ENEA – VADEMECUM DETRAZIONI FISCALI

ENEA – DETRAZIONI FISCALI EFFICIENZA ENERGETICA – VADEMECUM

 Il Vademecum dell’Enea ha l’obiettivo di indicare, attraverso specifiche schede, cosa fare per chi ha intenzione di intraprendere uno dei lavori incentivati:

  • parti comuni degli edifici
  • serramenti e infissi
  • caldaie a condensazione
  • collettori solari
  • pompe di calore
  • coibentazione strutture
  • riqualificazione globale
  • caldaie a biomassa
  • schermature solari
  • building automation
  • sistemi ibridi
  • microcogeneratori

Per ciascun tipo di lavoro è stata approntata una scheda riepilogativa dei requisiti tecnici richiesti e della documentazione da approntare.

In particolare, la Scheda sulle unità di microcogenerazione riguarda l’acquisto e la posa in opera di microcogeneratori in sostituzione di impianti esistenti che conducano a un risparmio di energia primaria (PES)≥ 20%.

 E’ possibile detrarre il 65% delle spese totali sostenute dal 01.01.2018 con un limite massimo di spesa ammissibile di € 100.000.

ENEA – DETRAZIONI FISCALI PER IL RISPARMIO ENERGETICO DEGLI EDIFICI ESISTENTI – FAQ

FAQ di natura tecnico-procedurale (pdf)     (ultimo aggiornamento 11.11.2016)

Le FAQ qui riportate derivano dalle risposte effettivamente fornite da ENEA ai vari richiedenti nell’arco degli ultimi anni.

Queste hanno il valore di valutazioni ENEA. Pareri ufficiali vanno richiesti direttamente agli enti che, in relazione alla natura del quesito, hanno competenza in materia: il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero dell’Economia e l’Agenzia delle Entrate.

ENEA – Analisi dell’impatto delle valvole termostatiche sui consumi finali

Rapporto ENEA “Analisi dell’impatto delle valvole termostatiche sui consumi finali degli utenti collegati alle reti di teleriscaldamento dei Comuni montani delle zone climatiche E ed F

L’obiettivo primario del presente lavoro è stato quello di analizzare i risultati conseguiti attraverso l’installazione di valvole termostatiche presso differenti tipologie di edifici residenziali e commerciali in alcuni Comuni serviti da reti di teleriscaldamento in zone climatiche E ed F; si è voluto inoltre, anche sulla base delle analisi svolte, formulare una breve guida contenente una serie indicazioni per utenti e gestori di patrimoni immobiliari. L’analisi dei risultati è trattata nella prima sezione del lavoro, per differenziarla dalla guida che è stata inserita nella seconda sezione dello stesso.

L’attività principale è stata quella di raccolta, elaborazione, correlazione e commento dei dati di due reti di teleriscaldamento e di nove edifici a esse connessi nei Comuni di Tirano (zona climatica E) e Sondalo (zona climatica F), entrambi appartenenti alla provincia di Sondrio.

La valutazione delle prestazioni dei singoli edifici è stata effettuata sia secondo modalità convenzionali sia con la produzione di indicatori specifici per tener conto del rapporto dei consumi ante e post installazione delle valvole termostatiche in relazione agli andamenti dell’intera rete di riferimento.

L’analisi dei dati ha mostrato che globalmente, nelle quattro stagioni invernali studiate, dal 2011 al 2015, la domanda di energia termica ha subìto una forte variazione nei valori di consumo dell’intero parco di edifici allacciati, con scostamenti anche superiori al 20% tra diverse annualità, rilevando scostamenti particolarmente sensibili nei mesi di marzo e aprile.

L’analisi specifica degli edifici selezionati ha mostrato una forte dispersione dei risultati: accanto a edifici che hanno mostrato una specifica riduzione di consumi, da sommare a quella media della globalità del parco allacciato alla rete, vi sono edifici che hanno avuto forti oscillazioni, fino ad aumentare la propria quota di consumo rispetto al parco di riferimento. Questo tipo di risultato può non essere quello atteso da chi ha gestito l’installazione dei sistemi di contabilizzazione, ma conferma i dati di letteratura dalle varie esperienze sia italiane che estere.

