I biocarburanti in Italia: mercato, normativa e prospettive future per un utilizzo sostenibile – rienergia

I biocarburanti in Italia: mercato, normativa e prospettive future per un utilizzo sostenibile

Secondo l’International Energy Agency (IEA), a livello globale il consumo di petrolio supera quello di qualsiasi altra fonte di energia e la previsione per i prossimi 20 anni è di un ulteriore aumento della domanda mondiale. Tuttavia, l’attuale livello di utilizzo dei combustibili fossili è ormai quasi unanimemente considerato non sostenibile sul lungo termine. Il gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC) stima che le emissioni di anidride carbonica derivanti dai combustibili fossili e dai processi industriali abbiano rappresentato il 78% circa dell’incremento delle emissioni totali di gas serra tra il 1970 e il 2010, contributo percentuale che si conferma anche nel periodo 2000-2010.

Banca d’Italia – “Finanziare il futuro” – Le istituzioni finanziarie e la transizione verso un’economia sostenibile

Rapporto “Finanziare il futuro” frutto del Dialogo nazionale dell’Italia per la finanza sostenibile.

Al Dialogo, avviato nel febbraio 2016, hanno contribuito le istituzioni finanziarie e i soggetti protagonisti dei mercati bancario, assicurativo, della gestione del risparmio e dei capitali. Il Dialogo è stato promosso dal Ministero dell’ambiente in collaborazione con il Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP).

Dal Rapporto emerge che l’Italia si trova di fronte all’opportunità strategica di riorientare il proprio sistema finanziario in modo da sostenere la transizione verso un modello di sviluppo a bassa intensità di carbonio, inclusivo e sostenibile.

Permangono tuttavia importanti barriere allo sviluppo delle buone pratiche di finanza sostenibile, tra cui una scorretta determinazione dei prezzi sotto il profilo ambientale, un approccio eccessivamente di breve termine, una carenza di consapevolezza e di competenze specialistiche.

Il Rapporto si conclude con l’indicazione di 18 azioni specifiche, articolate in quattro aree: quadro delle politiche; innovazione finanziaria; infrastrutture di mercato; creazione di conoscenze.

U.E. – Economia Circolare – piano d’azione del 2015

Economia circolare: La Commissione, mantenendo i suoi impegni, offre orientamenti sul recupero di energia dai rifiuti e lavora con la BEI per stimolare gli investimenti.

Insieme alla relazione la Commissione ha inoltre:

  • adottato oggi ulteriori misure per istituire, di concerto con la Banca europea per gli investimenti, una piattaforma per il sostegno finanziario all’economia circolare che riunirà investitori e innovatori;
  • pubblicato orientamenti per gli Stati membri su come convertire i rifiuti in energia;
  • proposto un miglioramento mirato della legislazione relativa a determinate sostanze pericolose presenti nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Il primo vicepresidente Frans Timmermans, responsabile per lo sviluppo sostenibile, ha dichiarato: La creazione di un’economia circolare in Europa costituisce una priorità fondamentale per questa Commissione. Oltre ai progressi già messi a segno stiamo elaborando nuove iniziative per il 2017. Siamo in procinto di chiudere il cerchio di progettazione, produzione, consumo e gestione dei rifiuti per creare un’Europa verde, circolare e competitiva.

Circular Economy Strategy

AEEGSI – Oneri generali di sistema elettrico per i clienti finali non domestici

Segnalazione al Governo e al Parlamento in merito all’articolo 6, comma 9, del disegno di legge di conversione in legge del decreto legge 30 dicembre 2016, n. 244, recante “Proroga e definizione di termini” (AS 2630), sugli oneri generali di sistema elettrico per i clienti finali non domestici.

L’Autorità ha formulato a Governo e Parlamento le proprie osservazioni in merito ai possibili effetti derivanti dall’applicazione dell’articolo 6, comma 9, del decreto legge 30 dicembre 2016, n. 244, che posticipa all’1 gennaio 2018 il termine di entrata in vigore della riforma della struttura delle componenti tariffarie degli oneri generali del sistema elettrico applicate ai clienti finali diversi da quelli domestici, disposta dall’articolo 3, comma 2, lettera b), del decreto-legge 30 dicembre 2015, n. 210, convertito con modificazioni in legge 25 febbraio 2016, n. 21, e “conseguentemente, a decorrere dal 1° gennaio 2017, le parti variabili degli oneri generali di sistema sono applicate all’energia elettrica prelevata dalle reti pubbliche con obbligo di connessione di terzi”.

