GSE – Incentivi alle Fer non fotovoltaiche: online il bollettino sul II semestre 2015

È disponibile online il documento “Incentivazione delle fonti rinnovabili. Bollettino aggiornato al 31 dicembre 2015“, che fornisce un aggiornamento sui meccanismi di incentivazione relativi agli impianti a fonti rinnovabili diversi dal fotovoltaico.

Il documento non solo contiene informazioni sulle attività di qualifica e controllo degli impianti, sull’emissione dei Certificati Verdi, sull’erogazione delle Tariffe Onnicomprensive e delle tariffe incentivanti ai sensi del DM 6 luglio 2012, ma fornisce anche un’analisi sulla progressiva entrata in esercizio degli impianti ammessi in posizione utile nei registri o aggiudicatari delle procedure d’asta.

Regione Marche – Piano Energetico Ambientale Regionale

PEAR 2020

Il mutato contesto economico e normativo (Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso di energia da fonti rinnovabili – D.lgs. 28/2011 – D.M. 15 marzo 2012 “Decreto Burden Sharing”) richiede di adeguare la pianificazione energetica regionale al fine di perseguire i nuovi obiettivi 2020 in materia di fonti rinnovabili.

Il Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR) individua le linee di programmazione e di indirizzo della politica energetica ambientale nel territorio regionale.

Al nuovo Piano (PEAR 2020) spetta, quindi:

  • l’analisi della situazione energetica attuale: bilancio energetico regionale e valutazione dei risultati dell’attuazione del PEAR 2005;
  • l’individuazione degli scenari e degli obiettivi della politica energetica regionale al 2020;
  • l’individuazione delle azioni e degli strumenti per il rafforzamento della strategia energetica regionale.

La fase preliminare della procedura VAS, aperta con l’elaborazione e la trasmissione ai Soggetti con competenze ambientali (SCA) del Rapporto Preliminare nel mese di luglio 2015, si è conclusa il 30 settembre 2015. 

Sempre il 30 settembre 2015 si è conclusa la campagna di ascolto sul Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR 2020) rivolta ai principali portatori d’interesse (Associazioni di Categoria, Ordini Professionali, Sindacati, Associazioni Ambientaliste riconosciute, UPI, Anci e UNCEM). 

L’obiettivo è quello di costruire su tre pilastri (ascolto, trasparenza e partecipazione) una strategia energetica efficace nel perseguire gli obiettivi 2020, nel rilanciare gli investimenti del settore, nel produrre reddito e occupazione e nel minimizzare l’impatto ambientale.

La proposta di Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR 2020) è stata adottata dalla Giunta Regionale nella seduta del 27 giugno 2016. 

Decreto incentivi FER non elettriche

E’ stato pubblicato il Decreto relativo agli incentivi rinnovabili non fotovoltaici.

Gli incentivi verranno assegnati attraverso procedure di aste al ribasso differenziate per tecnologia per gli impianti di grandi dimensioni (>5 MW), mentre gli impianti inferiori a tale soglia dovranno chiedere l’iscrizione ad appositi registri.

La disciplina sarà valida solo per il 2016: dal 1° gennaio 2017 i finanziamenti dovranno essere compatibili con le indicazioni UE.


online il portale per richiedere gli incentivi

​Da oggi, 30 giugno, è possibile presentare domanda per gli incentivi previsti dal DM 23 giugno 2016 e riguardanti la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili non fotovoltaiche.

Le richieste di accesso agli incentivi devono essere presentate esclusivamente per via telematica, a pena di inammissibilità, mediante l’applicazione informatica denominata Portale FER-E, già in uso per le richieste di incentivo ai sensi del DM 6 luglio 2012.

Fino al prossimo 29 luglio, nel selezionare una “Nuova richiesta”, sarà necessario specificare il Decreto ai sensi del quale si intende presentare domanda.

