Energia da fonti rinnovabili: il sorpasso è storico

Energia da fonti rinnovabili: il sorpasso è storico

di Niccolò Cusumano, Federico Pontoni e Antonio Sileo, la voce.info

A giugno l’energia elettrica generata in Italia da fonti rinnovabili, idroelettrico incluso, ha superato quella da fossili. Un sorpasso ottenuto anche grazie ai bassi consumi, ma che potrebbe segnare l’inizio di una nuova epoca. Riusciremo a governare il cambiamento? E che fine ha fatto il Green act?

Regione Emilia Romagna – Piano energetico regionale

Il “Piano energetico regionale 2030” e di “Piano Triennale di Attuazione 2017-2019” e i relativi Rapporti ambientali e studi di incidenza, sono stati approvati con deliberazione n. 1284/2016.

I documenti sono depositati per dell’avvio della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) per sessanta giorni decorrenti dalla data di pubblicazione sul Bollettino regionale (n.d.r. 5 agosto 2016). Nella procedura di VAS è compresa la procedura di Valutazione d’incidenza (VINCA).

Entro il termine dei sessanta giorni, chiunque può prendere visione dei documenti e presentare le proprie osservazioni in forma scritta, anche fornendo nuovi o ulteriori elementi conoscitivi e valutativi.

Regione Marche – Linee Guida per la valutazione energetico ambientale degli edifici residenziali

La Regione Marche ha aggiornato le “Linee guida per la valutazione della sostenibilità energetico ambientale degli edifici residenziali di cui all’art. 7 della L.R. n. 14/2008 ” sostituendo il Protocollo Itaca Marche con la Prassi stessa, strutturata in due sezioni: Sezione 0 e Sezione 1.

In merito ai criteri di valutazione, per quanto riguarda la qualità del sito, la Prassi tende a contrastare la “dispersione insediativa”, premiando le costruzioni situate all’interno delle aree urbane più dense e centrali. In altre parole, si favoriscono gli interventi che contengono il consumo di nuovo suolo. Altri parametri premiano la vicinanza ai mezzi pubblici (treno, bus) e la vicinanza ai servizi pubblici o commerciali, ovvero la possibilità di raggiungere a piedi o in bicicletta gli uffici, le scuole, i centri sportivi, gli esercizi commerciali.

Per quanto riguarda i materiali e i prodotti da costruzione, vengono valutati, tra l’altro, la loro rinnovabilità, riciclabilità o provenienza da riciclo, la certificazione e la vicinanza della loro produzione rispetto al cantiere per ridurre i carichi ambientali dovuti al trasporto.

Un altro gruppo di criteri è rivolto alla qualità del comfort interno, della ventilazione e dell’illuminazione naturali, nonché dell’isolamento acustico..

MISE – FAQ – Efficienza energetica – aggiornamento ad agosto 2016

CHIARIMENTI IN MATERIA DI EFFICIENZA ENERGETICA IN EDILIZIA

Aggiornate le FAQ a seguito dei:

Decreto 26 giugno 2015 cosiddetto “Decreto requisiti minimi”

Decreto 26 giugno 2015 cosiddetto “Decreto Linee guida APE” AGOSTO 2016

Cogenerazione – CAR – riconoscimento di una maggiore valorizzazione dell’energia di cogenerazione ad alto rendimento ottenuta a seguito della riconversione di esistenti impianti a bioliquidi sostenibili

Decreto 4 agosto 2016 definizione delle condizioni e modalità per il riconoscimento di una maggiore valorizzazione dell’energia di cogenerazione ad alto rendimento ottenuta a seguito della riconversione di esistenti impianti a bioliquidi sostenibili che alimentano siti industriali o artigianali.

Il decreto, in attuazione del comma 11-quinquies dell’art. 38 del decreto-legge n. 133/2014, stabilisce
condizioni e modalità per il riconoscimento, nell’ambito del regime di sostegno alla cogenerazione ad alto rendimento disciplinato dal decreto ministeriale 5 settembre 2011 e in conformità alla disciplina dell’Unione europea in materia, di una maggiore valorizzazione dell’energia da cogenerazione ad alto rendimento, ottenuta a seguito della riconversione di impianti esistenti di generazione di energia elettrica a bioliquidi sostenibili, che alimentano siti industriali o artigianali, in unità di cogenerazione asservite ai medesimi siti.

