ANAC – Linea guida n. 6

Delibera n. 1293 del 16 novembre 2016 – Linee guida n. 6, di attuazione del D. Lgs. 18 aprile 2016, n. 50,recanti «Indicazione dei mezzi di prova adeguati e delle carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto che possano considerarsi significative per la dimostrazione delle circostanze di esclusione di cui all’art. 80, comma 5, lett. c) del Codice».

L’art. 80, comma 5, lett. c) del d. lgs. 50/2016 (di seguito «Codice») prevede l’esclusione dalla partecipazione alle procedure d’appalto qualora «la stazione appaltante dimostri con mezzi adeguati che l’operatore economico si è reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità». La norma individua alcune fattispecie esemplificative ritenute idonee a incidere sul rapporto fiduciario che deve sussistere tra l’amministrazione aggiudicatrice e l’impresa esecutrice, quali le carenze significative nell’esecuzione di precedenti contratti; il tentativo di influenzare indebitamente il processo decisionale della stazione appaltante o di ottenere informazioni riservate ai fini di proprio vantaggio; il fornire, anche per negligenza, informazioni false o fuorvianti ovvero l’omettere le informazioni dovute ai fini del corretto svolgimento della procedura di selezione.

L’art. 80, comma 13, del Codice prevede che l’ANAC, con proprie linee guida da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del Codice stesso, possa precisare i mezzi di prova adeguati a comprovare le circostanze di esclusione in esame e individuare quali carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto possano considerarsi significative ai fini della medesima disposizione.

OICE – le gare per servizi di sola progettazione a +46,7% in valore sul 2015

Novembre annuncia una chiusura del 2016 molto positiva: le gare per servizi di sola progettazione a +46,7% in valore sul 2015; tutto il mercato dei servizi di ingegneria a +65,1%.

(fonte: OICE)
Si va verso una chiusura d’anno molto positiva per il mercato dei servizi di ingegneria: negli undici mesi del 2016 + 28,8% in numero e +65,1% in valore sugli stessi mesi del 2015; nel mese di novembre tutto il mercato cresce del 65,6% in numero e del 195,2% in valore, su novembre 2015, mentre su ottobre 2016 solo +1,0% in numero, ma +113,3% in valore. Anche le gare per servizi di sola progettazione sono in forte crescita, da gennaio a novembre del 2016 +29,4% in numero e +46,7% in valore sul 2015. Dall’entrata in vigore del nuovo codice (da maggio a novembre) tutto il mercato cresce in numero del 41,1% e in valore del 51,2% rispetto agli stessi mesi del 2015; nello stesso periodo per i servizi di sola progettazione, il numero cresce del 36,1% e il valore del 52,7%.

“L’andamento positivo del mese di novembre sembra anticipare una fine d’anno molto positiva – ha dichiarato Gabriele Scicolone, Presidente OICE – negli undici mesi trascorsi si è raggiunto un valore che pone il 2016 tra i migliori dal 2000. Questo risultato è raggiunto nonostante le procedure miste, di progettazione e costruzione insieme, abbiano un forte segno positivo, e stiamo vedendo che, accanto all’ovvio calo degli appalti integrati ormai relegati ai soli settori speciali, crescono le concessioni di realizzazione e gestione e il project financing. Il dato di fondo rimane però quello del rilancio complessivo del mercato della progettazione e della direzione lavori, frutto della nuova impostazione data dal codice dei contratti pubblici. Adesso attendiamo il decreto sui livelli di progettazione e sui requisiti dei progettisti e ci auguriamo che le amministrazioni abbandonino prassi stravaganti tese ad eludere l’applicazione corretta del codice; si tratta di comportamenti – come l’applicazione dei contratti di sponsorizzazione alle progettazioni – che andranno vietati con il decreto correttivo da varare al più presto. Su questo tema – ha continuato Scicolone – l’OICE è pronta a fornire il proprio contributo di proposte finalizzate, ad esempio, a rendere certa la base d’asta con l’obbligatorietà del cosiddetto decreto parametri, a rivedere la materia delle assicurazioni e delle garanzie chieste al progettista, oggi fonte di incertezze e confusione, a rendere le linee guida ANAC vincolanti, a promuovere un maggiore ricorso al project management e a ridurre i costi di partecipazione alle gare. Nel frattempo l’auspicio è che si completi il quadro delle regole nel senso di snellire e semplificare la fase di qualificazione alle gare, di definire contratti-tipo in linea con le nuove metodologie di produzione dei progetti, quali il BIM, e con le prassi internazionali affinché i nostri progettisti possano accedere in modo ancor più qualificato ai mercati internazionali”.

