PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE PER IMPIANTI FOTOVOLTAICI

PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE PER IMPIANTI FOTOVOLTAICI
UNA SANZIONE DI 640.000 EURO AL GRUPPO GREEN POWER

Una sanzione di 640.000 euro è stata irrogata dall’Antitrust al Gruppo Green Power, per le pratiche commerciali adottate nella vendita di impianti per lo sfruttamento dell’energia solare e la produzione di elettricità e calore: queste sono risultate scorrette in quanto ingannevoli, riguardo agli effettivi risparmi ottenibili dall’installazione e ai legami dell’azienda con il gruppo Enel; e aggressive in quanto limitative del diritto di recesso.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha ritenuto che la prospettazione di tali impianti come “a costo zero”, in virtù dei risparmi ottenibili e dei ricavi dalla vendita dell’energia prodotta in eccesso, ingannasse il consumatore sulla aleatorietà e sulla distribuzione temporale di tali benefici, a fronte dei pagamenti certi per l’acquisto dell’impianto che spesso avveniva attraverso un finanziamento proposto da società convenzionate con Green Power. E’ emerso inoltre che gli agenti del Gruppo hanno continuato a millantare rapporti con l’Enel, usando anche moduli con il logo di “Enel.sì”, per circa un anno dopo la cessazione di ogni rapporto tra le due aziende.

A giudizio dell’Agcm, infine, Green Power avrebbe ostacolato l’esercizio del diritto di recesso dei consumatori, facendo decorrere i termini dalla firma del modulo contrattuale – che costituisce una proposta – e non dalla sua accettazione: tutto ciò a valle delle verifiche di fattibilità tecnica e quindi della determinazione delle caratteristiche e dei costi effettivi dell’impianto da installare dopo aver ottenuto le autorizzazioni previste. Dagli elementi acquisiti, risulta peraltro che l’impresa non comunicava al consumatore tale accettazione. Per dissuadere i clienti dal recedere dalla proposta, infine, il Gruppo ha previsto una penale pari al 25% del valore dell’impianto.

La sanzione originaria di 680.000 euro, comminata per queste condotte scorrette, è stata ridotta di 40.000 euro a causa dei bilanci in perdita di Green Power.

 

Efficienza energetica – pubblicate le disposizioni integrative al decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102

Pubblicato il D. Lgs. 18 luglio 2016, n. 141 – Disposizioni integrative al decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, di attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE.

Atto del Governo sottoposto a parere parlamentare n. 201

Documento ASCOMAC

 

In Particolare sono state integrate alcune definizioni:

Art. 1

b) al comma 2, dopo la lettera a) è inserita la seguente:

«a -bis ) aggregatore: un fornitore di servizi che, su richiesta, accorpa una pluralità di unità di consumo, ovvero di unità di consumo e di unità di produzione, per venderli o metterli all’asta in mercati organizzati dell’energia;»;

c) al comma 2, dopo la lettera b) è inserita la seguente:
«b -bis ) audit energetico o diagnosi energetica: procedura sistematica finalizzata a ottenere un’adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio o gruppo di edifici, di una attività o impianto industriale o commerciale o di servizi pubblici o privati, a individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo costi benefici e a riferire in merito ai risultati;»;

d) al comma 2, dopo la lettera d) è inserita la seguente:
«d -bis ) cliente finale: cliente che acquista energia, anche sotto forma di vettore energetico, per uso proprio;»;

e) al comma 2, la lettera i) , è sostituita dalla seguente:
« i) contatore di fornitura: apparecchiatura di misura dell’energia consegnata. Il contatore di fornitura può essere individuale, nel caso in cui misuri il consumo di energia della singola unità immobiliare, o condominiale, nel caso in cui misuri l’energia, con l’esclusione di quella elettrica, consumata da una pluralità di unità immobiliari, come nel caso di un condominio o di un edificio
polifunzionale;» …

i) al comma 2, la lettera gg) , è sostituita dalla seguente:
« gg) rete di teleriscaldamento e teleraffreddamento (o teleraffrescamento): qualsiasi infrastruttura di trasporto dell’energia termica da una o più fonti di produzione verso una pluralità di edifici o siti di utilizzazione, realizzata prevalentemente su suolo pubblico, finalizzata a consentire a chiunque interessato, nei limiti consentiti dall’estensione della rete, di collegarsi alla medesima per l’approvvigionamento di energia termica per il riscaldamento o il raffreddamento di spazi, per processi di lavorazione e per la copertura del fabbisogno di acqua calda sanitaria;»;

Art. 2.

b) dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti:
«4 -bis . Avvalendosi dei dati acquisiti ai sensi dell’articolo 13 del decreto 28 dicembre 2012 del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il GSE, entro il 30 giugno di ogni anno, pubblica i risparmi energetici realizzati da ciascun soggetto obbligato nonché complessivamente nel quadro del meccanismo dei certificati bianchi.
4 -ter . I soggetti obbligati di cui al meccanismo dei certificati bianchi, forniscono, su richiesta del Ministero dello sviluppo economico e comunque non più di una volta l’anno:
a) informazioni statistiche aggregate sui loro clienti finali qualora evidenzino cambiamenti significativi rispetto alle informazioni presentate in precedenza. Il Ministero dello sviluppo economico rende pubbliche tali informazioni in forma anonima e aggregata; …

Art. 4

1. All’articolo 8 del decreto legislativo n. 102 del 2014 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 1 è inserito il seguente: «1 -bis . Le diagnosi energetiche non includono clausole che impediscono il trasferimento dei risultati della diagnosi stessa a un fornitore di servizi energetici qualificato o accreditato, a condizione che il cliente non si opponga.»;
b) dopo il comma 2 è inserito il seguente: «2 – bis . L’accesso dei partecipanti al mercato che offre
i servizi energetici è basato su criteri trasparenti e non discriminatori.»; …

Art. 5.

iv. la lettera c) , è sostituita dalla seguente: « c) nei casi in cui l’uso di sotto-contatori non sia tecnicamente possibile o non sia efficiente in termini di costi e proporzionato rispetto ai risparmi energetici potenziali, per la misura del riscaldamento si ricorre, a cura dei medesimi soggetti di cui alla lettera b) , all’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali per quantificare il consumo di calore in corrispondenza a ciascun corpo scaldante posto all’interno delle unità immobiliari dei condomini o degli edifici polifunzionali, secondo quanto previsto norme tecniche vigenti, salvo che l’installazione di tali sistemi risulti essere non efficiente in termini di costi con riferimento alla metodologia indicata nella norma UNI EN 15459;»;
v. la lettera d) , è sostituita dalla seguente: « d) quando i condomini o gli edifici polifunzionali sono alimentati da teleriscaldamento o teleraffreddamento o da sistemi comuni di riscaldamento o raffreddamento, per la corretta suddivisione delle spese connesse al consumo di calore per il riscaldamento, il raffreddamento delle unità immobiliari e delle aree comuni, nonché per l’uso di acqua calda per il fabbisogno domestico, se prodotta in modo centralizzato, l’importo complessivo è suddiviso tra gli utenti finali, in base alla norma tecnica UNI 10200 e successive modifiche e aggiornamenti. …

 

Parlamento – teleriscaldamento e teleraffrescamento – documento finale della Camera

Strategia dell’Unione europea in materia di riscaldamento e raffreddamento. COM(2016) 51 finale.

La Camera dei Deputati nella seduta del 19 luglio ha approvato il documento relativo alla strategia in oggetto.

In particolare le Commissioni ritengono che:

a) occorre dare seguito sul piano concreto alle intenzioni manifestate dalla Commissione europea di favorire la ristrutturazione degli edifici esistenti, puntando, piuttosto che su interventi relativi a singole unità abitative, ad interventi che interessino interi edifici, sia pubblici che privati, che potrebbero assicurare risultati assai più consistenti per le economie di scala. In particolare, appare necessario prevedere misure specifiche volte a facilitare l’adeguamento degli impianti dei condomini, considerato che il 41 per cento della popolazione UE vive in appartamenti e che in Italia la metà delle abitazioni residenziali sono in condominio;

g) appare opportuno migliorare l’affidabilità e soprattutto l’utilità concreta delle certificazioni energetiche degli edifici, che possono tra l’altro diventare un’importante fonte di dati sullo stato del patrimonio edilizio nazionale;

h) occorre sostenere l’autoproduzione e lo stoccaggio di energia da fonte rinnovabile, anche con le opportune misure per favorire lo scambio sul posto pur nel rispetto della giusta condivisione degli oneri di sistema, così da ridurre i costi del sistema dell’energia e contribuire a sostenere ad esempio la domanda di energia per raffrescamento oltre a ridurre le perdite del sistema e rafforzarne la resilienza;

i) al fine di perseguire gli obiettivi di efficienza energetica, di contribuire al miglioramento ambientale e della qualità dell’aria e di contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2 nei grandi centri urbani attraverso la riduzione del numero di centrali termiche individuali e condominiali, …

j) occorre promuovere gli interventi di efficientamento e di risparmio energetico nel sistema delle imprese e in particolare delle piccole e medie imprese, … .