Possono accedere alla maggiore valorizzazione di cui al comma 1 gli esercenti impianti di generazione di energia elettrica a bioliquidi sostenibili, in esercizio al 12 novembre 2014 che alimentano siti industriali o artigianali.

Per le finalità di cui al presente decreto, si intende che un impianto a bioliquidi sostenibili alimenta siti industriali o artigianali se l’esercente dell’impianto a bioliquidi sostenibili dimostra, mediante esibizione al GSE di idonea documentazione, di aver fornito annualmente, a imprese industriali e artigiane con codice ATECO Div. da 10 a 32, almeno nel 2013 e nel 2014, in alternativa:

a) energia elettrica in misura pari ad almeno il 30% dell’energia elettrica lorda totale prodotta utilizzando combustibili bioliquidi;

b) calore utile cogenerato in misura pari ad almeno il 30% del calore utile totale prodotto utilizzando combustibili bioliquidi;

c) una combinazione delle due energie menzionate alle lettere a) e b) , in misura complessivamente pari al 30% del totale delle medesime energie prodotte dall’impianto utilizzando combustibili bioliquidi.

U.E. – CESE – Parere sul tema «Le risorse interne di carbone nella transizione energetica dell’UE»

Parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema «Le risorse interne di carbone nella transizione energetica dell’UE»

Conclusioni e raccomandazioni

1.1
Nel corso della transizione energetica verso un’economia a basse emissioni, il sistema energetico dell’UE si troverà ad affrontare un periodo di profondi cambiamenti tecnologici, economici e sociali che avrà ripercussioni su molti dei settori energetici, tra cui l’industria del carbone e, di conseguenza, le regioni in cui viene estratto il carbone nell’UE.

4.2
Dato che il carbone viene utilizzato essenzialmente per la produzione di energia elettrica, una maggiore efficienza costituisce uno strumento importante per un impiego meno inquinante del carbone. Grazie a un’efficienza elevata è possibile produrre più elettricità a partire da ogni tonnellata di carbone e ridurre le emissioni di CO2 del 30 % o più. Validi esempi di centrali elettriche a carbone con un’efficienza elevata si riscontrano in Germania, nelle centrali elettriche che operano con tecnologie fondate sull’ottimizzazione dei processi. Queste centrali sono anche estremamente flessibili e sono in grado di aumentare o diminuire la loro produzione in tempi rapidi, in modo da sostenere le energie rinnovabili intermittenti.

4.3
La cogenerazione (produzione combinata di calore e di elettricità o PCCE) costituisce un sistema di produzione energetica efficace ed efficiente che offre notevoli vantaggi in termini sia di energia che di ambiente. Gli impianti di produzione di energia tradizionali emettono calore di scarto nell’ambiente. Gli impianti di cogenerazione, invece, catturano questo calore e lo utilizzano, assicurando quindi un uso più efficiente del combustibile. Attualmente l’UE produce l’11,7 % dell’elettricità grazie alla cogenerazione (7).

Aiuti di Stato – Rettifica alla Comunicazione – cogenerazione

Rettifica della comunicazione della Commissione «Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014-2020»

( Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C 200 del 28 giugno 2014 )

(2016/C 290/07)

Pagina 16, i punti 51 e 52 sono sostituiti dai seguenti:

«(51)

Gli Stati membri sono tenuti a presentare una di domanda di aiuto e ad utilizzarla. Il modulo di domanda di aiuto contiene come minimo il nome del richiedente e le dimensioni dell’impresa, una descrizione del progetto, compresa la sua ubicazione e le date di inizio e di fine, l’importo dell’aiuto necessario per realizzarlo e i costi ammissibili. Nella domanda i beneficiari devono descrivere la situazione in assenza di aiuti, ossia una situazione considerata come scenario controfattuale, oppure lo scenario o il progetto alternativo. Inoltre, le grandi imprese devono fornire documenti giustificativi a sostegno dello scenario controfattuale descritto nella domanda. Dopo aver ricevuto la domanda, l’autorità che concede l’aiuto verifica la credibilità dello scenario controfattuale e conferma che l’aiuto produce l’effetto di incentivazione richiesto. Lo scenario controfattuale è credibile quando è autentico e integra i fattori decisionali prevalenti al momento della decisione relativa all’investimento da parte del beneficiario.

