Consiglio di Stato – reso il parere sul Regolamento governativo sugli appalti dei beni culturali

Il Consiglio di Stato ha reso parere favorevole sul Regolamento governativo in merito alla disciplina di dettaglio degli appalti dei lavori concernenti beni culturali, in attuazione degli artt. 146 ss., d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50.

Il Regolamento realizza un passo avanti verso l’obiettivo di un testo organico ed unitario per gli appalti dei beni culturali, che deveessere ulteriormente perseguito – si legge nel parere – attraverso l’attuazione, se non contestuale, almeno coordinata, anche di altre parti del Codice relative ai beni culturali.

Nel parere favorevole allo schema di decreto, il Consiglio di Stato ha sottolineato anche l’opportunità di una disciplina ad hoc e ancora più snella per i lavori sotto i 40.000 euro. In tali casi, si dovrebbe consentire che il certificato di buon esito dei lavori possa essere rilasciato, oltre che dalla soprintendenza, anche dall’amministrazione aggiudicatrice.

Nel parere del Consiglio di Stato, inoltre, si esprime parere favorevole su una delle principali novità previste dallo schema di Regolamento, e cioè sulla “possibilità di omettere, in situazioni particolari, il progetto esecutivo e di affidare i lavori sulla base del progetto definitivo”, e si sottolinea che “per prevenire il contenzioso occorre validare definitivamente la scelta con previsioni ad hoc un sede di decreti correttivi al codice appalti”

U.E. – Economia Circolare – piano d’azione del 2015

Economia circolare: La Commissione, mantenendo i suoi impegni, offre orientamenti sul recupero di energia dai rifiuti e lavora con la BEI per stimolare gli investimenti.

Insieme alla relazione la Commissione ha inoltre:

  • adottato oggi ulteriori misure per istituire, di concerto con la Banca europea per gli investimenti, una piattaforma per il sostegno finanziario all’economia circolare che riunirà investitori e innovatori;
  • pubblicato orientamenti per gli Stati membri su come convertire i rifiuti in energia;
  • proposto un miglioramento mirato della legislazione relativa a determinate sostanze pericolose presenti nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Il primo vicepresidente Frans Timmermans, responsabile per lo sviluppo sostenibile, ha dichiarato: La creazione di un’economia circolare in Europa costituisce una priorità fondamentale per questa Commissione. Oltre ai progressi già messi a segno stiamo elaborando nuove iniziative per il 2017. Siamo in procinto di chiudere il cerchio di progettazione, produzione, consumo e gestione dei rifiuti per creare un’Europa verde, circolare e competitiva.

Circular Economy Strategy

Protocollo ITACA per la valutazione della sostenibilità energetico e ambientale a Scala Urbana

Nella seduta del 21 dicembre 2016 il Consiglio Direttivo di ITACA ha approvato il Protocollo ITACA per la valutazione della sostenibilità ambientale a Scala Urbana. Il nuovo Protocollo, definito nell’ambito di uno specifico gruppo di lavoro interregionale, è stato realizzato sulla base di un apposito Accordo sottoscritto tra ITACA e la Regione Toscana a cui è stato anche attribuito l’affidamento delle funzioni di coordinamento dell’attività di progetto.

L’obiettivo del Protocollo ITACA è formulare un giudizio sintetico sulla performance globale di un insediamento urbano, assegnando un punteggio. A differenza della metodologia utilizzata nei Protocolli ITACA per gli edifici, nel Protocollo per le aree urbane, in cui sono prevalenti aspetti strettamente relazionati ai sistemi normativi e pianificatori regionali e comunali, risultava estremamente complesso, individuare benchmark validi per tutte le realtà urbane del territorio nazionale.

La complessità e la diversità dei caratteri e delle problematiche dei centri urbani nel territorio nazionale ha suggerito di affrontare il lavoro di taratura degli indicatori in un secondo momento, vale a dire ad una ulteriore fase di approfondimento e sperimentazione che richiederà un maggiore impegno delle Regioni e degli enti locali interessati.

Gli interventi volti alla riqualificazione della città implicano il superamento dei soli aspetti legati al recupero edilizio di singole parti della città o della loro messa in valore immobiliare. Tali processi infatti impongono un ripensamento complessivo in quanto implicano, oltre ai necessari interventi di recupero edilizio e funzionale delle parti degradate ed obsolete di città, una serie di altri elementi legati al concetto di sostenibilità che vanno dal miglioramento energetico ed ambientale dell’organismo urbano, alla qualità degli spazi pubblici, alle connessioni ecologiche, alla sicurezza, alla accessibilità materiale ed immateriale, al sistema della mobilità pubblica, alla flessibilità degli spazi, alla complessità funzionale e alla capacità di rispondere alla domanda sempre crescente di integrazione sociale.