ENEA – presentato il V Rapporto sull’Efficienza Energetica

RAPPORTO IN SINTESI

Introduzione: il contesto internazionale e nazionale
Alla fine del 2015 è stato adottato da 195 Paesi l’Accordo di Parigi, il primo accordo climatico globale e vincolante che si pone l’ambizioso obiettivo di mantenere l’aumento della temperatura ben al di sotto dei 2 °C rispetto ai livelli pre-industriali, impegnandosi a realizzare sforzi per limitarlo entro 1,5 °C. I Paesi adotteranno impegni graduali, attraverso la revisione ogni cinque anni degli impegni di riduzione nazionali, i cosiddetti Intended Nationally Determined Contributions (INDCs). L’accordo costituisce un chiaro segnale sia per gli operatori di mercato, rispetto al consolidamento di un processo di transizione già in atto, sia per i decisori politici, relativamente all’elaborazione delle strategie nazionali di decarbonizzazione da fornire entro il 2020. Già nel breve termine i Paesi dovranno incentivare l’innovazione infrastrutturale e tecnologica, supportando gli investimenti necessari al fine di potersi collocare su un percorso di decarbonizzazione di lungo periodo.

Il consumo finale dell’industria nel 2014 è stato pari a 25,7 Mtep, con un calo del 2,4% rispetto al 2013. Il settore industriale è quello che ha subito maggiormente gli effetti della crisi economica: -31,5% nel periodo 2007-2014. I comparti industriali hanno praticamente avuto lo stesso andamento dell’industria nel suo complesso: una crescita fino ai primi anni 2000, seguita da una fase di calo che si è accentuata negli anni della crisi economica; unica eccezione la chimica, con un andamento decrescente su tutto il periodo.

4. La riqualificazione energetica degli edifici
L’incremento dell’efficienza energetica negli edifici costituisce un obiettivo prioritario per il Paese. Oltre i due terzi del patrimonio edilizio esistente risale a prima degli anni Ottanta, quando ancora non esistevano normative specifiche sul tema dell’efficienza energetica e molte tecnologie non erano mature: il potenziale di risparmio energetico è quindi ampio e spesso ottenibile tramite interventi dai ridotti tempi di ritorno. 

La Strategia per la riqualificazione energetica del parco immobiliare nazionale (STREPIN), stima un potenziale di risparmio al 2020 di circa 5,7 Mtep/anno (Figura 14), con investimenti da sostenere nel settore residenziale pari a 13,6 miliardi di euro l’anno per interventi globali e 10,5 miliardi di euro l’anno per interventi parziali; per gli interventi nel non residenziale gli investimenti si stimano in 17,5 miliardi di euro l’anno.

L’innovazione tecnologica è soltanto uno dei fattori che stanno ridisegnando il settore.

L’analisi del mercato descrive infatti uno scenario in forte evoluzione:

  • Sviluppo e diffusione delle tecnologie dell’informazione in tre distinti e connessi ambiti di intervento: l’intercooperazione tra tutti gli attori della filieral’interoperabilità dei modelli a supporto del miglioramento dei processi e dei sistemi di progettazione, gestione e manutenzione degli immobili; la diffusione di modelli informativi per la costruzione, i cosiddetti BIM (Building Information Modeling), in grado di ridurre significativamente il costo dell’errore.

Il settore delle costruzioni in Italia è pertanto caratterizzato dall’avvio di profonde trasformazioni, in grado di modificare l’intero percorso progettuale, realizzativo e gestionale, con l’obiettivo di aumentare significativamente i livelli di produttività e ridurre il costo dell’errore. Il settore delle costruzioni ha fatto registrare nel 2015 un valore della produzione pari a 165,5 miliardi di euro, di cui 119 miliardi (72%) dovuti alla manutenzione del patrimonio esistente, sia ordinaria (36 miliardi) sia soprattutto straordinaria (83 miliardi), cresciuta notevolmente di importanza negli ultimi anni. Infatti, nel 2007 la manutenzione straordinaria nel suo complesso valeva il 47% degli investimenti in costruzioni; nel 2015 è salita al 66%, con una punta del 76,7% nel comparto residenziale.

ENEA – Presidente Testa: anche in Italia un’Agenzia nazionale per l’uso efficiente delle risorse

La proposta è stata lanciata oggi in occasione del convegno “L’Italia verso l’economia circolare. Gli strumenti operativi per una gestione efficiente delle risorse”, organizzato dall’ENEA, al quale hanno partecipato il sottosegretario del Ministero dell’Ambiente, Silvia Velo, il presidente della Commissione Industria del Senato, Massimo Mucchetti, il vice segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Raffaele Tiscar, la responsabile Ambiente del Partito Democratico, Chiara Braga, e rappresentanti della Commissione europea e dell’UNEP (United Nations Environment Programme).