Radio 24 – Smart city – Speciale riqualificazione energetica: cogenerazione e micro-cogenerazione nei condomini

Radio24 – Smart City – Speciale riqualificazione energetica: cogenerazione e micro-cogenerazione nei condominimp3

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GSE – Ascomac – Incontro

​Il GSE, in data 6 dicembre 2016, ha incontrato una delegazione di Ascomac.

Temi dell’incontro:

  1. Sistemi di misura – allaccio alla rete – Proposte
    Redazione, in collaborazione con le Autorità interessate, di strumenti idonei per la contabilizzazione dei vettori energetici – definizione e unificazione requisiti;
  2. Semplificazione – Banca Dati
    Realizzazione di unica Banca dati riguardante il Prodotto: motore-impianto – in coordinamento con altre banche esistenti afferenti il medesimo prodotto: Comune, Regione, Provincia, Terna, Distributore, VV.F., Agenzia Dogane, etc;
  3. Regimi di sostegno all’esercizio – TEE e applicazione
    a.  Sito di produzione ad alta sostenibilità (sito industriale- cantiere edile, stradale, navale);
    b.  Nuovi prodotti;
    i.  macchine operatrici – impianti – attrezzature di lavoro elettriche, ibride, altro;
    ii. motori industriali, nautico/navali. Ibridi, elettrici, gnl;

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Protocollo ITACA per la valutazione della sostenibilità energetico e ambientale a Scala Urbana

Nella seduta del 21 dicembre 2016 il Consiglio Direttivo di ITACA ha approvato il Protocollo ITACA per la valutazione della sostenibilità ambientale a Scala Urbana. Il nuovo Protocollo, definito nell’ambito di uno specifico gruppo di lavoro interregionale, è stato realizzato sulla base di un apposito Accordo sottoscritto tra ITACA e la Regione Toscana a cui è stato anche attribuito l’affidamento delle funzioni di coordinamento dell’attività di progetto.

L’obiettivo del Protocollo ITACA è formulare un giudizio sintetico sulla performance globale di un insediamento urbano, assegnando un punteggio. A differenza della metodologia utilizzata nei Protocolli ITACA per gli edifici, nel Protocollo per le aree urbane, in cui sono prevalenti aspetti strettamente relazionati ai sistemi normativi e pianificatori regionali e comunali, risultava estremamente complesso, individuare benchmark validi per tutte le realtà urbane del territorio nazionale.

La complessità e la diversità dei caratteri e delle problematiche dei centri urbani nel territorio nazionale ha suggerito di affrontare il lavoro di taratura degli indicatori in un secondo momento, vale a dire ad una ulteriore fase di approfondimento e sperimentazione che richiederà un maggiore impegno delle Regioni e degli enti locali interessati.

Gli interventi volti alla riqualificazione della città implicano il superamento dei soli aspetti legati al recupero edilizio di singole parti della città o della loro messa in valore immobiliare. Tali processi infatti impongono un ripensamento complessivo in quanto implicano, oltre ai necessari interventi di recupero edilizio e funzionale delle parti degradate ed obsolete di città, una serie di altri elementi legati al concetto di sostenibilità che vanno dal miglioramento energetico ed ambientale dell’organismo urbano, alla qualità degli spazi pubblici, alle connessioni ecologiche, alla sicurezza, alla accessibilità materiale ed immateriale, al sistema della mobilità pubblica, alla flessibilità degli spazi, alla complessità funzionale e alla capacità di rispondere alla domanda sempre crescente di integrazione sociale.