AEEGSI – Contratto – tipo ai fini dell’erogazione degli incentivi Conto Termico

Delibera 21 luglio 2016 421/2016/R/efr

Contratto- tipo ai fini dell’erogazione degli incentivi previsti dal decreto interministeriale 16 febbraio 2016, relativi a interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Con il presente provvedimento viene aggiornato il contratto-tipo, precedentemente definito con la deliberazione 338/2013/R/efr, ai fini dell’erogazione degli incentivi relativi a interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, sulla base degli elementi forniti dal GSE, introducendo modifiche sostanzialmente dovute a garantire l’allineamento con le modifiche disposte dal decreto interministeriale 16 febbraio 2016.

AEEGSI – Semplificazione delle procedure delle condizioni tecniche ed economiche per la connessione alle reti con obbligo di connessione di terzi degli impianti di produzione di energia elettrica

Semplificazione delle procedure delle condizioni tecniche ed economiche per la connessione alle reti con obbligo di connessione di terzi degli impianti di produzione di energia elettrica. Implementazione di nuovi flussi informativi su Gaudì, in relazione allo stato degli impianti di produzione.

Con il presente provvedimento, dando seguito al documento per la consultazione 234/2016/R/eel, vengono apportate alcune modifiche e innovazioni al TICA, ulteriori rispetto a quelli già definiti con le deliberazioni 400/2015/R/eel e 558/2015/R/eel, sia in termini di semplificazione, sia in termini di implementazione di nuovi flussi informativi su Gaudì in relazione allo stato degli impianti di produzione.

SI E’ RITENUTO OPPORTUNO:

rinviare a un successivo provvedimento le modifiche e integrazioni del Testo Integrato delle Connessioni Attive in merito alla procedura per la connessione e l’esercizio di impianti di produzione di piccola taglia diversi dagli impianti fotovoltaici ex decreto ministeriale 19 maggio 2015 …

non prevedere, accogliendo le osservazioni dei gestori di rete, l’obbligo di classificare tra i lavori semplici limitati all’installazione del gruppo di misura tutte le attività aventi a oggetto richieste di connessione con potenza ai fini della connessione pari a zero e relative a impianti di produzione di potenza nominale o di picco fino a 3 kW ricadenti nelle casistiche di cui al decreto ministeriale 19 maggio 2015;

modificare il Testo Integrato delle Connessioni Attive, per le rimanenti finalità diverse da quelle di cui ai precedenti punti, già evidenziate nel documento per la consultazione 234/2016/R/eel e richiamate nei considerata, tenendo conto delle relative osservazioni pervenute;

confermare i valori del corrispettivo per l’ottenimento del preventivo indicati nel documento per la consultazione 234/2016/R/eel, al fine di evitare che essi incidano in modo significativo sul costo totale dell’impianto di produzione ma evitando, al tempo stesso, che essi siano inferiori al corrispettivo attualmente previsto dal TIC per le volture (circa 27 euro); continuare a prevedere che i corrispettivi per l’ottenimento dei preventivo siano riferiti ai valori delle potenze in immissione richieste, poiché ai fini dell’elaborazione del preventivo rileva la potenza richiesta ai fini delle immissioni nella rete elettrica e non necessariamente la potenza dell’impianto di produzione; …

Elettricità, il Codacons denuncia l’Autorità per l’energia dopo i rincari

Elettricità, il Codacons denuncia l’Autorità per l’energia dopo i rincari

Mercoledì il Tar della Lombardia ha sospeso l’aumento delle tariffe decise dall’Authority. Da luglio il prezzo dell’elettricità è salito del 4,3%. La causa le strategie anomale di alcuni operatori

di Francesca Basso – Corriere della Sera 

TAR Lombardia – servizio del dispacciamento dell’energia elettrica – ricorso AEEGSI

Decreto n. 911/2016

AEEGSI – Istanza di revoca del decreto cautelare monocratico del Tar Lombardia, Sez. II, 19 luglio 2016, n. 911

Decreto n. 982 del 28 luglio 2016

AEEGSI – Chiarimenti in merito ai decreti 911/2016 e 982/2016

… “Considerato che, pure alla stregua di quanto enunciato in atti impugnati dall’Autorità convenuta sembra ragionevolmente emergere l’ascrivibilità del nuovo prezzo unitario dell’Energia Elettrica a carico dell’utente finale a comportamenti economicamente non lineari posti in essere da vari operatori nell’ambito del servizio del dispacciamento dell’energia elettrica stessa e che, proprio alla stregua di ciò, la medesima Autorità ha dato avvio (delibera 342/2016/E/EEL del 24 giugno 2016) ad un procedimento, in relazione ai detti casi di non linearità commerciale ed economica, che risulta volto all’adozione di idonee misure prescrittive alla luce anche della possibile insistenza di potenziali abusi nel relativo mercato;