(52)

Non è tuttavia necessario soddisfare le condizioni di cui al punto 51 nei casi in cui l’aiuto è concesso sulla base di una procedura di gara competitiva.»

Pagina 29, il punto 151 è sostituito dal seguente:

«(151)

Gli aiuti al funzionamento per impianti di cogenerazione ad alta efficienza energetica possono essere concessi sulla base delle condizioni applicabili agli aiuti al funzionamento per la produzione di energia da fonti rinnovabili, come illustrato nelle sezioni 3.3.2.1 e 3.3.2.4, nella misura in cui non esistano disposizioni più specifiche nella sezione 3.4, e unicamente:

a)

alle imprese che provvedono alla produzione pubblica di calore e di energia elettrica, ove questi siano prodotti a costi superiori al prezzo di mercato;

b)

a favore dell’impiego industriale della cogenerazione di calore e di energia elettrica, laddove si possa dimostrare che il costo di produzione di un’unità di energia ottenuta mediante tale tecnica è superiore al prezzo di mercato di un’unità di energia tradizionale.»

Parlamento – Legge sulla concorrenza – SDC Sistemi di distribuzione chiusi

AS 2085 recante «Legge annuale per il mercato e la concorrenza»

La presente legge reca disposizioni finalizzate a rimuovere ostacoli regolatori all’apertura dei mercati, a promuovere lo sviluppo della concorrenza e a garantire la tutela dei consumatori, anche in applicazione dei princìpi del diritto dell’Unione europea in diversi settori dell’economia, nonché delle politiche europee in materia di concorrenza;

INDUSTRIA, COMMERCIO, TURISMO    (10ª) 

Trattazione in Commissione

264ª Seduta (antimeridiana) di martedì 2 agosto 2016

AGCM – AS1288 – NORMATIVA IN MATERIA DI SISTEMI DI DISTRIBUZIONE CHIUSI

… omissis …

Il relatore Luigi MARINO (AP (NCD-UDC)) invita i proponenti a ritirare gli emendamenti 34.0.1, 34.0.2 e 34.0.3 e a trasformarli in un ordine del giorno che impegni il Governo ad assumere adeguate iniziative per rendere chiaro e coerente il quadro normativo in materia di sistemi di distribuzione chiusi con le direttive comunitarie e in accordo agli obiettivi comunitari di efficienza energetica, innovazione tecnologica delle reti e di lotta ai cambiamenti climatici, nonché a tenere conto, nella definizione organica del quadro normativo, dell’evoluzione in atto, anche in considerazione dei procedimenti aperti con la Commissione europea, sull’allocazione degli oneri generali di sistema,  in un contesto di progressivo sviluppo della generazione distribuita e dell’autoproduzione  e di mantenimento di una adeguata equità contributiva.

Il sottosegretario GENTILE dichiara la disponibilità del Governo ad accogliere l’ordine del giorno come prefigurato dal relatore.

Il senatore GIROTTO (M5S) interviene per chiedere le ragioni della richiesta formulata dai relatori e dal Governo.

Il relatore TOMASELLI (PD) chiarisce l’orientamento dei relatori e del Governo sulla regolazione dei sistemi di distribuzione chiusi, secondo il quale il tema dovrà essere affrontato con una norma organica in un altro momento, probabilmente in occasione dell’esame della legge di stabilità. A sostegno di questa posizione evidenzia ragioni, sia di metodo, che di merito. Quanto al metodo, informa che è in corso un confronto tra Governo italiano e Commissione europea finalizzato a individuare una soluzione condivisa tra le parti. Quanto invece al merito, evidenzia le difficoltà della materia e la necessità di ulteriori approfondimenti.

