VOLVO – IL GRAVEL CHARLIE HA FESTEGGIATO I SUOI 50 ANNI

VOLVO CE ITALIA C’ERA!

Cinquant’anni fa, nel 1966, il primo Dumper uscì dallo stabilimento di produzione Volvo di Braås, in Svezia, chiamato “Gravel Charlie”. Nello stesso posto, nel Giugno 2016, Volvo CE festeggia il 50^ anniversario del “gigante buono”.

Volvo CE Italia ha partecipato a questo grande evento, che, con attività e Demo Show entusiasmanti ha interessato e stupito il suo pubblico.

Guarda il video della giornata a Braås

 

Piano banda ultra larga

Aiuti di Stato: la Commissione approva il piano dell’Italia per la banda ultra-larga per il periodo 2016-2022

La Commissione europea ha stabilito che il piano nazionale italiano per la banda larga ad alta velocità, con un bilancio da circa 4 miliardi di euro, è in linea con le norme dell’Unione in materia di aiuti di Stato. La strategia porterà l’accesso veloce a internet in aree in cui non è al momento disponibile, senza falsare indebitamente la concorrenza.

Margrethe Vestager, Commissaria responsabile della politica della concorrenza, ha dichiarato: “Il piano per la banda larga ad alta velocitàporterà internet più veloce a consumatori e imprese. Aiuterà il paese a dotarsi delle infrastrutture necessarie, contribuendo così alla creazione di un mercato unico digitale connesso nell’UE. Grazie ad una buona cooperazione con l’Italia, abbiamo potuto completare l’esame del nuovo piano  con grande rapidità.”

In linea con gli obiettivi del mercato unico digitale, la strategia italiana per la banda ultralarga mira ad aumentare la copertura della banda larga ad alta velocità, contribuendo così al raggiungimento dell’obiettivo nazionale di estenderla all’85% della popolazione e a tutti gli edifici pubblici (in particolare a scuole e ospedali) con una connettività di almeno 100 Mbps. Il piano sarà in vigore fino al 31 dicembre 2022. Lo stato italiano finanzierà completamente la nuova infrastruttura, che resterà di proprietà pubblica, e incaricherà un concessionario della gestione della rete.

La Commissione ha valutato la misura ai sensi delle norme UE sugli aiuti di Stato, in particolare degli orientamenti sulle reti a banda larga del 2013 che mirano a garantire, tra l’altro, che il finanziamento pubblico non si sostituisca agli investimenti privati e che assicurano inoltre che altri prestatori di servizi possano utilizzare l’infrastruttura finanziata pubblicamente su base non discriminatoria proteggendo in tal modo la concorrenza effettiva, un fattore essenziale per gli investimenti e per offrire prezzi e qualità migliori ai consumatori e alle imprese.

La Commissione ha rilevato che la strategia dell’Italia:

  • comporterà la spesa di denaro pubblico per aree poco servite senza escludere gli investimenti privati. Sarà previsto un sostegno solo per le aree in cui attualmente non esiste alcun accesso alle reti di nuova generazione, vale a dire le reti che possono garantire velocità superiori a 30 Mbps, o in cui non ne è prevista la realizzazione nei prossimi tre anni (le cosiddette “aree bianche”). Per individuare queste aree, l’Italia ha effettuato una mappatura dettagliata e una consultazione pubblica;
  • promuoverà l’utilizzo delle infrastrutture esistenti creando una base di dati con le informazioni pertinenti che non si limiterà alle infrastrutture della comunicazione e, incoraggiando gli offerenti a utilizzare le reti esistenti il più possibile, minimizzerà l’uso di fondi statali;
  • stimolerà la concorrenza tra operatori e al livello del mercato al dettaglio. L’obiettivo è garantire che la nuova infrastruttura sia aperta a tutti gli operatori interessati, a vantaggio della concorrenza e dei consumatori. L’Italia ha espresso il proprio accordo a creare punti di interconnessione neutrali invece che collegare semplicemente le nuove reti di accesso alle infrastrutture già esistenti degli operatori storici. In questo modo, tutti gli operatori dovrebbero poter raggiungere le nuove infrastrutture di accesso in condizioni di parità;
  • comporterà la concessione di aiuti di Stato mediante gare di appalto aperte conformi alla normativa italiana e dell’Unione in materia di appalti pubblici e rispettose del principio della neutralità tecnologica. In altre parole, l’aiuto non sarà assegnato ad una particolare tecnologia, ma le gare d’appalto stabiliranno i criteri qualitativi in considerazione delle caratteristiche del progetto.

