Radio 1 – Zapping – intervista Dr. Corrado Clini – Terremoto, neve e infrastrutture

Terremoto e neve, si scava senza sosta nell’albergo sepolto dalla slavina: trovate vive sei persone.

Le polemiche su prevenzione e ritardo nei soccorsi.

Interviene Corrado Clini, già Ministro dell‘Ambiente durante il governo Monti e direttore generale dello stesso dicastero tra il 1991 e il 2011, esperto di politiche ambientali e visiting professor alla Tshingua University di Pechino.

ANAC – Contratti pubblici – Secondo rapporto quadrimestrale 2016

Contratti pubblici – Secondo rapporto quadrimestrale 2016

Pubblicato il secondo rapporto quadrimestrale 2016 relativo alle procedure di affidamento perfezionate di importo superiore o uguale a € 40.000. Il rapporto quadrimestrale è suddiviso in 4 sezioni di cui una generale contenente le statistiche aggregate, dei contratti pubblici e tre sezioni di dettaglio – in cui viene effettuata un’analisi comparata con il quadrimestre dell’anno precedente – relative alle diverse tipologie di contratto (lavori, servizi e forniture).

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SCIA – Nuove guide per Cittadini ed Operatori

Guida alle nuove disposizioni in materia di SCIA e di individuazione dei regimi amministrativi

Cittadini e imprese, anche per le pratiche più semplici, devono orientarsi in una babele di adempimenti burocratici: regole, moduli, documentazione da presentare sono diversi a   seconda della Regione e del Comune; spesso sono costretti a rivolgersi ad amministrazioni diverse.

I decreti legislativi n. 126 e n. 222 del 2016 prevedono:

  • certezza sulle regole da seguire per avviare un’attività e sui regimi ad essa applicabili
  • tempi certi;
  • un unico sportello a cui rivolgersi;
  • l’amministrazione che chiede “una volta sola”.

Si tratta di un pacchetto di misure di semplificazione che:

  • attuano ai principi di liberalizzazione e di semplificazione;
  • rafforzano, sviluppano  e assicurano effettività a disposizioni già presenti nel nostro ordinamento (in materia di SCIA, silenzio assenso e sportello unico), stabilendo tempi certi, decisioni sicure e responsabilità definite.

Il decreto legislativo n. 222 del 2016 riporta, nella tabella A allegata, la ricognizione delle attività e dei procedimenti nei settori del commercio e delle attività assimilabili, dell’edilizia e dell’ambiente. Sono individuati, così, e uniformati su tutto il territorio nazionale, i regimi applicabili.

La Guida, realizzata  nelle due versioni “per cittadini e imprese” e “per gli addetti ai lavori”, è stata predisposta dal Dipartimento della funzione pubblica per sostenere l’attuazione della Riforma della Pubblica amministrazione, nell’ambito delle attività previste dall’Agenda per la semplificazione.

Istat – Produzione industriale novembre 2016

A novembre 2016 l’indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,7% rispetto ad ottobre. Nella media del trimestre settembre- novembre 2016 la produzione è aumentata dello 0,9% rispetto al trimestre precedente.

Corretto per gli effetti di calendario, a novembre 2016 l’indice è aumentato in termini tendenziali del 3,2% (i giorni lavorativi sono stati 21 come a novembre 2015). Nella media dei primi undici mesi dell’anno la produzione è cresciuta dell’1,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’indice destagionalizzato mensile presenta variazioni congiunturali positive nei raggruppamenti dell’energia (+2,4%), dei beni intermedi (+1,1%) e dei beni strumentali (+0,8%); diminuiscono invece i beni di consumo (-0,9%).

In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano una marcata variazione positiva nel comparto dell’energia (+10,6%); aumentano anche i beni strumentali (+3,9%) e i beni intermedi (+2,4%) mentre una variazione negativa segnano i beni di consumo (-0,1%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, a novembre 2016 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+14,5%), della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+6,7%) e delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+5,8%).

Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-5,0%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati e della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (entrambi -4,3%).