Si ricorda, inoltre, che possono ancora richiedere gli incentivi ai sensi del DM 6 luglio 2012esclusivamente:

  • gli impianti in accesso diretto, entrati in esercizio tra il 31 maggio e il 29 giugno 2016, a condizione che abbiano presentato o presentino domanda di accesso agli incentivi entro 30 giorni dalla data di entrata in esercizio stessa, attraverso la funzionalità “Nuova richiesta”
  • gli impianti in posizione utile a seguito delle procedure di asta e registro svolte ai sensi del DM 6 luglio 2012, per i quali non siano decorsi i termini previsti per l’entrata in esercizio, selezionando nel menù “Gestione pratiche” la relativa “Richiesta esistente”

Per poter accedere al Portale FER-E sarà necessario prima registrarsi nella sezione Area Clienti e, solo dopo, sottoscrivere l’applicativo FER-E. I dati anagrafici richiesti comprendono anche il codice fiscale e/o la partita IVA necessari ai fini dell’individuazione del corretto regime fiscale al quale assoggettare gli incentivi.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda alle Procedure Applicative del DM 23 giugno 2016, che saranno pubblicate sul sito del GSE entro il 15 luglio 2016 e alla nuova sezione web Incentivi DM 23 giugno 2016.

Gli incentivi verranno assegnati attraverso procedure di aste al ribasso differenziate per tecnologia per gli impianti di grandi dimensioni (>5 MW), mentre gli impianti inferiori a tale soglia dovranno chiedere l’iscrizione ad appositi registri. Lo schema di Decreto era stato preventivamente autorizzato dalla Commissione Europea per garantirne la compatibilità con le linee guida sugli aiuti di Stato in materia di energia e ambiente.

Il Decreto garantisce incentivi specifici per ciascuna fonte. In particolare, alle tecnologie “mature” più efficienti (come l’eolico) viene assegnata circa la metà delle risorse disponibili. La restante parte è equamente distribuita tra le tecnologie ad alto potenziale, con forti prospettive di sviluppo e penetrazione sui mercati esteri (come il solare termodinamico), e alle fonti biologiche il cui utilizzo è connesso alle potenzialità dell’economia circolare.

La Tabella allegata riporta, per ciascuna fonte, il contingente di potenza incentivabile e la spesa prevista, nonché il razionale della scelta compiuta.

Tecnologia Spesa prevista (mln euro) Potenza incentivabile (MW)

Eolico on shore

85

860

Eolico off-shore

10

30

Idroelettrico

61

80

Geotermico

37

50

Biomasse

105

90

Rifiuti

10

50

Solare termodinamico

98

120

Rifacimenti

29

90

Totale 435

1.370

MISE – Relazione sulla situazione energetica nazionale – 2015

La Relazione sulla situazione energetica nazionale è un documento di natura consuntiva che illustra in maniera sintetica l’andamento del settore energetico nell’anno precedente a quello di presentazione.

Sintesi

Nel 2015, il consolidarsi dell’offerta di greggio e gas ha esercitato un’ulteriore pressione al ribasso sui prezzi; a tale riduzione è seguita una ripresa dei consumi nei paesi OCSE, in particolare in Europa. È proseguita la diffusione delle fonti rinnovabili con un contributo rilevante delle economie emergenti, in particolare della Cina. Per la prima volta dopo 10 anni si è ridotto il commercio mondiale di carbone.

In Italia, pur permanendo una significativa dipendenza dalle fonti estere, è continuata la transizione, in corso da alcuni anni, verso un sistema energetico più efficiente, autonomo e a minor intensità di carbonio.

Nel 2015, dopo un trend negativo di 4 anni, è aumentata la domanda di energia primaria, sostenuta dalla più favorevole congiuntura economica, che rimane tuttavia a livelli storicamente bassi. Stante una generalizzata riduzione delle produzioni nazionali sono aumentate le importazioni, specie quelle di idrocarburi, e il grado di dipendenza dall’estero. La minor produzione interna si è estesa anche alle energie rinnovabili: a ciò ha contribuito il ritorno della produzione idroelettrica a valori normali dopo la forte crescita del 2014 legata a uno straordinario livello delle precipitazioni.

Anche i consumi finali, che tengono conto delle perdite di trasformazione, sono aumentati per la prima volta dal 2010 con un apporto positivo di tutti i settori, con eccezione dell’industria le cui dinamiche generali sono state influenzate da una ricomposizione verso i settori più efficienti e a minore intensità di energia.