Sulla base di tali elementi, la Commissione ha concluso che la strategia porterà l’accesso veloce a internet in aree in cui non è al momento disponibile, senza falsare indebitamente la concorrenza.

La strategia è anche corredata di un piano di valutazione dettagliato i cui risultati saranno presentati alla Commissione entro il giugno 2022.

Decreto incentivi FER non elettriche

E’ stato pubblicato il Decreto relativo agli incentivi rinnovabili non fotovoltaici.

Gli incentivi verranno assegnati attraverso procedure di aste al ribasso differenziate per tecnologia per gli impianti di grandi dimensioni (>5 MW), mentre gli impianti inferiori a tale soglia dovranno chiedere l’iscrizione ad appositi registri.

La disciplina sarà valida solo per il 2016: dal 1° gennaio 2017 i finanziamenti dovranno essere compatibili con le indicazioni UE.


online il portale per richiedere gli incentivi

​Da oggi, 30 giugno, è possibile presentare domanda per gli incentivi previsti dal DM 23 giugno 2016 e riguardanti la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili non fotovoltaiche.

Le richieste di accesso agli incentivi devono essere presentate esclusivamente per via telematica, a pena di inammissibilità, mediante l’applicazione informatica denominata Portale FER-E, già in uso per le richieste di incentivo ai sensi del DM 6 luglio 2012.

Fino al prossimo 29 luglio, nel selezionare una “Nuova richiesta”, sarà necessario specificare il Decreto ai sensi del quale si intende presentare domanda.

Si ricorda, inoltre, che possono ancora richiedere gli incentivi ai sensi del DM 6 luglio 2012esclusivamente:

  • gli impianti in accesso diretto, entrati in esercizio tra il 31 maggio e il 29 giugno 2016, a condizione che abbiano presentato o presentino domanda di accesso agli incentivi entro 30 giorni dalla data di entrata in esercizio stessa, attraverso la funzionalità “Nuova richiesta”
  • gli impianti in posizione utile a seguito delle procedure di asta e registro svolte ai sensi del DM 6 luglio 2012, per i quali non siano decorsi i termini previsti per l’entrata in esercizio, selezionando nel menù “Gestione pratiche” la relativa “Richiesta esistente”

Per poter accedere al Portale FER-E sarà necessario prima registrarsi nella sezione Area Clienti e, solo dopo, sottoscrivere l’applicativo FER-E. I dati anagrafici richiesti comprendono anche il codice fiscale e/o la partita IVA necessari ai fini dell’individuazione del corretto regime fiscale al quale assoggettare gli incentivi.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda alle Procedure Applicative del DM 23 giugno 2016, che saranno pubblicate sul sito del GSE entro il 15 luglio 2016 e alla nuova sezione web Incentivi DM 23 giugno 2016.

Gli incentivi verranno assegnati attraverso procedure di aste al ribasso differenziate per tecnologia per gli impianti di grandi dimensioni (>5 MW), mentre gli impianti inferiori a tale soglia dovranno chiedere l’iscrizione ad appositi registri. Lo schema di Decreto era stato preventivamente autorizzato dalla Commissione Europea per garantirne la compatibilità con le linee guida sugli aiuti di Stato in materia di energia e ambiente.