Ne discende che il concetto di sostenibilità sia sempre più da considerarsi come un insieme complesso di “qualità” in grado di rispondere ai bisogni, altrettanto complessi e compositi, dei cittadini. La complessità dei temi propri della rigenerazione urbana richiede che i soggetti pubblici giochino un ruolo forte nel governo di questi processi, in modo da rappresentare il necessario elemento di raccordo tra le politiche di livello nazionale e la loro attuazione alla scala degli enti locali. Questo richiede un forte impegno rivolto da un lato alla costruzione di modelli e pratiche di governance, attraverso il coinvolgimento delle amministrazioni comunali, dei diversi settori, delle categorie interessate, dei cittadini nelle decisioni sullo sviluppo futuro in termini di spazio, tematiche e tempi, dall’altro alla definizione di regole e indirizzi che orientino gli interventi di rigenerazione alla massima qualità. Infatti a fronte della scarsa quantità di risorse pubbliche a disposizione diventa necessario per il decisore pubblico poter disporre di strumenti capaci di valutare/orientare la sostenibilità dei programmi di rigenerazione urbana attraverso un insieme di indicatori riferibili a tutti quegli aspetti che possono concorrere a definire la qualità urbana nel modo più ampio possibile.
Il progetto si è posto l’obiettivo di sviluppare uno strumento transcalare di valutazione in grado di misurare il livello di sostenibilità degli interventi in ambito urbano: dall’isolato alla città, rivolto sia ai pianificatori degli enti pubblici, sia agli operatori coinvolti nello sviluppo o nella trasformazione di aree urbane. In particolare, può essere impiegato:
− in fase di progetto, per definire le prestazioni di riferimento e come strumento si supporto alla decisione;
− per verificare in fase di realizzazione delle opere il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità prefissati;
− per monitorare in fase di esercizio il livello di sostenibilità raggiunto e operativo.

Protocollo ITACA a Scala Urbana .

Efficienza Energetica – decreto di determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico

Risparmio energetico: intesa sul decreto relativo ad obiettivi

Un’intesa condizionata all’accoglimento di alcune modifiche è quella espressa dalle Regioni (nella Conferenza Unificata del 22 dicembre) sul decreto con cui si determinano gli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico che devono essere perseguiti dalle imprese di distribuzione dell’energia elettrica e il gas per gli anni dal 2017 al 2020 e con cui si fissano le nuove linee guida per la preparazione, l’esecuzione e la valutazione dei progetti di efficienza energetica.

Le condizioni poste dalle Regioni sono contenute in un documento consegnato al Governo nel corso della stessa Conferenza Unificata che si riporta di seguito senza l’allegato (la versione integrale è stata pubblicata sul sito www.regioni.it nella sezione “Conferenze”).

Intesa sullo schema di decreto del ministro dello sviluppo economico recante: “determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico che devono essere perseguiti dalle imprese di distribuzione dell’energia elettrica e il gas per gli anni dal 2017 al 2020 e approvazione delle nuove linee guida per la preparazione, l’esecuzione e la valutazione dei progetti di efficienza energetica (certificati bianchi).

Punto 5) O.d.g. Conferenza Unificata

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome esprime l’intesa a condizione che vengano accolte le seguenti modifiche:
1. Riformulare l’articolo 10 come segue: “I Certificati Bianchi riconosciuti per i progetti di efficienza energetica per cui sia stata presentata istanza di incentivo al GSE dopo l’entrata in vigore del presente decreto, sono cumulabili nei limiti previsti e consentiti dalla normativa europea“;

2. Alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 9, riformulare il secondo periodo come segue: “Le tipologie di interventi incentivabili attraverso la modalità standardizzata, di cui all’Allegato 3, sono aggiornate con decreto direttoriale del Direttore Generale DGMEREEN, del Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Direttore Generale DGCLE del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con la Conferenza Unificata, anche su proposta del GSE elaborata in collaborazione con ENEA e RSE “,

3. Riformulare il comma 4 dell’articolo 6 dopo le parole “presente decreto,” come segue: “I progetti che prevedano l’impiego di fonti rinnovabili per usi non elettrici sono ammessi esclusivamente in relazione alla loro capacità di incremento dell’efficienza energetica e, analogamente alle altre tipologie di progetti ammessi ai sensi del presente decreto, alla capacità di generare risparmi energetici addizionali in termini di energia primaria totale o non rinnovabile.”.

Si allega inoltre una richiesta della Provincia Autonoma di Bolzano relativa al mantenimento dei certificati bianchi anche per gli impianti di teleriscaldamento.

Radio Uno Rai – Voci del mattino del 10/01/2017 – Mobilità elettrica