Ne discende che il concetto di sostenibilità sia sempre più da considerarsi come un insieme complesso di “qualità” in grado di rispondere ai bisogni, altrettanto complessi e compositi, dei cittadini. La complessità dei temi propri della rigenerazione urbana richiede che i soggetti pubblici giochino un ruolo forte nel governo di questi processi, in modo da rappresentare il necessario elemento di raccordo tra le politiche di livello nazionale e la loro attuazione alla scala degli enti locali. Questo richiede un forte impegno rivolto da un lato alla costruzione di modelli e pratiche di governance, attraverso il coinvolgimento delle amministrazioni comunali, dei diversi settori, delle categorie interessate, dei cittadini nelle decisioni sullo sviluppo futuro in termini di spazio, tematiche e tempi, dall’altro alla definizione di regole e indirizzi che orientino gli interventi di rigenerazione alla massima qualità. Infatti a fronte della scarsa quantità di risorse pubbliche a disposizione diventa necessario per il decisore pubblico poter disporre di strumenti capaci di valutare/orientare la sostenibilità dei programmi di rigenerazione urbana attraverso un insieme di indicatori riferibili a tutti quegli aspetti che possono concorrere a definire la qualità urbana nel modo più ampio possibile.
Il progetto si è posto l’obiettivo di sviluppare uno strumento transcalare di valutazione in grado di misurare il livello di sostenibilità degli interventi in ambito urbano: dall’isolato alla città, rivolto sia ai pianificatori degli enti pubblici, sia agli operatori coinvolti nello sviluppo o nella trasformazione di aree urbane. In particolare, può essere impiegato:
− in fase di progetto, per definire le prestazioni di riferimento e come strumento si supporto alla decisione;
− per verificare in fase di realizzazione delle opere il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità prefissati;
− per monitorare in fase di esercizio il livello di sostenibilità raggiunto e operativo.

Protocollo ITACA a Scala Urbana .

MISE – Generazione distribuita – regime di aiuti agli investimenti per le infrastrutture elettriche

Decreto 19 ottobre 2016 – Istituzione, ai sensi dell’articolo 48 del regolamento GBER 651/2014, di un regime di aiuti agli investimenti per le infrastrutture elettriche.

Ambito di applicazione e finalità dell’intervento

1. Al fine di consentire l’incremento diretto della quota di fabbisogno energetico coperto da generazione distribuita, il presente decreto istituisce, ai sensi dell’art. 48 del regolamento GBER 651/2014, un regime di aiuti agli investimenti per le infrastrutture elettriche.

2. A tal fine, il presente decreto disciplina, ai sensi dell’art. 1, comma 845 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, i criteri, le condizioni e le modalità per la concessione di aiuti diretti a sostenere, nell’ambito delle infrastrutture elettriche ubicate nelle zone assistite, interventi:

(i) per la realizzazione di reti intelligenti di distribuzione dell’energia (smart grids);
(ii) sulle reti di trasmissione strettamente complementari agli interventi sulle reti di distribuzione dell’energia.

Il regime di aiuti è applicabile dalla data di entrata in vigore del decreto fino al 31 dicembre 2020.

Corso Alta Formazione – 30 novembre 2016 – “Lettura ragionata” della riforma degli appalti pubblici: servizi e forniture

in relazione alla Riforma degli Appalti e Contratti pubblici, con particolare riguardo ai Servizi ed alle Forniture, la nostra Federazione, in collaborazione con Chiomenti Studio Legale, ha organizzato un Corso di Alta Formazione dal titolo:

“Lettura ragionata” della riforma degli appalti pubblici: servizi e forniture

il prossimo 30 novembre a Roma

 PROGRAMMA

Diversi i temi che saranno approfonditi, tra cui sistemi d’acquisto centralizzati, strumenti elettronici, procedure innovative, contratti sotto-soglia, requisiti di partecipazione, elementi premianti dell’offerta, albo commissioni giudicatrici, ciclo vita, certificazione delle imprese, settori energia, gas, partenariato pubblico privato.  

A seguire, in funzione dell’interesse, saranno programmati e organizzati Corsi specifici su tematiche “verticali”.

L’evento è destinato a coloro che ricoprono le cariche di amministratore, direttore generale, direttore tecnico,  responsabile commerciale settore pubblico, responsabile ufficio gare e contratti, responsabile ufficio legale, professionisti tecnici, periti industriali, geometri, architetti, ingegneri.

Cogenerazione – decreto per il miglioramento della prestazione energetica degli immobili della pubblica amministrazione centrale

DECRETO 16 settembre 2016 Modalità di attuazione del programma di interventi per il miglioramento della prestazione energetica degli immobili della pubblica amministrazione .