Tornando ai dati e secondo l’aggiornamento al 30 novembre 2016 dell’osservatorio OICE-Informatel, le gare per servizi di ingegneria e architettura rilevate nel mese sono state 530 (di cui 66 sopra soglia), per un importo complessivo di 109,0 milioni di euro (91,2 sopra soglia). Rispetto al mese di novembre 2015 il numero delle gare cresce del 65,6% (+135,7% sopra soglia e +58,9% sotto soglia), e il loro valore ha un balzo del 195,2% (+249,5% sopra soglia e +64,3% sotto soglia). Nel mese di novembre le gare di sola progettazione hanno avuto incrementi del 94,4% in numero e del 136,2% in valore, sempre rispetto a novembre 2015.

Da segnalare tra le gare del mese quella dell’ENI spa da 31,0 milioni di euro per servizi scientifici e tecnici connessi all’ingegneria di supporto in ambito oil &gas upstream, midstream e downstream, e il bando del Politecnico di Milano con accordi quadro per «servizi integrati» che avranno ad oggetto servizi di architettura e ingegneria consistenti in progettazione, in quattro lotti con valore complessivo di 20,0 milioni di euro.

Molto positivo il confronto dei primi undici mesi del 2016 e del 2015: da gennaio a novembre 2016 sono state bandite 4.621 gare per un importo complessivo di 673,2 milioni di euro che, rispetto agli stessi mesi del 2015, crescono del 28,8% nel numero (+53,9% sopra soglia e +26,5% sotto soglia) e del 65,1% nel valore (+94,2% sopra soglia e +5,2% sotto soglia).
Dobbiamo registrare che sono sempre molto alti i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate. In base ai dati raccolti fino a novembre il ribasso medio sul prezzo a base d’asta per le gare indette nel 2014 è al 30,2%, per le gare indette nel 2015 sale al 40,1%, le prime notizie che riguardano le gare pubblicate nel 2016 ci danno un ribasso che arriva al 41,5%.

Le gare italiane pubblicate sulla gazzetta comunitaria sono passate dalle 306 unità dei primi undici mesi del 2015, alle 471 degli undici mesi appena trascorsi, con una crescita del 53,9%. Nell’insieme dei paesi dell’Unione Europea il numero dei bandi presenta, nello stesso periodo, una crescita dell’8,5%. Nonostante questo l’incidenza del nostro Paese continua ad attestarsi su un modesto 2,5%, un dato di gran lunga inferiore rispetto a quello di paesi di paragonabile rilevanza economica: Francia 30,5%, Germania 21,1%, Polonia 7,9%, Gran Bretagna 5,6%.

Negli undici mesi del 2016 l’andamento delle gare miste, cioè di progettazione e costruzione insieme (appalti integrati, project financing, concessioni di realizzazione e gestione), è in crescita nel valore, 7.914,1 milioni di euro +90,0% rispetto ai primi undici mesi del 2015, ma in calo nel numero, 545 gare -52,6%. Da notare che dal mese di giugno al mese di novembre sono stati pubblicati 3 bandi per general contracting, con importi risibili per questo tipo di procedura.
Gli appalti integrati (possibili con il nuovo codice degli appalti solo nei settori speciali) da soli mostrano, sempre rispetto ai primi undici mesi del 2015, un calo in numero del 64,8%, con una crescita nel valore di appena lo 0,8%.

U.E. – Pacchetto energia – Energia pulita per tutti gli europei: liberare il potenziale di crescita dell’Europa

La Commissione ha presentato un nuovo pacchetto di misure volte a mantenere l’Unione europea competitiva in questa fase di transizione all’energia pulita che sta trasformando i mercati mondiali dell’energia.

La Commissione intende impegnarsi affinché l’UE non soltanto si adatti alla transizione ma la guidi. Per questo motivo, l’Unione europea ha assunto l’impegno di ridurre le emissioni di CO2 almeno del 40% entro il 2030, modernizzando allo stesso tempo la propria economia e creando posti di lavoro e crescita per tutti i cittadini europei. Le proposte di oggi hanno tre obiettivi principali: privilegiare l’efficienza energetica, conquistare la leadership a livello mondiale nelle energie rinnovabili e garantire condizioni eque ai consumatori. 