A fronte di una riduzione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili si è registrata una crescita del ricorso alle rinnovabili termiche, in particolare legna da ardere e pellet per il riscaldamento, che confermano, come già accaduto nel 2014, il raggiungimento in anticipo degli obiettivi al 2020 in termini di incidenza delle rinnovabili sui consumi finali lordi di energia (17 per cento).

Proseguono le politiche di sostegno all’efficienza energetica. Alla fine del 2014, l’indice ODEX, che misura i progressi in termini di efficienza energetica, riportava un lieve miglioramento.

Il differenziale fra i prezzi dei prodotti energetici in Italia e nell’Unione europea rimane positivo, seppur in riduzione, sostanzialmente per effetto della diversa pressione fiscale. Data la difficoltà di ridurre gli usi di energia nel breve-medio periodo, la dinamica dei prezzi si può riflettere in una maggiore spesa e quindi in una perdita di competitività per le imprese e in un aggravamento della povertà energetica delle famiglie. L’importanza di quest’ultimo fenomeno richiede di approntare una più accurata misurazione.

La situazione energetica nazionale nel 2015 

Ministro Calenda firma decreto su rinnovabili

Carlo Calenda ha poi illustrato come verranno distribuite le risorse.

Presentazione del decreto (pdf)

AEEGSI -Titoli di efficienza energetica

Determina 16 giugno 2016 11/2016 – DMEG Definizione, in materia di titoli di efficienza energetica, del contributo tariffario definitivo per l’anno d’obbligo 2015 e del contributo tariffario preventivo per l’anno d’obbligo 2016

1. In applicazione dei criteri di cui all’articolo 3, comma 2, della deliberazione 13/2014/R/eel, il contributo tariffario definitivo in materia di titoli di efficienza energetica per l’anno d’obbligo 2015 è pari a 114,83 €/TEE.

2. In applicazione dei criteri di cui all’articolo 3, comma 1, della deliberazione 13/2014/R/eel, il contributo tariffario preventivo in materia di titoli di efficienza energetica per l’anno d’obbligo 2016 è pari a 118,37 €/TEE

UE – Relazione sui progressi in materia di energie rinnovabili

Relazione sui progressi in materia di energie rinnovabili.

Lo sviluppo delle energie rinnovabili esige un nuovo approccio che le trasformi nel pilastro fondamentale del modello energetico dell’Unione europea. La nostra responsabilità fondamentale è quella di combattere il cambiamento climatico, un dovere storico che dobbiamo affrontare. E dobbiamo ridurre la dipendenza dalle risorse energetiche del resto del mondo se vogliamo strutturare il nostro modello produttivo e generare posti di lavoro di qualità, oltre a guidare lo sviluppo di tecnologie strategiche per transizione energetica.

La transizione verso un modello di produzione energetica sostenibile costituisce una priorità sociale che non può essere affidata solo al mercato. Dobbiamo capire che la regolamentazione e la partecipazione democratica sono necessarie per evitare gravi esternalità sociali ed ambientali. Dobbiamo impedire che siano gli oligopoli energetici a definire il futuro dell’energia per l’Europa.

L’UE si è dotata di uno strumento giuridico per raggiungere questi obiettivi con la direttiva sulle rinnovabili (2009/28/CE). L’Europa ha avviato quindi un processo di trasformazione del mix energetico dei suoi Stati membri. Questo strumento giuridico, con obiettivi vincolanti e norme chiare di supervisione e controllo, ha consentito un ambiente favorevole per lo sviluppo del settore delle energie rinnovabili e ha contribuito alla crescita di un settore variegato e diversificato. Le misure pubbliche di sostegno hanno permesso un significativo livello di successo in molti Stati membri: è tuttavia necessario un impulso politico ambizioso se vogliamo raggiungere gli obiettivi fissati per il 2020 e oltre.