1. Il presente decreto disciplina la predisposizione e l’attuazione dei programmi di interventi per il miglioramento della prestazione energetica degli immobili della pubblica amministrazione centrale ai sensi dell’art. 5 del decreto legislativo n. 102 del 2014.

2. Ai fini di cui al comma 1, il presente decreto disciplina in particolare: a) le modalità di finanziamento;
b) le modalità’ e i criteri per l’individuazione e la selezione degli interventi ammessi al finanziamento;
c) la presentazione delle proposte di intervento e l’approvazione
del programma di interventi;
d) le attività’ di informazione e assistenza tecnica necessarie;
e) il coordinamento, la raccolta dei dati e il monitoraggio necessario per verificare lo stato di avanzamento del programma.

Nell’ambito del programma di cui all’art. 1, accedono ai finanziamenti, nel rispetto dei requisiti di cui al presente articolo e limitatamente alle spese ammissibili di cui all’art. 4, i seguenti interventi di riqualificazione energetica, indicati dall’attestato di prestazione energetica o in apposita diagnosi energetica, pur se combinati o compresi in progetti di riqualificazione piu’ generale dell’immobile:
a) isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato;
b) sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato;
c) installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento di chiusure trasparenti con esposizione da est-sud-est a ovest, fissi o mobili, non trasportabili;
d) sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale utilizzanti
generatori di calore a condensazione;
e) sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di pompe di calore, elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica o idrotermica;
f) sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di
generatore di calore alimentato da biomassa;
g) installazione di impianti di cogenerazione o trigenerazione;
h) installazione di collettori solari termici, anche abbinati a sistemi di solar cooling;
i) sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore;
l) riqualificazione degli impianti di illuminazione;
m) installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore;
n) installazione di sistemi BACS di automazione per il controllo, la regolazione e la gestione delle tecnologie dell’edificio e degli impianti termici anche unitamente a sistemi per il monitoraggio della prestazione energetica;

2. Accedono altresi’ ai finanziamenti, gli interventi sugli immobili e sugli impianti non ricompresi al comma 1, purche’ gli stessi comportino una riduzione dei consumi di energia, a titolo non esaustivo, per l’illuminazione, il riscaldamento e/o il raffrescamento degli ambienti destinati ad uso di pubblico servizio degli immobili di cui all’art. 1.

3. Gli impianti di produzione di energia elettrica o termica sono ammissibili limitatamente al contributo per il soddisfacimento, per il medesimo vettore energetico, dell’effettivo fabbisogno dell’edificio per la climatizzazione, la produzione di acqua calda sanitaria, l’illuminazione e la ventilazione, valutato nell’ambito di un bilancio energetico mensile.

4. Ai fini dell’accesso al finanziamento, devono essere rispettati i requisiti minimi di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 e successive modificazioni, nonché’ ai decreti del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2015 concernenti «Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi negli edifici» e «Linee guida per la certificazione energetica degli edifici».

CONVEGNO “MISSIONE MENO EMISSIONI” ECOMONDO 9 NOVEMBRE 2016 

Ascomac e Unacea discutono con Ispra, Legambiente e Comune di Rimini di qualità dell’aria e macchine per costruzioni nei centri urbani

Si è svolto questa mattina alla fiera Ecomondo il convegno Macchine per costruzioni per l’ambiente urbano, organizzato da Ascomac e Unacea, le associazioni italiane rappresentanti i produttori e gli importatori di macchine per costruzioni. Il convegno è parte della campagna Missione meno emissioni lanciata lo scorso aprile dalle due associazioni, al fine di rendere pubblico il paradosso delle emissioni delle macchine per costruzioni nei contesti urbani. Se infatti autoveicoli e motoveicoli più obsoleti sono stati progressivamente interdetti alla circolazione dalla maggior parte delle amministrazioni comunali, nessuna norma limita l’uso delle macchine semoventi fuoristrada più vecchie, non valorizzando lo sviluppo tecnologico messo in campo dall’industria che negli anni è stata spinta da normative europee sempre più severe a produrre macchine a impatto ambientale progressivamente più contenuto.

“Si tratta di un paradosso non più sostenibile. Occorre adeguare le ordinanze comunali destinate al contenimento delle emissioni prendendo in considerazione tutti i veicoli e tutte le attività che contribuiscono al fenomeno – ha dichiarato Ruggero Riva, presidente Ascomac. Solo attraverso un approccio integrato si può effettivamente incidere sulla qualità dell’aria senza penalizzare ingiustamente nessun settore industriale”.