I consumatori europei saranno protagonisti centrali sui mercati dell’energia del futuro. In tutta l’UE i consumatori disporranno in futuro di una migliore scelta di fonti di approvvigionamento, potranno accedere a strumenti affidabili per il confronto dei prezzi dell’energia e avranno la possibilità di produrre e vendere energia autonomamente. Più trasparenza e una migliore regolamentazione offrono alla società civile maggiori opportunità di partecipare al sistema dell’energia e di rispondere ai segnali del prezzo. 

Il pacchetto comprende anche una serie di misure volte a tutelare i consumatori più vulnerabili.

ANCI – AUDIZIONE UTILIZZO BIM

L’Anci è stata audita lo scorso 2 dicembre, insieme ad altri soggetti istituzionali, dal ministero Infrastrutture – Commissione ex art. 23, comma 13 D. lgs n. 50/2016 –  in merito alle nuove tecnologie di costruzione e manutenzione di infrastrutture ed edifici in Bim (che sta per l’acronimo Building Information Model).

Nel corso dell’incontro Anci ha illustrato alla commissione  il documento consegnato con il quale sono state fornite alcune risposte ad un questionario sottoposto dal Ministero. 

Decreto Fiscale – pubblicato sulla Gazzetta

Legge 1° dicembre 2016, n. 225 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili.

Testo coordinato


Approvato il decreto fiscale

La Camera, dopo aver votato, con 359 voti a favore e 166 contrari, la questione di fiducia posta dal Governo sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili (C. 4110 A/R) nel nuovo testo predisposto dalle Commissioni a seguito del rinvio deliberato dall’Assemblea, ha approvato il provvedimento che passa ora all’esame del Senato.

Vedi anche Legge di Bilancio 2017 e Decreto fiscale

Pubblicato sulla G. U. il D. L. 22 ottobre 2016, n. 193 Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili

Dati delle fatture emesse e ricevute
Con la modifica dell’art. 21 del decreto-legge n. 78 del 2010 – spesometro –  a decorrere dal 1° gennaio 2017, vi è l’obbligo per i soggetti passivi d’imposta di trasmettere trimestralmente in via telematica, entro la fine del secondo mese successivo al trimestre di riferimento, i dati di tutte le fatture emesse nel trimestre e di quelle ricevute e registrate in tale periodo, ivi comprese le bollette doganali, e i dati delle relative variazioni.

Dati delle liquidazioni periodiche
I soggetti passivi d’imposta, dal 1° gennaio 2017, sono tenuti anche a trasmettere i dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche, anche se a credito (v. il nuovo art. 21-bis del decreto-legge n. 78 del 2010, introdotto dal decreto-legge n. 193 del 2016).

Credito d’imposta
Per l’adeguamento tecnologico derivante dai nuovi obblighi di comunicazione è stato previsto, per i soggetti che nell’anno precedente a quello in cui è stato sostenuto tale costo hanno realizzato un volume di affari non superiore a 50.000 euro, un credito d’imposta di 100 euro, usufruibile una sola volta, ed utilizzabile, esclusivamente in compensazione, a decorrere dal 1° gennaio 2018.

Istat – Le prospettive per l’economia italiana nel 2016-2017

Nel 2016 previsto un aumento del Pil italiano pari a 0,8%, cui seguirebbe una crescita dello 0,9% nel 2017