L’emendamento propone, tra l’altro, una semplificazione delle procedure e delle autorizzazioni per la realizzazione di reti elettriche private, alimentate da fonti rinnovabili o da cogenerazione ad alto rendimento. Fa notare tuttavia che una proliferazione di questi sistemi potrebbe portare a una diminuzione delle entrate relative agli oneri di sistema, con il rischio di un aggravio per gli altri soggetti, il che sarebbe in contrasto con la politica di riduzione dei costi delle bollette per famiglie e imprese.

Pur condividendo la rilevanza del settore delle rinnovabili, cui attribuisce un ruolo decisivo nel futuro energetico del Paese, invita a valutare con prudenza la questione per evitare possibili distorsioni del mercato.

In conclusione, invita i firmatari a ritirare i loro emendamenti e a trasformarli in un ordine del giorno, con i contenuti già richiamati dall’altro relatore.

Il senatore GIROTTO (M5S) dichiara di non volere trasformare l’emendamento 34.0.3 in un ordine del giorno.

Fa quindi notare al senatore Tomaselli che una possibile distorsione del mercato andrebbe invece attribuita agli incentivi alle fonti fossili. Ricorda poi la delibera 539 l’Autorità per l’Energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI), che ha stabilito nuove regole sui corrispettivi a copertura degli oneri generali di sistema, peraltro introducendo una decorrenza retroattiva, a danno degli investimenti nel settore. Infine, giudica infondate le motivazioni addotte dal relatore a sostegno del suo parere, perché le reti private pagano già gli oneri di sistema e la Commissione europea non ha espresso contrarietà in materia di sistemi di distribuzione chiusi.

La senatrice VALDINOSI (PD) condivide l’esigenza, evidenziata dal relatore Tomaselli, di disciplinare la materia – assai rilevante – con una normativa organica, sottolineando al contempo la necessità che il Governo assuma un preciso impegno a intervenire in tempi ravvicinati e che sia garantita la coerenza con il diritto dell’Unione europea; aderisce quindi all’invito dei relatori e ritira l’emendamento 34.0.1, trasformandolo nell’ordine del giorno G/2085/48/10, pubblicato in allegato, che riprende i contenuti suggeriti dai relatori, che il sottosegretario GENTILE dichiara di accogliere.

Con il parere contrario del relatore Luigi MARINO (AP (NCD-UDC)) e del rappresentante del GOVERNO,  gli identici emendamenti 34.0.2 e 34.0.3 sono quindi posti ai voti e respinti.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 13,20.

ORDINI DEL GIORNO ED EMENDAMENTI AL DISEGNO DI LEGGE 

N. 2085

G/2085/47/10VALDINOSI, DI BIAGIO

Il Senato, in sede di esame dell’AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

premesso che:

l’articolo 14 del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, recante attuazione della direttiva 98/30/CE recante norme comuni per il mercato interno del gas naturale, prevede disposizioni in materia di attività di distribuzione del gas naturale;

in tale articolo, l’attività di distribuzione di gas naturale è definita attività di servizio pubblico ed il relativo servizio  è previsto che debba essere affidato esclusivamente mediante gara per periodi non superiori a dodici anni;

gli enti locali che affidano il servizio, anche in forma associata, svolgono attività di indirizzo, di vigilanza, di programmazione e di controllo sulle attività di distribuzione, ed i loro rapporti con il gestore del servizio sono regolati da appositi contratti di servizio, sulla base di un contratto tipo predisposto dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas ed approvato dal Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato;

tutto ciò premesso,

impegna il Governo

a prevedere, nel primo provvedimento utile, che nell’ambito del contratto tipo fra enti locali e gestore del servizio di distribuzione del gas sia previsto il riconoscimento, da parte del Gestore agli Enti concedenti e/o alla Società delle Reti proprietari degli impianti o di porzioni di essi, di una somma pari all’ammortamento relativo al capitale investito netto.

