEL 3° TRIMESTRE 2016 +15,0% RISPETTO AL 3° TRIMESTRE 2015 TRA GENNAIO E SETTEMBRE 2016 LE VENDITE CRESCONO DEL +18,5% RISPETTO AL 2015

La dinamica di forte espansione del mercato interno delle macchine movimento terra e lavori stradali viene confermata anche in questo 3° trimestre 2016. L’ Osservatorio vendite macchine e impianti per le costruzioni del CRESME, promosso da Cantiermacchine – Ascomac, registra, infatti, 2.191 macchine vendute o noleggiate, il +15,0% in più di quelle vendute/noleggiate nel 3° trimestre 2015.

Siamo all’undicesimo trimestre consecutivo di crescita; è dal 1° trimestre 2014 che il mercato interno registra variazioni su base annua positive tanto che il 2014 si era chiuso con un incremento del +11,3% rispetto al 2013 e il 2015 con il +34,7% rispetto al 2014.

Cumulando i dati trimestrali raccolti nel 2016, nei primi 9 mesi di quest’anno sono state vendute/noleggiate 7.036 macchine pari al +18,5% rispetto al corrispondente periodo 2015 e al +57,9% rispetto a quello del 2014.

Nonostante i segnali di incertezza che caratterizzano l’economia italiana e il settore delle costruzioni, la vendita di macchine movimento terra e lavori stradali, continua a crescere, segnale che qualcosa si muove nel mercato.

TERNA – CONSUMI DI ENERGIA ELETTRICA IN ITALIA: AD AGOSTO -3,6%

Nel mese di agosto 2016, secondo quanto rilevato da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, la domanda di energia elettrica in Italia è stata di 24,2 miliardi di kWh, con una flessione del 3,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. In termini congiunturali, il valore destagionalizzato della domanda elettrica di agosto 2016 ha fatto registrare un nuovo incremento (+1,4%) rispetto al mese precedente. In conseguenza di questo aumento, che si aggiunge a quello già registrato sul mese precedente anche nel luglio scorso, il profilo del trend si porta su un andamento crescente.

I 24,2 miliardi di kWh richiesti nel mese di agosto 2016 sono distribuiti per il 42,2% al Nord, per il 30,9% al Centro e per il 26,9% al Sud. A livello territoriale, la variazione tendenziale di agosto 2016 è risultata ovunque in calo: -2,0% al Nord, -4,3% al Centro, -5,8% al Sud. Per quanto riguarda la potenza di punta, nel mese di agosto 2016 è stato raggiunto il picco di 48.811 MW alle ore 11 del giorno 31, con una flessione dello 0,6% rispetto alla punta di agosto 2015.

Nel mese di agosto 2016 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per il 91,1% con produzione nazionale e per la quota restante (8,9%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (22,2 miliardi di kWh) è in flessione del 2,6% rispetto ad agosto 2015. In aumento le fonti di produzione geotermica (+1,2%), idrica (+5,9%) ed eolica (+62,6%).

In flessione la fonte termica (-8,6%), sostanzialmente in linea quella fotovoltaica (-0,6%). La domanda dei primi otto mesi del 2016 è in flessione del 3,4% rispetto al corrispondente periodo del 2015.

A parità di calendario il risultato è -3,7%. L’analisi dettagliata della domanda elettrica mensile provvisoria del 2016 e del 2015 è disponibile nella pubblicazione “Rapporto Mensile sul Sistema Elettrico”.

GSE – Certificati bianchi – report settembre 2016

Certificati Bianchi: +13% di TEE riconosciuti al 30 settembre 2016

​E’ online, con l’aggiornamento settimanale del “Contatore Certificati Bianchi”, la situazione aggiornata al 30 settembre 2016 sui procedimenti amministrativi conclusi e i relativi Titoli di Efficienza Energetica (TEE) riconosciuti dal GSE.

L’esito positivo delle istruttorie ha generato, al 30 settembre 2016, il riconoscimento di 4.053.639 Titoli di efficienza energetica (TEE), registrando un incremento del 13% di TEE riconosciuti rispetto allo stesso periodo del 2015, in cui i titoli risultavano pari a 3.584.834 TEE.

Nel periodo di riferimento il GSE, avvalendosi di ENEA e RSE, ha concluso con esito positivo 9.312 istruttorie – 326 PPPM e 8.986 RVC a consuntivo, analitiche e standard – con un incremento di istruttorie concluse positivamente del 19% rispetto allo stesso periodo del 2015.
 