Il Decreto garantisce incentivi specifici per ciascuna fonte. In particolare, alle tecnologie “mature” più efficienti (come l’eolico) viene assegnata circa la metà delle risorse disponibili. La restante parte è equamente distribuita tra le tecnologie ad alto potenziale, con forti prospettive di sviluppo e penetrazione sui mercati esteri (come il solare termodinamico), e alle fonti biologiche il cui utilizzo è connesso alle potenzialità dell’economia circolare.

La Tabella allegata riporta, per ciascuna fonte, il contingente di potenza incentivabile e la spesa prevista, nonché il razionale della scelta compiuta.

Tecnologia Spesa prevista (mln euro) Potenza incentivabile (MW)

Eolico on shore

85

860

Eolico off-shore

10

30

Idroelettrico

61

80

Geotermico

37

50

Biomasse

105

90

Rifiuti

10

50

Solare termodinamico

98

120

Rifacimenti

29

90

Totale 435

1.370

GSE – Consumi di energia da FER nelle Regioni

Il GSE pubblica la nota “Energia da fonti rinnovabili nelle Regioni e nelle Province autonome italiane”, nella quale sono presentati i dati statistici ufficiali sui consumi finali lordi di energia da fonti rinnovabili, nei settori elettrico e termico, rilevati nelle Regioni e nelle Province autonome italiane negli anni 2012, 2013 e 2014. Per il settore termico si tratta della prima pubblicazione di dati ufficiali sugli impieghi di fonti rinnovabili con disaggregazione a livello di Regioni e Province autonome.

Per il 2012 e il 2013, essendo disponibili anche i consumi finali lordi di fonti fossili, viene presentato anche il grado di raggiungimento degli obiettivi regionali di consumo di energia da FER fissati dal DM 15/3/2012 (decreto burden sharing). Per i due anni oggetto di monitoraggio, tutte le Regioni italiane hanno superato le previsioni di consumo di energia da fonti rinnovabili del decreto; molte di esse risultano aver già superato anche gli obiettivi assegnati per il 2020.

I dati nazionali e regionali sono disponibili anche nella sezione “SIMERI” (Sistema Italiano Monitoraggio Energie Rinnovabili) del sito GSE.

ENEA – Analisi dell’impatto delle valvole termostatiche sui consumi finali

Rapporto ENEA “Analisi dell’impatto delle valvole termostatiche sui consumi finali degli utenti collegati alle reti di teleriscaldamento dei Comuni montani delle zone climatiche E ed F

L’obiettivo primario del presente lavoro è stato quello di analizzare i risultati conseguiti attraverso l’installazione di valvole termostatiche presso differenti tipologie di edifici residenziali e commerciali in alcuni Comuni serviti da reti di teleriscaldamento in zone climatiche E ed F; si è voluto inoltre, anche sulla base delle analisi svolte, formulare una breve guida contenente una serie indicazioni per utenti e gestori di patrimoni immobiliari. L’analisi dei risultati è trattata nella prima sezione del lavoro, per differenziarla dalla guida che è stata inserita nella seconda sezione dello stesso.

L’attività principale è stata quella di raccolta, elaborazione, correlazione e commento dei dati di due reti di teleriscaldamento e di nove edifici a esse connessi nei Comuni di Tirano (zona climatica E) e Sondalo (zona climatica F), entrambi appartenenti alla provincia di Sondrio.

La valutazione delle prestazioni dei singoli edifici è stata effettuata sia secondo modalità convenzionali sia con la produzione di indicatori specifici per tener conto del rapporto dei consumi ante e post installazione delle valvole termostatiche in relazione agli andamenti dell’intera rete di riferimento.

L’analisi dei dati ha mostrato che globalmente, nelle quattro stagioni invernali studiate, dal 2011 al 2015, la domanda di energia termica ha subìto una forte variazione nei valori di consumo dell’intero parco di edifici allacciati, con scostamenti anche superiori al 20% tra diverse annualità, rilevando scostamenti particolarmente sensibili nei mesi di marzo e aprile.