“La nostra industria ha fatto importanti investimenti per ottemperare ai criteri dell’Unione Europea in materia di emissioni dei motori e, come dimostrano i recenti sviluppi sulla fase V, continuerà a farlo anche nei prossimi anni – ha dichiarato Paolo Venturi, Presidente di Unacea. Le macchine prodotte inquinano fino al 97% in meno di quanto succedeva poco più di venti anni fa. Occorre fare in modo che questi investimenti e le innovazioni tecnologiche che ne sono scaturite non vadano persi e anzi contribuiscano a migliorare la qualità dell’aria delle nostre città, così come la sicurezza dei cittadini e degli operatori”. 

Secondo Anna Montini, assessore all’ambiente del Comune di Rimini è “fondamentale il contributo dell’industria, anche alla luce degli ultimi dati che descrivono una situazione critica dell’aria delle nostre città. C’è una lacuna che deve essere colmata perché la qualità dell’ambiente si migliora con il contributo di tutti. Bisognerà quindi considerare anche l’uso delle macchine per costruzioni sulla base delle emissioni, così come già avviene per gli altri veicoli”.

Il responsabile scientifico di Legambiente Giorgio Zampetti ha dichiarato che “la sfida ambientale è diventata centrale, nono solo per gli ambientalisti, ma più in generale per la società e l’economia. Le regole sulle emissioni che l’industria ha recepito devono però trovare applicazione reale, o si rischia che tutto il lavoro fatto rimanga sulla carta. Bisogna fare delle politiche integrate, individuare le zone più sensibili delle città tenendo conto della circolazione così come delle attività quali i cantieri da cui partire per richiedere parametri sempre più stringenti”.

Uno stimolo ad agire è arrivato anche da Ernesto Taurino del settore emissioni di Ispra secondo cui “Le previsioni e gli obiettivi decisi per il 2030 in termini di emissioni nazionali a oggi non sono raggiungibili senza il contributo di specifici strumenti di implementazione”. 

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ASCOMAC – Federazione Nazionale Commercio Macchine 
via Gualtiero Castellini 13, 00197 Roma
ascomac@ascomac.it  www.ascomac.it

ANAC – Linea Guida n. 1 affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneri

ANAC – DELIBERA 14 settembre 2016. Linee guida n. 1 in merito agli indirizzi generali sull’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria.

CPL CONCORDIA – Energy Saving Day in Ducati

Nell’ “Energy  Saving Day” di Bologna primarie aziende nazionali a confronto in un workshop sull’efficientamento energetico realizzato in collaborazione con CPL CONCORDIA

Bologna, 29 settembre 2016 – L’efficienza energetica come chiave della competitività delle imprese. Questo il cuore del worshop “Energy Saving Day” svoltosi oggi a Bologna e promosso da CPL CONCORDIA, multiutility nazionale che ha chiamato al confronto sulle loro best practices aziende italiane fra le quali spiccano Ducati, Lambroghini e Aruba.

CPL si ripropone sul mercato dell’efficientamento energetico con gli elementi fondanti della sua storia ultracentenaria”, ha ricordato il Direttore Commerciale di CPL CONCORDIA Rosario Calandruccio. Vogliamo condividere la passione per le soluzioni energetiche e le nostre competenze tecniche e gestionali con le aziende che credono nella competitività attraverso il saving”.

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Luigi Pederzini di Ducati Motor Holding ha raccontato il percorso di emancipazione energetica della casa di Borgo Panigale che ha investito tutti i player aziendali con percorsi e politiche di risparmio. Stefano Sordi di Aruba, leader internazionale delle soluzioni internet e hosting, ha descritto le strategie aziendali improntate all’uso razionale dell’energia.

Anche le Associazioni di settore – FIRE, E4Saving e ASCOMAC – con i loro rappresentanti hanno parlato di “caccia al tesoro energetico” attraverso esempi concreti di migliorie che l’Agenda di Parigi terrà sempre più in considerazione a livello internazionale per lo sviluppo sostenibile. “Crescerà sempre più l’importanza attribuita a come nasce il prodotto, sia esso una moto top class o un servizio di cloud computing”, ha sottolineato il Segretario Generale ASCOMAC Carlo Belvedere.

Una conferma di questo nuovo approccio produttivo è stata fornita da Massimo Scarpenti di Lamborghini Automobili: L’efficienza e le prestazioni delle auto vengono valorizzate sempre più dai processi impiegati per realizzarle”. Di produzione sostenibile come elemento fondamentale per la qualità dei prodotti ha trattato Massimo Ferniani, direttore dello stabilimento caseario 3A Arborea, il primo in Sardegna a fruire del Gas Naturale Liquefatto fornito da Polargas, una controllata del Gruppo CPL.

Al Vicepresidente di CPL CONCORDIA Paolo Barbieri sono state affidate le conclusioni: Il fatto che grandi imprese riconoscano a CPL un know how tecnologico consolidato e un affiancamento puntuale nelle prestazioni è per noi un motivo di orgoglio e di fiducia per il rilancio della nostra cooperativa”.