Le informazioni di dettaglio sugli esiti e le tempistiche delle valutazioni delle istruttorie avviate nel 2015 e 2016 sono riportate, con aggiornamento settimanale, nella sezione Report del Contatore Certificati Bianchi.

Banca d’Italia – Bollettino economico n. 4 – 2016

Bollettino Economico n. 4 – 2016

In Italia la ripresa continua a ritmi moderati
In Italia, dopo un andamento stazionario nel secondo trimestre che ha riflesso un calo della domanda nazionale, il prodotto sarebbe tornato a crescere lievemente nel terzo. Nel corso dell’estate gli indicatori congiunturali (in particolare la produzione industriale e i sondaggi presso le imprese) si sono collocati su livelli coerenti con una contenuta espansione dell’attività economica. Malgrado la flessione degli ultimi mesi, il clima di fiducia delle famiglie si attesta su valori ancora elevati; le immatricolazioni di auto si sono mantenute sostanzialmente stazionarie.

Le esportazioni sono cresciute, ma risentono in prospettiva della congiuntura globale
Le esportazioni italiane sono aumentate nel secondo trimestre: il buon andamento ha interessato tutti i settori, in particolare la manifattura tradizionale, la metallurgia, la meccanica e l’alimentare. Tuttavia dall’estate sono emersi segnali di indebolimento, legati alle prospettive dell’economia globale e comuni all’intera area dell’euro.

L’occupazione cresce più del prodotto
L’occupazione è salita a ritmi superiori a quelli del prodotto, riflettendo anche gli effetti delle misure adottate dal Governo in tema di decontribuzione e di riforma del mercato del lavoro. Nel secondo trimestre l’occupazione è risultata più alta dell’1,8 per cento rispetto a quella di un anno prima; il tasso di disoccupazione è sceso all’11,5 per cento (dal picco del 12,8 registrato alla fine del 2014) e la disoccupazione giovanile è ulteriormente diminuita. Prosegue la crescita dell’occupazione a tempo indeterminato, seppure a ritmi inferiori rispetto all’anno scorso, in connessione con il ridimensionamento degli sgravi contributivi.

Le condizioni creditizie si sono stabilizzate…
Le condizioni del credito bancario sono distese: il costo dei prestiti alle imprese si colloca su livelli storicamente molto bassi; dai sondaggi emergono condizioni di finanziamento in miglioramento, seppure ancora differenziate a seconda della dimensione delle aziende. Sono in crescita le erogazioni alle famiglie; il credito alle imprese risente soprattutto della domanda ancora debole. La dinamica dei prestiti è più sostenuta per le società operanti nel settore dei servizi e per quelle di maggiore dimensione.

…e migliora la qualità del credito
Il miglioramento delle prospettive dell’economia si sta gradualmente riflettendo sulla qualità del credito delle banche italiane, ancora caratterizzate da una consistenza molto elevata di esposizioni deteriorate ereditate dalla lunga recessione. In rapporto ai prestiti il flusso di nuovi crediti deteriorati è sceso sui livelli osservati all’inizio della crisi globale; l’incidenza dello stock di esposizioni deteriorate ha iniziato a ridursi alla fine dello scorso anno. Nello stress test di luglio quattro delle cinque banche italiane partecipanti hanno dimostrato di essere in grado di sostenere l’impatto di uno scenario macroeconomico avverso molto severo; una banca ha immediatamente varato un piano di cessione delle sofferenze e di ricapitalizzazione. Le quotazioni azionarie delle banche sono diminuite nel corso dell’anno, presumibilmente per un ridimensionamento delle aspettative di mercato sulla loro redditività, ma al tempo stesso si sono decisamente ridotti i premi per il loro rischio di default, dopo il massimo toccato in febbraio.

La crescita globale rimane modesta
L’esito del referendum di giugno nel Regno Unito non ha avuto finora ripercussioni di rilievo sulle condizioni dei mercati finanziari internazionali; l’economia globale continua tuttavia a crescere a un ritmo contenuto. Le prospettive sono lievemente migliorate nelle economie emergenti, ma restano incerte nei principali paesi avanzati; la crescita attesa del commercio internazionale è stata ancora rivista al ribasso. Rischi derivano dalle tensioni di natura geopolitica alimentate dai conflitti in Medio Oriente, dalla minaccia del terrorismo e dai timori che gli sviluppi politici in molti paesi avanzati possano indurre a considerare forme di chiusura nazionale.