G/2085/48/10

VALDINOSI

Il Senato, in sede di esame dell’AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

tenuto conto:

della direttiva 2009/72/CE relativa a norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica ed in particolare dell’articolo 28 “Sistemi di distribuzione chiusi” che classifica questi sistemi come sistemi che distribuiscono energia elettrica all’interno di un sito industriale, commerciale o di servizi condivisi geograficamente limitati e non riforniscono clienti civili;

del decreto legislativo n° 93 del 2011 di recepimento della succitata direttiva ed in particolare dell’articolo 38, comma 5 che prevede che “i sistemi di distribuzione chiusi sono le reti interne d’utenza così come definite dall’articolo 33 della legge 23 luglio 2009, n. 99 nonché le altre reti elettriche private definite ai sensi dell’articolo 30, comma 27, della legge n. 99 del 2009”;

della delibera dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico numero 539/2015/R/eel Testo Integrato dei Sistemi di Distribuzione Chiusi;

della legge 25 febbraio 2016, n. 21 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2015, n. 210: Proroga di termini previsti da disposizioni legislative (milleproproghe)” ed in particolare dell’articolo 3, comma 2 lettera b in merito alla modifica della struttura delle componenti tariffarie relative agli oneri generali di sistema elettrico applicate ai clienti non domestici;

della segnalazione dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico al Governo e al Parlamento del 17 luglio 2014;

della segnalazione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato del 27 luglio 2016;

impegna il Governo a:

valutare l’opportunità di assumere adeguate iniziative per rendere chiaro e coerente il quadro normativo in materia di sistemi di distribuzione chiusi con le direttive comunitarie, rispetto al contesto attuale nel quale le attività di trasmissione e di distribuzione dell’energia elettrica sono assegnate su concessione sul territorio nazionale con obblighi di qualità del servizio fissati dall’Autorità di regolazione, e in accordo agli obiettivi comunitari di efficienza energetica, innovazione tecnologica delle reti e di lotta ai cambiamenti climatici;

valutare l’opportunità di tenere conto, nella definizione organica del quadro normativo, dell’evoluzione in atto, anche in considerazione dei procedimenti aperti con la Commissione Europea, sull’allocazione degli oneri generali di sistema,  in un contesto di progressivo sviluppo della generazione distribuita e dell’autoproduzione  e di mantenimento di una adeguata equità contributiva.

… omissis ….

Direttiva Edifici a energia quasi 0 – orientamenti per la promozione degli edifici a energia quasi zero e delle migliori pratiche

Raccomandazione (UE) 2016/1318 della Commissione, del 29 luglio 2016, recante orientamenti per la promozione degli edifici a energia quasi zero e delle migliori pratiche per assicurare che, entro il 2020, tutti gli edifici di nuova costruzione siano a energia quasi zero.

Considerando che:

(7) Insieme ai requisiti per gli edifici di nuova costruzione, la direttiva impone agli Stati membri di adottare politiche di sostegno per stimolare la ristrutturazione degli edifici esistenti al fine di trasformarli in edifici a energia quasi zero.

(8) La Commissione ha presentato una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sui progressi realizzati dagli Stati membri in materia di edifici a energia quasi zero (4). Ulteriori informazioni sono state fornite dagli Stati membri nell’ambito dei loro obblighi di comunicazione al riguardo.

(9) Gli Stati membri stanno realizzando gli obiettivi a un ritmo ancora troppo lento, che occorre accelerare. Nonostante l’aumento delle misure nazionali volte a incrementare il numero di edifici a energia quasi zero, gli Stati membri dovrebbero adoperarsi più a fondo per garantire che tutti gli edifici di nuova costruzione siano a energia quasi zero entro i termini prescritti dalla direttiva.

HA ADOTTATO LA PRESENTE RACCOMANDAZIONE:

1. È opportuno che gli Stati membri seguano gli orientamenti contenuti nell’allegato della presente raccomandazione. Gli orientamenti contribuiranno ad assicurare che, entro il 31 dicembre 2020, tutti gli edifici di nuova costruzione siano a energia quasi zero e aiuteranno gli Stati membri a elaborare i piani nazionali per aumentare il numero di edifici a energia quasi zero.