Riforma P.A. – semplificazione e l’accelerazione dei procedimenti amministrativi

E’ entrato in vigore il D.P.R. 12 settembre 2016, n. 194 – Regolamento recante norme per la semplificazione e l’accelerazione dei procedimenti amministrativi, a norma dell’articolo 4 della legge 7 agosto 2015, n. 124. 

Gli adempimenti principali riguardano:

Art. 2

L’articolo 2 stabilisce le modalità per l’individuazione degli interventi da accelerare, in attuazione del criterio di cui all’art. 4, comma 1, lett. b), della legge 124/2015.

Il procedimento necessario a tal fine segue una scansione temporale annuale e si articola in due fasi. Di seguito gli adempimenti previsti dalla norma in ordine temporale:

Entro 60 giorni dall’emanazione del Regolamento, previa intesa in sede di Conferenza unificata, sono stabiliti i criteri per la selezione dei progetti di cui in seguito. 

  • Entro il 31 gennaio di ogni anno ciascun ente territoriale può individuare un elenco di progetti, corredato da una analisi di valutazione dell’impatto economico e sociale, tra quelli già inseriti nel programma triennale lavori pubblici o in altri atti di programmazione previsti dalla legge, riguardanti rilevanti insediamenti produttivi, opere di rilevante impatto per il territorio o l’avvio di attività imprenditoriali che potrebbero avere effetti positivi su economia e occupazione e chiedere alla presidenza del Consiglio che al relativo procedimento siano applicate le riduzioni dei termini (art. 3) o il potere sostitutivo (art. 4)
  • Entro il 28 febbraio successivo la Presidenza del Consiglio può indicare ulteriori progetti che, pur non presenti nell’elenco menzionato, possano produrre effetti positivi sull’economia e l’occupazione.
  • Entro il 31 marzo successivo con D.P.C.M. sono individuati i singoli progetti a cui possono essere applicate le riduzioni dei termini e il potere sostitutivo di cui agli articoli 3 e 4 del regolamento in oggetto.

Art. 3

La riduzione dei termini dei procedimenti è consentita in misura non superiore al 50 per cento rispetto ai termini previsti in generale dall’art. 2 della L. 241/1990.

In ogni caso, il termine non può eccedere i 90 giorni. Anche gli enti pubblici nazionali stabiliscono, secondo i propri ordinamenti, i termini di conclusione dei procedimenti di propria competenza, sempre nel limite dei 90 giorni.  In mancanza di determinazione di termini, il procedimento deve concludersi entro 30 giorni.

Cogenerazione – Polonia – aiuti di stato

Aiuti di Stato: la Commissione approva il regime polacco per sostenere ad alta efficienza cogenerazione di calore ed energia

La Commissione europea ha rilevato che il regime polacco di supporto alla cogenerazione ad alto rendimento di calore ed energia è si un aiuto di Stato, ma è conforme alle norme sugli aiuti di Stato dell’UE. L’intervento polacco avrà termine nel 2018 con un bilancio annuale di oltre 232 milioni di €.

I beneficiari del regime sono i produttori di energia elettrica e termica ad alto rendimento con impianti di cogenerazione situati in Polonia.

Ci sono attualmente tre categorie di beneficiari, ammissibili a ricevere diversi tipi di certificati. I certificati sono colorati (giallo, viola o rosso) e sono assegnati ai beneficiari a seconda della fonte di combustibile e la capacità degli impianti di cogenerazione.

Il sistema richiede quindi fornitori di energia elettrica e di alcuni enti per l’acquisto da parte dei beneficiari di un determinato numero di certificati di cogenerazione, in proporzione alla quantità di potenza erogata alle utenze o acquistati.

La Commissione ha concluso che il sistema di supporto alla cogenerazione e al suo finanziamento coinvolgono risorse statali e contiene tutti gli elementi per qualificarsi come aiuto di Stato.

Tuttavia, il sistema è risultato essere in linea con le norme sugli aiuti di Stato (l’energia e la disciplina ambientale, per gli aiuti concessi dopo il 1 ° luglio 2014 e le Linee Guida Ambientali di aiuto, per il periodo prima del 1 ° luglio 2014).