Rilevato che tale procedura è in corso e che perciò sembra opportuno che solo alle relative conclusioni possano essere ridefiniti quegli aumenti percentuali già posti a carico dell’utente finale a decorrere dall’1 luglio del c.a. – intervenuti questi come rideterminazione del citato nuovo prezzo unitario a carico di quest’ultimo – senza conoscere, alla data del 28 giugno 2016, se effettivamente i relativi aumenti percentuali possano essere legittimamente ascritti all’utente finale stesso;

Osservato che, allo stato, tutto ciò determina, in relazione alle emanande singole fatture, un immanente danno grave ed irreparabile soprattutto per la vastissima platea che compone i singoli utenti finali (per lo piè famiglie ed utenti non gestori di attività produttive, percettori di bassi redditi) e che, d’altro canto, i relativi aumenti se dimostrati legittimi, potranno essere agevolmente recuperati nell’ambito degli ulteriori sistemi di fatturazione attraverso idonee ed eque modalità di prelievo.” …

Caro bollette, Tar Lombardia sospende gli aumenti di luglio, Corriere.it 20 7 2016

Editoriale – Risparmio energetico e Cogenerazione ad alto rendimento per l’Economia Circolare. A che punto siamo?

Editoriale – Risparmio energetico e Cogenerazione ad alto rendimento per l’Economia Circolare. A che punto siamo? dr. Carlo Belvedere – Cogenerazione, giugno 2016

Uno dei fattori determinanti dei cambiamenti climatici è legato all’energia e a tutte quelle risorse che ne fanno un elemento trasversale del vivere quotidiano, sia in termini di generazione, di consumo che di utilizzo.
Le nuove tecnologie ad alta efficienza come la cogenerazione ad alto rendimento, finalizzate al risparmio energetico, possono, anzi devono svolgere un ruolo determinante, partendo proprio dalle città ripensate, non solo a livello energetico, in chiave di sostenibilità mettendo a rete i diversi aspetti logistico-modale- intermodale, idrico, energetico, telecomunicazioni, rifiuti.

La strategia circolare, finalizzata a cogliere gli obiettivi post COP 21, ha un senso se e in quanto sia diffusa al meglio.
Nel settore energetico, l’incremento dell’efficienza per il risparmio energetico costituiscono importanti strumenti per la protezione dell’ambiente e del clima, riducendo le emissioni di CO2, rafforzando nel contempo competitività economica, nuova occupazione, sicurezza degli approvvigionamenti energetici. (continua)

AEEGSI – Stato e prospettive del meccanismo dei titoli di efficienza energetica

Il Rapporto descrive lo stato e le prospettive del meccanismo dei titoli di efficienza energetica, prestando particolare attenzione all’andamento del mercato dei medesimi titoli.

Il presente Rapporto focalizza l’attenzione sugli scambi di titoli afferenti all’anno d’obbligo 2015 (giugno 2015 – maggio 2016), per il quale, con determina del Direttore Mercati dell’Autorità 16 giugno 2016, 11/2016, è stato calcolato il valore del contributo tariffario definitivo.

Per quanto riguarda invece l’offerta dei TEE, nel corso del 2015, per la prima volta, è stata riscontrata una forte diminuzione nel numero di emissioni (le emissioni complessive sono state circa 5 milioni, con una riduzione del 33% rispetto all’anno precedente), sostanzialmente imputabile al settore industriale anche per gli effetti della crisi economica che, nel limitare generalmente i consumi, ha avuto influenza sia sui risparmi energetici derivanti da interventi già effettuati sia sulla realizzazione di nuovi investimenti di efficientamento.

In relazione all’andamento, in termini di prezzo e quantità, dei TEE negoziati nel corso dell’anno d’obbligo 2015, si osserva un marcato aumento dei prezzi riscontrati in borsa tra febbraio 2016 e maggio 2016, con punte superiori a +30 €/TEE rispetto ai prezzi medi dei mesi immediatamente precedenti, non associato tuttavia a particolari picchi di volume (in tali 4 mesi, infatti, sono stati negoziati titoli pari al 48% del totale negoziato in borsa nell’intero anno d’obbligo).