Banca d’Italia – Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita – 4° trimestre 2016

I risultati dell’indagine, condotta nel dicembre 2016 presso le imprese italiane con almeno 50 addetti, descrivono uno scenario di lieve ripresa nel quarto trimestre in quasi tutti i comparti; è più diffuso il miglioramento delle aspettative per il 2017 riguardo la dinamica dei prezzi, la domanda e gli investimenti; restano stabili le attese sull’occupazione e sulle condizioni finanziarie.
I giudizi sulla situazione economica generale corrente sono tornati a migliorare per industria in senso stretto e servizi, mentre hanno continuato a deteriorarsi per il settore delle costruzioni, in particolare nel comparto non residenziale.
Le aspettative di inflazione sono state riviste lievemente al rialzo su tutti gli orizzonti temporali. Per i prossimi dodici mesi le imprese prevedono anche un modesto aumento dei prezzi dei propri prodotti, dovuto alle attese di crescita dei prezzi delle materie prime e, in misura meno marcata, del costo del lavoro e degli input intermedi.
Per i prossimi tre mesi un quarto delle imprese prevede un aumento della domanda, che comporterebbe un maggior tasso di attività e un impatto molto marginale sulla dinamica dei loro prezzi; i due terzi delle aziende, invece, non si attendono rilevanti variazioni della domanda.
Le imprese prefigurano un’espansione della spesa per investimenti nel primo semestre del 2017 e per il complesso dell’anno.
Contribuirebbe alla ripresa dell’accumulazione la misura contenuta nella legge di bilancio del 2017 (cosiddetto “iper-ammortamento”) per la spesa in tecnologie digitali avanzate, il cui effetto è ritenuto significativo da un quinto delle imprese intervistate.

Radio Uno Rai – Voci del mattino del 10/01/2017 – Mobilità elettrica

ANAC – pubblicate sulla G.U. Linea guida n. 6 – cause di esclusione dalle gare

Gazzetta Ufficiale n. 2 del 3 gennaio 2017 – Linee guida n. 6 dell’Autorità anticorruzione, di attuazione del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (Nuovo Codice appalti), recanti «Indicazione dei mezzi di prova adeguati e delle carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto che possano considerarsi significative per la dimostrazione delle circostanze di esclusione di cui all’art. 80, comma 5, lett. c) del Codice».

L’art. 80, comma 5, lett. c) del d. lgs. 50/2016 (di seguito «Codice») prevede l’esclusione dalla partecipazione alle procedure d’appalto qualora «la stazione appaltante dimostri con mezzi adeguati che l’operatore economico si è reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità».

La norma individua alcune fattispecie esemplificative ritenute idonee a incidere sul rapporto fiduciario che deve sussistere tra l’amministrazione aggiudicatrice e l’impresa esecutrice, quali le carenze significative nell’esecuzione di precedenti contratti; il tentativo di influenzare indebitamente il processo decisionale della stazione appaltante o di ottenere informazioni riservate ai fini di proprio vantaggio; il fornire, anche per negligenza, informazioni false o fuorvianti ovvero l’omettere le informazioni dovute ai fini del corretto svolgimento della procedura di selezione.

L’art. 80, comma 13, del Codice prevede che l’ANAC, con proprie linee guida da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del Codice stesso, possa precisare i mezzi di prova adeguati a comprovare le circostanze di esclusione in esame e individuare quali carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto possano considerarsi significative ai fini della medesima disposizione.

ISTAT – Annuario statistico italiano 2016

L’Annuario statistico italiano offre di anno in anno un articolato ritratto dell’Italia e della sua evoluzione, favorendo una lettura integrata dei fenomeni in atto. Con il suo apparato di informazioni e metadati, l’Annuario costituisce per esperti, policy maker e cittadini un importante strumento per orientarsi all’interno dell’offerta di dati e fonti.


Costruzioni

Il 2015 è un nuovo anno critico per il settore delle costruzioni: l’indice di produzione registra, rispetto al 2014, una ulteriore variazione negativa (-1,8 per cento); anche gli indicatori dei permessi di costruire confermano la fase sfavorevole: il numero di abitazioni dei nuovi fabbricati residenziali presenta una variazione tendenziale del -0,3 per cento nel primo trimestre 2015, del -18,9 per cento nel secondo, del -10,4 per cento nel terzo e del -18,3 per cento nel quarto trimestre.