L’analisi specifica degli edifici selezionati ha mostrato una forte dispersione dei risultati: accanto a edifici che hanno mostrato una specifica riduzione di consumi, da sommare a quella media della globalità del parco allacciato alla rete, vi sono edifici che hanno avuto forti oscillazioni, fino ad aumentare la propria quota di consumo rispetto al parco di riferimento. Questo tipo di risultato può non essere quello atteso da chi ha gestito l’installazione dei sistemi di contabilizzazione, ma conferma i dati di letteratura dalle varie esperienze sia italiane che estere.

AEEGSI – Stato di utilizzo e di integrazione degli impianti di produzione alimentati dalle fonti rinnovabili e degli impianti di cogenerazione ad alto rendimento

Stato di utilizzo e di integrazione degli impianti di produzione alimentati dalle fonti rinnovabili e degli impianti di cogenerazione ad alto rendimento.

La presente relazione descrive l’attuale stato di utilizzo e di integrazione degli impianti di produzione alimentati dalle fonti rinnovabili e degli impianti di cogenerazione ad alto rendimento.

… “Per quanto riguarda le connessioni degli impianti di produzione alle reti elettriche, in questi anni si è assistito a una progressiva riduzione del numero di richieste pervenute sia in termine di numero che di potenza: sulle reti di bassa e media tensione, nel 2011 sono state ricevute circa 152.000 richieste per una potenza di 10,8 GW mentre nel 2015 si sono avute circa 50.200 richieste per una potenza di 1,4 GW; sulle reti di alta tensione, nel 2011 si erano registrate 430 richieste per una potenza di 15,9 GW mentre nel 2015 solo 94 richieste per una potenza di 2,2 GW.” …

 … ” Complessivamente, per l’anno 2015, si stima che i costi derivanti dall’incentivazione delle fonti rinnovabili, a consuntivo, siano pari a circa 12,5 miliardi di euro (di cui circa 12,3 coperti tramite la componente A3), in linea rispetto all’anno precedente, per una quantità di energia elettrica incentivata pari a circa 65 TWh. Per l’anno 2015, gli oneri complessivamente a carico del Conto per nuovi impianti alimentati da fonti rinnovabili e assimilate (in cui vengono versati gli introiti derivanti dalla componente tariffaria A3) sono stati pari a circa 13 miliardi di euro: infatti ai richiamati 12,3 miliardi di euro occorre aggiungere circa 0,5 miliardi riferiti alle fonti non rinnovabili (compresivi degli oneri da versare una tantum per effetto delle risoluzioni anticipate delle convenzioni Cip 6) e circa 0,2 miliardi derivanti da ritiro dedicato e scambio sul posto.” …

… “Un ulteriore tema affrontato nella presente Relazione è quello afferente alle qualifiche di SEU o di SEESEU. Sulla base dei dati resi disponibili dal GSE, al 31 maggio 2016 risultano pervenute richieste di qualifica per 22.015 sistemi (il 95% dei quali caratterizzati dalla presenza di impianti fotovoltaici) per una potenza di generazione complessiva pari a circa 7,3 GW. Il 70% delle richieste afferisce a sistemi di potenza inferiore a 20 kW (quasi tutti caratterizzati dalla presenza di impianti fotovoltaici), mentre il 41% della potenza afferisce ai 40 sistemi di potenza superiore a 20 MW. Alla data del 31 maggio 2016 risultano rilasciate 3.703 qualifiche e 3.650 procedure sono in corso di completamento.

Infine, per quanto riguarda la produzione di energia classificata come cogenerativa ad alto rendimento (per la quale le richieste di qualifica sono state presentate al GSE e hanno avuto
esito positivo), nel 2014 sono stati prodotti 21,2 TWh di energia elettrica e 27,2 TWh di calore utile, a fronte dei 85,2 TWh di energia elettrica e 56,2 TWh di calore utile afferenti alla totalità della produzione combinata di energia elettrica e calore su scala nazionale. I risparmi conseguiti con la cogenerazione ad alto rendimento sono ora assestati intorno a 9 TWh annui (circa pari a 0,77 Mtep).” …

MISE – Relazione sulla situazione energetica nazionale – 2015

La Relazione sulla situazione energetica nazionale è un documento di natura consuntiva che illustra in maniera sintetica l’andamento del settore energetico nell’anno precedente a quello di presentazione.