 “Nel 2016 si prevede un aumento del Prodotto interno lordo italiano pari allo 0,8% in termini reali, cui seguirebbe una crescita dello 0,9% nel 2017″. E’ l’ultima stima dell’Istat nel rapporto sulle Prospettive per l’economia italiana.
L’ Istat spiega che “tra l’attuale quadro di previsione e quello presentato a maggio 2016, il tasso di crescita del Pil per l’anno corrente è stato rivisto al ribasso di 0,3 punti percentuali”.
Quanto al mercato del lavoro, la disoccupazione dovrebbe calare nel 2016 a 11,5% nel 2016, e a 11,3% nel 2017; mentre nell’anno in corso si prevede un rafforzamento degli investimenti, spinti dalle politiche fiscali: nel 2016 verso crescita del 2%, nel 2017 del 2,7%.
Nell’anno in corso si prevede un rafforzamento degli investimenti (+2,0%) e una successiva accelerazione nel 2017 (+2,7%)“. L’Istat prevede anche un “consolidamento dei consumi” nelle prospettive sull’economia italiana per gli anni 2016-2017, prevedendo un rialzo dell’1,2% nel 2016 e dell’1,1% nel 2017.
Mentre “una ripresa più accentuata del processo di accumulazione del capitale potrebbe rappresentare un ulteriore stimolo alla crescita economica nel 2017. Tuttavia – sottolinea l’Istat – le incertezze legate al riaccendersi delle tensioni sui mercati finanziari potrebbero condizionare il percorso di crescita delineato”.
La prospettiva di una evoluzione ancora moderata nei prossimi mesi, supportata dall’andamento positivo del mercato del lavoro e dai livelli contenuti dell’inflazione, determinerebbe nell’anno corrente una crescita della spesa delle famiglie residenti e delle Isp dell’1,2%”.
Nel 2017, prosegue l’Istat, “si attende il proseguimento dell’attuale tendenza anche se la ripresa dell’inflazione porterà ad un contenimento dell’aumento del potere di acquisto determinando una crescita dei consumi pari all’1,1%”.
Pertanto, afferma l’Istat, “il rafforzamento della crescita del Pil, atteso nel biennio 2016-2017, sarà caratterizzato dal consolidamento dei consumi privati e da una ripresa del processo di accumulazione del capitale supportata dal miglioramento delle aspettative sull’evoluzione della domanda, da condizioni favorevoli sul mercato del credito e dalle misure di politica fiscale a sostegno degli investimenti”.

Regolamento edilizio tipo – Intesa 20 ottobre 2016

Intesa 20 ottobre 2016, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le Regioni e i Comuni concernente l’adozione del regolamento edilizio-tipo di cui all’articolo 4, comma 1- sexies del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.

Entro il termine di centottanta giorni dall’adozione della presente intesa, le regioni ordinarie provvedono al recepimento dello schema di regolamento edilizio tipo e delle definizioni uniformi nonché all’integrazione e modificazione, in conformità alla normativa regionale vigente, della raccolta delle disposizioni sovraordinate in materia edilizia. Con il medesimo atto di recepimento, le regioni, nel rispetto della struttura generale uniforme dello schema di regolamento edilizio tipo approvato, possono specificare e/o semplificare l’indice.

Le regioni, altresì, individuano, alla luce della normativa regionale vigente, le definizioni aventi incidenza sulle previsioni dimensionali contenute negli strumenti urbanistici e, ove necessario, in via transitoria possono dettare indicazioni tecniche di dettaglio ai fini della corretta interpretazione di tali definizioni uniformi in fase di prima applicazione.

L’atto di recepimento regionale stabilisce altresì i metodi, le procedure e i tempi, comunque non superiori a centottanta giorni, da seguire per l’adeguamento comunale, ivi comprese specifiche norme transitorie volte a limitare i possibili effetti dell’adeguamento sui procedimenti in itinere (permessi di costruire, Scia, sanatone, piani attuativi, progetti unitari convenzionati).

Legge di Bilancio 2017 – aggiornamento

Legge di Bilancio 2017 – Atto Camera: 4127

 


 

Pubblicato sulla G. U. il D. L. 22 ottobre 2016, n. 193 Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili

Dati delle fatture emesse e ricevute
Con la modifica dell’art. 21 del decreto-legge n. 78 del 2010 – spesometro –  a decorrere dal 1° gennaio 2017, vi è l’obbligo per i soggetti passivi d’imposta di trasmettere trimestralmente in via telematica, entro la fine del secondo mese successivo al trimestre di riferimento, i dati di tutte le fatture emesse nel trimestre e di quelle ricevute e registrate in tale periodo, ivi comprese le bollette doganali, e i dati delle relative variazioni.

Dati delle liquidazioni periodiche
I soggetti passivi d’imposta, dal 1° gennaio 2017, sono tenuti anche a trasmettere i dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche, anche se a credito (v. il nuovo art. 21-bis del decreto-legge n. 78 del 2010, introdotto dal decreto-legge n. 193 del 2016).