Il costo per la collettività derivante dal meccanismo dei TEE è pari ai riconoscimenti effettuati ai distributori soggetti all’obbligo, a loro volta pari al prodotto tra il numero dei TEE annullati e il contributo tariffario definitivo. Il totale che ne deriva è, quindi, conseguenza dell’entità degli obiettivi di efficienza energetica e delle caratteristiche calmieranti della formula di calcolo del contributo tariffario definitivo sopra richiamata. Tale costo è posto in parte in capo al “Conto oneri derivanti da misure ed interventi per la promozione dell’efficienza energetica negli usi finali di energia elettrica” alimentato dalla componente UC7 (applicata alle bollette elettriche) e in parte in capo al “Fondo per misure ed interventi per il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili nel settore del gas naturale” alimentato dalla componente RE e dalla componente RET (applicate alle tariffe gas).

L’offerta di TEE deriva invece dai risparmi energetici ottenuti tramite progetti realizzati sia dai distributori obbligati che da soggetti volontari. I soggetti volontari inizialmente erano rappresentati solo dai distributori di energia elettrica e di gas naturale non soggetti agli obblighi, dalle società da questi controllate e (specialmente) dalle società di servizi energetici; successivamente la normativa ha ampliato l’insieme dei partecipanti sino a comprendere anche i soggetti che abbiano nominato (volontariamente o per cogenza ex legge 10/91) un energy manager ovvero si siano dotati di un sistema di gestione dell’energia certificato in conformità alla norma ISO 50001. I dati del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) riferiti al 2015 indicano che continua a essere del tutto predominante la quantità di richieste presentate dalle società di servizi energetici rispetto alle altre tipologie di utenti, seppure – per quanto riguarda il numero dei soggetti “attivi” – il rapporto tra società di servizi energetici e soggetti “energy manager” si sta riducendo (attualmente è poco superiore a 8), tipicamente per effetto del progressivo aumento della partecipazione diretta da parte dei soggetti che abbiano l’obbligo di nomina dell’energy manager. A partire dalla metà del 2016, inoltre, sono vigenti le disposizioni dell’articolo 7, commi 2 e 3, del decreto interministeriale 28 dicembre 2012 che prevedono l’obbligatorietà della certificazione di cui alla norma UNI CEI 11352 per le società di servizi energetici e della certificazione di cui alla norma UNI CEI 11339 per i soggetti “energy manager”.

Il criterio di suddivisione dei costi era via via divenuto sempre meno appropriato tenendo conto del fatto che la normativa ha progressivamente equiparato a risparmi di gas naturale altri risparmi eterogenei, come quelli ottenuti in settori specifici (trasporti) o da impianti operanti in assetto di cogenerazione ad alto rendimento (CAR). In considerazione di ciò e al fine di non sovraccaricare in maniera discriminatoria le tariffe del gas naturale, l’Autorità, con la deliberazione 13/2014/R/efr nell’ambito dell’approvazione delle nuove regole di determinazione del contributo tariffario, ha previsto l’allocazione sul Conto oneri o sul Fondo misure e interventi in funzione della tipologia del distributore (di energia elettrica o di gas) che ottempera ai propri obblighi, indipendentemente dalla tipologia di titoli utilizzata allo scopo.

La Figura 3.3 mostra gli effettivi oneri posti a carico delle tariffe elettriche e del gas nel periodo sino all’anno d’obbligo 2014 e in pagamento negli anni solari fino al 2015 compreso. Essa, così come la successiva Figura 3.4, non include gli oneri derivanti dal ritiro, da parte del GSE, dei titoli di efficienza energetica riferiti a impianti di cogenerazione ad alto rendimento e non oggetto di negoziazione, per i quali si rimanda alle specifiche Relazioni pubblicate dell’Autorità e, in particolare, da ultimo la “Relazione sullo stato di utilizzo e di integrazione degli impianti di produzione alimentati dalle fonti rinnovabili e degli impianti di cogenerazione ad alto rendimento”, 339/2016/I/efr. Per quanto riguarda l’anno d’obbligo 2014, le verifiche effettuate da parte del GSE nel corso dell’autunno 2015 hanno evidenziato, come anticipato nel secondo capitolo, che una porzione degli obiettivi 2013 e 2014 pari a circa due milioni di TEE deve ancora essere ottemperata.

In particolare, i distributori elettrici hanno richiesto l’annullamento di circa il 60,5% del proprio obiettivo 2014 mentre quelli gas ne hanno raggiunto una quota ben più rilevante e superiore all’82%. Per quanto riguarda l’obiettivo residuo 2013, invece, i distributori elettrici hanno terminato le proprie adempienze mentre ne è rimasta in capo a quelli gas una percentuale inferiore all’unità.