Sintesi

Nel 2015, il consolidarsi dell’offerta di greggio e gas ha esercitato un’ulteriore pressione al ribasso sui prezzi; a tale riduzione è seguita una ripresa dei consumi nei paesi OCSE, in particolare in Europa. È proseguita la diffusione delle fonti rinnovabili con un contributo rilevante delle economie emergenti, in particolare della Cina. Per la prima volta dopo 10 anni si è ridotto il commercio mondiale di carbone.

In Italia, pur permanendo una significativa dipendenza dalle fonti estere, è continuata la transizione, in corso da alcuni anni, verso un sistema energetico più efficiente, autonomo e a minor intensità di carbonio.

Nel 2015, dopo un trend negativo di 4 anni, è aumentata la domanda di energia primaria, sostenuta dalla più favorevole congiuntura economica, che rimane tuttavia a livelli storicamente bassi. Stante una generalizzata riduzione delle produzioni nazionali sono aumentate le importazioni, specie quelle di idrocarburi, e il grado di dipendenza dall’estero. La minor produzione interna si è estesa anche alle energie rinnovabili: a ciò ha contribuito il ritorno della produzione idroelettrica a valori normali dopo la forte crescita del 2014 legata a uno straordinario livello delle precipitazioni.

Anche i consumi finali, che tengono conto delle perdite di trasformazione, sono aumentati per la prima volta dal 2010 con un apporto positivo di tutti i settori, con eccezione dell’industria le cui dinamiche generali sono state influenzate da una ricomposizione verso i settori più efficienti e a minore intensità di energia.

A fronte di una riduzione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili si è registrata una crescita del ricorso alle rinnovabili termiche, in particolare legna da ardere e pellet per il riscaldamento, che confermano, come già accaduto nel 2014, il raggiungimento in anticipo degli obiettivi al 2020 in termini di incidenza delle rinnovabili sui consumi finali lordi di energia (17 per cento).

Proseguono le politiche di sostegno all’efficienza energetica. Alla fine del 2014, l’indice ODEX, che misura i progressi in termini di efficienza energetica, riportava un lieve miglioramento.

Il differenziale fra i prezzi dei prodotti energetici in Italia e nell’Unione europea rimane positivo, seppur in riduzione, sostanzialmente per effetto della diversa pressione fiscale. Data la difficoltà di ridurre gli usi di energia nel breve-medio periodo, la dinamica dei prezzi si può riflettere in una maggiore spesa e quindi in una perdita di competitività per le imprese e in un aggravamento della povertà energetica delle famiglie. L’importanza di quest’ultimo fenomeno richiede di approntare una più accurata misurazione.

La situazione energetica nazionale nel 2015 

Ministro Calenda firma decreto su rinnovabili

Carlo Calenda ha poi illustrato come verranno distribuite le risorse.

Presentazione del decreto (pdf)

AEEGSI -Titoli di efficienza energetica

Determina 16 giugno 2016 11/2016 – DMEG Definizione, in materia di titoli di efficienza energetica, del contributo tariffario definitivo per l’anno d’obbligo 2015 e del contributo tariffario preventivo per l’anno d’obbligo 2016

1. In applicazione dei criteri di cui all’articolo 3, comma 2, della deliberazione 13/2014/R/eel, il contributo tariffario definitivo in materia di titoli di efficienza energetica per l’anno d’obbligo 2015 è pari a 114,83 €/TEE.

2. In applicazione dei criteri di cui all’articolo 3, comma 1, della deliberazione 13/2014/R/eel, il contributo tariffario preventivo in materia di titoli di efficienza energetica per l’anno d’obbligo 2016 è pari a 118,37 €/TEE