Credito d’imposta
Per l’adeguamento tecnologico derivante dai nuovi obblighi di comunicazione è stato previsto, per i soggetti che nell’anno precedente a quello in cui è stato sostenuto tale costo hanno realizzato un volume di affari non superiore a 50.000 euro, un credito d’imposta di 100 euro, usufruibile una sola volta, ed utilizzabile, esclusivamente in compensazione, a decorrere dal 1° gennaio 2018.

Riforma P.A. – semplificazione e l’accelerazione dei procedimenti amministrativi

E’ entrato in vigore il D.P.R. 12 settembre 2016, n. 194 – Regolamento recante norme per la semplificazione e l’accelerazione dei procedimenti amministrativi, a norma dell’articolo 4 della legge 7 agosto 2015, n. 124. 

Gli adempimenti principali riguardano:

Art. 2

L’articolo 2 stabilisce le modalità per l’individuazione degli interventi da accelerare, in attuazione del criterio di cui all’art. 4, comma 1, lett. b), della legge 124/2015.

Il procedimento necessario a tal fine segue una scansione temporale annuale e si articola in due fasi. Di seguito gli adempimenti previsti dalla norma in ordine temporale:

Entro 60 giorni dall’emanazione del Regolamento, previa intesa in sede di Conferenza unificata, sono stabiliti i criteri per la selezione dei progetti di cui in seguito. 

  • Entro il 31 gennaio di ogni anno ciascun ente territoriale può individuare un elenco di progetti, corredato da una analisi di valutazione dell’impatto economico e sociale, tra quelli già inseriti nel programma triennale lavori pubblici o in altri atti di programmazione previsti dalla legge, riguardanti rilevanti insediamenti produttivi, opere di rilevante impatto per il territorio o l’avvio di attività imprenditoriali che potrebbero avere effetti positivi su economia e occupazione e chiedere alla presidenza del Consiglio che al relativo procedimento siano applicate le riduzioni dei termini (art. 3) o il potere sostitutivo (art. 4)
  • Entro il 28 febbraio successivo la Presidenza del Consiglio può indicare ulteriori progetti che, pur non presenti nell’elenco menzionato, possano produrre effetti positivi sull’economia e l’occupazione.
  • Entro il 31 marzo successivo con D.P.C.M. sono individuati i singoli progetti a cui possono essere applicate le riduzioni dei termini e il potere sostitutivo di cui agli articoli 3 e 4 del regolamento in oggetto.

Art. 3

La riduzione dei termini dei procedimenti è consentita in misura non superiore al 50 per cento rispetto ai termini previsti in generale dall’art. 2 della L. 241/1990.

In ogni caso, il termine non può eccedere i 90 giorni. Anche gli enti pubblici nazionali stabiliscono, secondo i propri ordinamenti, i termini di conclusione dei procedimenti di propria competenza, sempre nel limite dei 90 giorni.  In mancanza di determinazione di termini, il procedimento deve concludersi entro 30 giorni.

Banca d’Italia – le economie regionali 2016

Sono in corso di pubblicazione le analisi per singole regioni che includono i rapporti diffusi nel mese di giugno (con le informazioni relative prevalentemente all’anno precedente) e i relativi aggiornamenti di novembre (con le informazioni infra-annuali).

Le pubblicazioni sono curate in collaborazione con le filiali capoluogo di regione.

Queste svolgono studi sulle condizioni cicliche e sulla struttura economica e finanziaria delle economie locali; raccolgono informazioni statistiche avvalendosi anche della collaborazione di operatori economici, intermediari finanziari, istituzioni pubbliche, associazioni di categoria e altri organismi.

In analogia con le note regionali, all’inizio dell’estate e al termine dell’autunno è pubblicato un rapporto nazionale con una sintesi delle analisi per macroaree (“L’economia delle regioni italiane”); in una delle due occasioni tale rapporto contiene approfondimenti monografici sui principali aspetti territoriali dell’economia (“L’economia delle regioni italiane – dinamiche recenti e aspetti strutturali”).

Contestualmente sono anche pubblicati i risultati dell’Indagine condotta dalla Banca d’Italia su un campione di circa 400 banche e relativa alle condizioni di offerta e domanda di credito (“La domanda e l’offerta di credito a livello territoriale”).