Significative sono anche le diminuzioni della superficie utile nel confronto con gli analoghi trimestri del precedente anno: i livelli dell’ultimo semestre 2015 scendono per la prima volta sotto la soglia dei 900 mila metri quadri. Negli ultimi tre trimestri del 2015 l’edilizia non residenziale presenta, invece, un’inversione di tendenza registrando, rispetto all’anno precedente, aumenti che la portano ad attestarsi sul valore di circa 2 milioni di metri quadri nel quarto trimestre 2015. Per quanto riguarda i permessi di costruire, nel corso del 2014 ne sono stati ritirati per 16.947 nuovi fabbricati destinati ad uso prevalentemente abitativo, con una riduzione dell’11,9 per cento rispetto al 2013.

A questi corrisponde un volume complessivo, fra nuovi fabbricati e ampliamenti, in calo del 12,9 per cento rispetto all’anno precedente. La dimensione media dei nuovi fabbricati residenziali rimane stabile in termini di abitazioni (2,8 sia nel 2013 che nel 2014), volume (1.240 metri cubi rispetto ai 1.256 del 2013) e superficie totale (425 metri quadrati rispetto ai 426 del 2013).

Cresce di poco la superficie utile media per unità abitativa, che passa da 85,8 metri quadrati del 2013 a 85,9 del 2014. In calo anche i nuovi fabbricati e gli ampliamenti destinati ad un utilizzo prevalentemente non abitativo che nel 2014, rispetto al 2013, presentano un decremento sia del volume (-9,0 per cento) sia della superficie (-9,9 per cento).

Energia

Il Bilancio energetico nazionale (Ben) definisce, per ciascuna fonte, la quantità di energia prodotta, importata, trasformata e consumata in un anno in un determinato paese, descrivendo l’andamento del sistema energetico nazionale, dalla produzione e/o importazione di fonti di energia, fino agli usi finali in ciascun settore economico.

Il 2014, a conferma dell’andamento che complessivamente si riscontra dal 2009, imputabile in buona misura agli effetti della crisi economica e finanziaria, si caratterizza per una contrazione dei consumi interni rispetto all’anno precedente (-4,1 per cento), ancor più accentuata rispetto a quella del 2013 (-1,9 per cento – Tavola 2.11).

In valore assoluto, tra il 2014 e il 2013, il consumo interno lordo scende da 172,99 a 165,97 milioni di Tep (Mtep). Tale decremento risulta superiore per i consumi di gas naturale (-11,6 per cento) e più contenuto per l’energia elettrica (-3,7) e i combustibili solidi (-3,3).

La strategia europea per la promozione di una crescita economica sostenibile prevede infatti, tra gli altri obiettivi del Pacchetto Clima-energia (i cosiddetti obiettivi 20-20-20), il raggiungimento della quota del 20 per cento di fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili. Per concorrere a tale obiettivo, l’Italia, secondo quanto stabilito dalla direttiva 2009/28/Ce,8 nel 2020, dovrà coprire il 17 per cento dei consumi finali di energia mediante fonti rinnovabili, una quota raggiunta e anche lievemente superata nel 2014, anno in cui l’indicatore ammonta a 17,1 per cento.9 Nel 2014, la contrazione dei consumi energetici ha colpito in particolar modo il settore degli usi civili (-12,3 per cento), quello degli usi non energetici (-10,4 per cento) e i bunkeraggi (-5,8 per cento). Per l’agricoltura e l’industria la contrazione è assai più ridotta (rispettivamente -0,7 e -0,9 per cento), mentre i trasporti sono l’unico settore a far registrare un lievissimo aumento (+0,8 per cento).

Ministero delle infrastrutture – Decreto valori minimi e massimi della capacità di resistenza degli immobili alle azioni sismiche

Decreto ministeriale n. 477 del 27/12/2016

Definizione delle caratteristiche tecniche per la ricostruzione di immobili danneggiati dal sisma del 24 agosto 2016 (art. 7, comma 1, lett. a) del decreto-legge n. 189 del 2016, conv. dalla legge n. 229 del 2016)