La versione non riservata della decisione sarà pubblicato nel registro degli aiuti di Stato sul sito del concorso sotto il numero di casi SA.36518

Aiuti di Stato – Rettifica alla Comunicazione – cogenerazione

Rettifica della comunicazione della Commissione «Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014-2020»

( Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C 200 del 28 giugno 2014 )

(2016/C 290/07)

Pagina 16, i punti 51 e 52 sono sostituiti dai seguenti:

«(51)

Gli Stati membri sono tenuti a presentare una di domanda di aiuto e ad utilizzarla. Il modulo di domanda di aiuto contiene come minimo il nome del richiedente e le dimensioni dell’impresa, una descrizione del progetto, compresa la sua ubicazione e le date di inizio e di fine, l’importo dell’aiuto necessario per realizzarlo e i costi ammissibili. Nella domanda i beneficiari devono descrivere la situazione in assenza di aiuti, ossia una situazione considerata come scenario controfattuale, oppure lo scenario o il progetto alternativo. Inoltre, le grandi imprese devono fornire documenti giustificativi a sostegno dello scenario controfattuale descritto nella domanda. Dopo aver ricevuto la domanda, l’autorità che concede l’aiuto verifica la credibilità dello scenario controfattuale e conferma che l’aiuto produce l’effetto di incentivazione richiesto. Lo scenario controfattuale è credibile quando è autentico e integra i fattori decisionali prevalenti al momento della decisione relativa all’investimento da parte del beneficiario.

(52)

Non è tuttavia necessario soddisfare le condizioni di cui al punto 51 nei casi in cui l’aiuto è concesso sulla base di una procedura di gara competitiva.»

Pagina 29, il punto 151 è sostituito dal seguente:

«(151)

Gli aiuti al funzionamento per impianti di cogenerazione ad alta efficienza energetica possono essere concessi sulla base delle condizioni applicabili agli aiuti al funzionamento per la produzione di energia da fonti rinnovabili, come illustrato nelle sezioni 3.3.2.1 e 3.3.2.4, nella misura in cui non esistano disposizioni più specifiche nella sezione 3.4, e unicamente:

a)

alle imprese che provvedono alla produzione pubblica di calore e di energia elettrica, ove questi siano prodotti a costi superiori al prezzo di mercato;

b)

a favore dell’impiego industriale della cogenerazione di calore e di energia elettrica, laddove si possa dimostrare che il costo di produzione di un’unità di energia ottenuta mediante tale tecnica è superiore al prezzo di mercato di un’unità di energia tradizionale.»

UE – Aiuti di Stato nota adeguamento

Il 19 maggio la Commissione Europea ha adottato una Comunicazione sulla nozione di aiuto di Stato.

E’ il primo documento previsto per l’avvio del processo di adeguamento degli aiuti. Obiettivo della Comunicazione è quello di chiarire il significato dei diversi requisiti in presenza dei quali un aiuto di Stato è considerato incompatibile con il mercato interno ai sensi del’articolo 107.1 TFUE ed è pertanto vietato.

La Comunicazione chiarisce la nozione di impresa per distinguere quelle situazioni nelle quali l’intervento pubblico ha natura economica rispetto a quelle in cui ha natura di esercizio di poteri pubblici. Solo nel primo caso infatti è possibile applicare l’articolo 107.1.

La Commissione si sofferma su settori pubblici quali sanità, previdenza ed istruzione, che hanno subito modifica nel corso del tempo con l’ intervento di soggetti privati nella fornitura. È necessario in questi casi distinguere quando l’attività sia economica o meno.

La Commissione analizza diversi requisiti:

l’utilizzo di risorse pubbliche e della loro imputabilità allo Stato;

il vantaggio conferito dall’aiuto con il principio dell’investitore privato;

la selettività del vantaggio stesso;

gli effetti dell’aiuto rispettivamente sugli scambi tra Stati membri e  sulla concorrenza.