L’economia circolare può generare importanti benefici per l’ambiente e il sistema produttivo, con particolare riferimento al settore manifatturiero dove si possono ottenere consistenti riduzioni dei costi di produzione tenuto conto che le materie prime incidono fino al 60% del prezzo finale dei prodotti. La Commissione europea stima che l’eco-progettazione, la riduzione della produzione di rifiuti e il loro riutilizzo, possono generare risparmi pari a 600 miliardi di euro per le imprese (l’8% del fatturato annuo) e ridurre le emissioni di gas serra di 450 milioni di tonnellate l’anno.E secondo un recente studio[1], in Italia la piena implementazione dei principi dell’economia circolare lungo l’intera catena del valore  – che comprende progettazione, produzione, uso e gestione del fine vita dei prodotti – potrebbe creare 541 mila nuovi posti di lavoro a fronte di soli 35 mila in uno scenario business as usual.

“La transizione verso un’economia circolare è fondamentale e la creazione di un’Agenzia per l’uso efficiente delle risorse consentirebbe di rendere disponibili,attraverso un approccio sistemico, tecnologie e  metodologie per una gestione eco-efficiente delle risorse e di fornire supporto diretto alla PA, alle imprese, in particolare alle PMI, e alle filiere produttive”, ha sottolineato il presidente dell’ENEA, Federico Testa.

“L’ENEA, con le sue strutture e competenze di Agenzia nazionale per l’energia, le nuove tecnologie e lo sviluppo economico sostenibile, potrebbe svolgere con efficacia questo ruolo – ha aggiunto Testa – Ciò garantirebbe un’immediata operatività, grazie alla disponibilità di professionalità consolidate, di una rete di collegamenti nazionali e internazionali e delle infrastrutture logistiche e informatiche di eccellenza dei nostri centri di ricerca”.

“La proposta del pacchetto sull’economia circolare che approderà nelle prossime settimane alla discussione del Parlamento europeoha evidenziato il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo offrirà, finalmente, un quadro e un indirizzo chiaro in materia di economia circolare. Si tratta, a mio avviso, della sfida ambientale ed economica più importante dei prossimi anni. E, a maggior ragione, lo è per il nostro Paese, da sempre leader in Europa sul riuso e sul riciclaggio di materiali e prodotti. Un’occasione straordinaria che Governo, Regioni, Comuni e Aziende di servizio pubblico locale dovranno saper cogliere per promuovere, sostenere, praticare gli obiettivi dell’economia circolare, riducendo sprechi, utilizzando al meglio le risorse naturali, regolando bene le attività economiche pubbliche e private su scala locale, aiutando la creazione di imprese, di posti di lavoro e di idee.

Convegno ENEA su economia circolare (Roma, 5 maggio 2016).jpg

Sull’economia circolare, è stato ricordato nel corso del convegno, Bruxelles sta investendo molto, con un programma di ricerca da 650 milioni di euroIndustria 2020 ed economia circolare” e il pacchetto di misure varato lo scorso dicembre che fissa nuovi target di riduzione dei rifiuti al 2030 (riciclaggio del 65% di rifiuti urbani e del 75% di imballaggi, con un limite massimo di smaltimento in discarica del 10%) e promuove il riuso, lo scambio di risorse tra le industrie – la cosiddetta simbiosi industriale – e gli incentivi economici per prodotti verdi e riciclabili.

“La transizione da un’economia lineare ad una circolare – spiega Roberto Morabito, responsabile del Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali dell’ENEA è una necessità per tutti i Paesi e ancora di più per l’Italiapovera di materie prime critiche ma con una forte industria manifatturiera alla quale garantire un approvvigionamento stabile e sicuro di tali risorse.In questo scenariorisulta fondamentale l’apporto della ricerca e dell’eco-innovazione per rafforzare la competitività della nostra industria in chiave sostenibile”.

L’economia circolare si focalizza sulla ‘chiusura dei cicli’ attraverso l’uso efficiente delle risorse e la minimizzazione delle perdite lungo il loro intero ciclo di vita, la riduzione dei consumi, l’eco-progettazione, la produzione sostenibile. Si basa inoltre sulla sostituzione, dove possibile, con risorse rinnovabili o materiali riciclati, sull’estensione della vita dei prodotti, il loro riuso, la minimizzazione dei rifiuti e un livello di riciclo che assicuri/preservi la qualità dei flussi, apportando benefici ambientali, economici e sociali.