Siamo critici rispetto ad alcuni aspetti del quadro ereditato per la promozione delle energie rinnovabili. E’ innegabile il forte impatto negativo che l’impegno a promuovere i biocarburanti nel settore dei trasporti abbia avuto sulla produzione alimentare, mentre sarebbe stato opportuno avviare una profonda riflessione sulla mancanza di coordinamento e di pianificazione generale della logistica e delle politiche urbane per renderle realmente sostenibili.

La regolamentazione del settore a livello europeo deve risolvere i numerosi problemi che ne stanno frenando lo sviluppo, favorendo gli investimenti pubblici, il controllo democratico e un quadro stabile per gli investimenti che facilitino la gestione collettiva e democratica dell’energia al fine di garantire un modello energetico pienamente sovrano, efficiente e pulito per il 2050.

AEEGSI – Prima fase della riforma del mercato per il servizio di dispacciamento: apertura alla domanda, alle fonti rinnovabili non programmabili e alla generazione distribuita

L’Autorità pone in consultazione i primi interventi finalizzati a consentire, in tempi rapidi, alla generazione distribuita, alla domanda, alle fonti rinnovabili non programmabili di accedere al Mercato per il Servizio di Dispacciamento (MSD).

Termine invio 15 luglio 2016

Il documento affronta in particolare i seguenti aspetti:

  • abilitazione delle unità di produzione e delle unità di consumo a MSD
  • criteri per la definizione degli aggregati 
  • criteri per la definizione delle capacità di immissione e prelievo delle unità virtuali di produzione e consumo abilitate a MSD 
  • processo di abilitazione per le unità abilitabili su base volontaria 
  • criteri di priorità da adottare in presenza di più offerte di vendita caratterizzate da uno stesso prezzo 
  • ruolo del GSE nella partecipazione a MSD
  • modalità di offerta per le unità virtuali di produzione e consumo
  • regolazione economica da applicarsi ai punti di dispacciamento 
  • definizione del periodo rilevante ai fini del settlement 
  • corrispettivo uplift per le UC abilitate

AEEGSI – Sviluppo degli impianti di generazione distribuita in Italia, per l’anno 2014

Delibera 09 giugno 2016 304/2016/I/eel Con il presente provvedimento viene approvata la relazione annuale recante i dati relativi alla diffusione della generazione distribuita e della piccola generazione in Italia relativamente all’anno 2014, sulla base delle informazioni trasmesse da Terna.

Nell’ambito del presente monitoraggio, in continuità con l’anno precedente, sono adottate le seguenti definizioni:

  • Generazione distribuita (GD): l’insieme degli impianti di generazione connessi al sistema di distribuzione;
  • Piccola generazione (PG): l’insieme degli impianti per la produzione di energia elettrica, anche in assetto cogenerativo, con capacità di generazione non superiore a 1 MW (non è strettamente un sottoinsieme della GD);
  • Microgenerazione (MG): l’insieme degli impianti per la produzione di energia elettrica, anche in assetto cogenerativo, con capacità di generazione inferiore a 50 kWe (non è strettamente un sottoinsieme della GD ma è un sottoinsieme della PG).

Al tempo sono anche stati riportati i dati relativi alla GD-10 MVA, cioè all’insieme degli impianti di generazione con potenza nominale inferiore a 10 MVA, dando continuità ai precedenti monitoraggi (fino al 2012, peraltro, veniva utilizzata solo quest’ultima definizione di generazione distribuita).

Con riferimento alla GD, nell’anno 2014 in Italia, la produzione lorda di energia elettrica è stata pari a 64,3 TWh (circa il 23% dell’intera produzione nazionale di energia elettrica), con un modesto incremento di circa 0,9 TWh rispetto all’anno 2013. Nell’anno 2014 risultavano installati 657.193 impianti per una potenza efficiente lorda totale pari a circa 30.117 MW (circa il 24% della potenza efficiente lorda del parco di generazione nazionale). Per quanto riguarda la PG, nell’anno 2014, in Italia, la produzione lorda di energia elettrica è stata pari a 28,6 TWh con un incremento, rispetto all’anno 2013, di circa 2,4 TWh. Nell’anno 2014 risultavano installati 654.389 impianti di PG per una potenza efficiente lorda totale pari a circa 16.944 MW.