INAIL – GENERATORI DI CALORE ALIMENTATI DA COMBUSTIBILE SOLIDO, LIQUIDO O GASSOSO PER IMPIANTI CENTRALI DI RISCALDAMENTO

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GENERATORI DI CALORE ALIMENTATI DA COMBUSTIBILE SOLIDO, LIQUIDO O GASSOSO PER IMPIANTI CENTRALI DI RISCALDAMENTO

Istruzioni per la prima verifica periodica ai sensi del D.M. 11 aprile 2011

 La pubblicazione fornisce le indicazioni operative per la prima verifica periodica, ai sensi del D.M.11 aprile 2011, delle attrezzature a pressione della tipologia generatori di vapore d’acqua e/o di acqua surriscaldata.

 In particolare, il documento descrive le fasi di cui si compone l’attività di verifica, fornendo sia le indicazioni per la gestione tecnico-amministrativa della pratica da parte del datore di lavoro, sia le istruzioni per la compilazione della scheda tecnica e del verbale di prima verifica periodica da parte del verificatore.

L’articolo 71, comma 11, del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. prescrive che le attrezzature di lavoro elencate nell’allegato VII al medesimo decreto siano sottoposte a verifiche periodiche volte a valutarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza.

Inail è l’ente preposto all’effettuazione diretta o avvalendosi di soggetti pubblici o privati abilitati, della prima di tali verifiche, attraverso le unità operative territoriali che operano sull’intero territorio nazionale.

In tale contesto, considerati il ruolo di titolare della prima verifica periodica che il D.M. 11 aprile 2011 ha riconosciuto all’Istituto e la volontà di uniformare il comportamento delle proprie unità operative territoriali, il Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit) dell’Inail ha elaborato dei documenti che descrivono le modalità tecnico-amministrative per la conduzione della prima verifica periodica.

Nello specifico, il presente elaborato descrive le fasi di cui si compone l’attività tecnica di prima verifica periodica dei generatori di calore alimentati da combustibile solido, liquido o gassoso per impianti centrali di riscaldamento utilizzanti acqua calda sotto pressione con temperatura dell’acqua non superiore alla temperatura di ebollizione alla pressione atmosferica, aventi potenzialità globale dei focolai superiore a 116 kW.

Le istruzioni elaborate non costituiscono ovviamente un riferimento vincolante, ma vogliono piuttosto proporsi come esempio di armonizzazione su scala nazionale dell’approccio alla prima verifica periodica, definendo modalità per la conduzione dei controlli che possano essere di pratica utilità per tutti i soggetti coinvolti (soggetti abilitati e operatori di Asl/Arpa), anche al fine di garantire indicazioni e comportamenti coerenti all’utenza.

Fonte: INAIL

INAIL – Generatori di calore e impianti termici – Indicazioni per la prima verifica periodica

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Generatori di calore e impianti termici

Indicazioni per la prima verifica periodica

 Nella pubblicazione curata dall’Istituto vengono fornite le istruzioni per lo svolgimento di questi controlli di sicurezza, da richiedere utilizzando esclusivamente l’applicativo Civa

Oltre a costituire un preciso obbligo di legge, la manutenzione frequente di impianti e apparecchi che erogano servizi di riscaldamento a imprese, uffici e condomini è senz’altro una modalità di prevenzione fondamentale per l’incolumità collettiva. Con una nuova monografia, l’Inail spiega come fare la prima verifica periodica, regolata dal decreto ministeriale 11 aprile 2011, per i generatori di calore, alimentati da combustibile solido, liquido o gassoso, ubicati in impianti centrali di riscaldamento, alla luce delle ultime novità normative e procedurali.

Da maggio 2019 il controllo si effettua solo con l’applicativo Civa. La guida, curata dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit), è consultabile online tra le pubblicazioni dell’Istituto. Arricchita anche da riferimenti normativi e tecnici e da appendici con informazioni pratiche, si inserisce nella collana scientifica ideata per illustrare a tutti i soggetti coinvolti le modalità di svolgimento tecnico-amministrativo di questo adempimento, dal 27 maggio 2019 effettuabile unicamente con il servizio telematico Civa, che consente la gestione informatizzata della richiesta e delle gestioni successive.

Quali sono gli impianti di riscaldamento interessati. Le istruzioni fornite nel volume si applicano specificamente agli impianti centrali di riscaldamento che utilizzano acqua calda sotto pressione, con temperatura non superiore a 110°C, e potenza nominale massima complessiva dei focolai superiore a 116 kW. Più precisamente, è considerato “impianto centrale di riscaldamento” uno o più circuiti idraulici ad acqua calda sotto pressione, con vaso di espansione aperto o chiuso, servito da generatore singolo o disposto in batteria, da generatore modulare, da scambiatore di calore, e funzionante con combustibili solidi, liquidi o gassosi o con sorgenti termiche a rischio di surriscaldamento. Nei generatori di calore vanno incluse le caldaie, a fuoco diretto o non, alimentate da combustibile solido, liquido, gassoso e gli scambiatori di calore il cui primario è alimentato da fluido a temperatura superiore a 110°C. Da sottolineare che rientrano nelle attività previste dal decreto ministeriale unicamente gli impianti di riscaldamento asserviti ai cosiddetti “processi produttivi”, secondo quanto riportato nella definizione di attrezzatura di lavoro elencate all’art. 69, comma 1 lettera a) del decreto legislativo. 81/2008.

Una banca dati completa per tutti i passaggi amministrativi. Come per altre attrezzature a pressione, il decreto ministeriale 11 aprile 2011 regola compiutamente la disciplina delle verifiche periodiche. Gli impianti di riscaldamento, a eccezione del caso di insiemi Ped (Pressure equipment directive 2014/68/UE), vengono messi in servizio secondo quanto previsto dal decreto ministeriale 1° dicembre 1975; pertanto, gli adempimenti in materia di “comunicazione di messa in servizio” e di “immatricolazione”, di cui al decreto 11 aprile 2011, si considerano assolti nell’ambito delle procedure di messa in servizio utilizzando la procedura Civa. Ed è sempre con questa applicazione, che diviene una sorta di banca dati completa, che deve essere richiesta la prima verifica periodica. Analogamente, andranno comunicate, sempre all’Inail, e all’Asl e all’Arpa competenti, anche altri passaggi amministrativi come cessazione, trasferimento di proprietà o spostamento dell’attrezzatura.

La verifica può essere compiuta dall’Inail o da altri soggetti. Ricevuta la richiesta completa con tutti gli elementi identificativi del datore di lavoro e dell’attrezzatura soggetta a controllo, ha inizio il computo dei quarantacinque giorni in cui l’Inail può intervenire, effettuando direttamente la verifica oppure affidando il servizio al soggetto abilitato indicato dal datore di lavoro nella richiesta e scelto negli elenchi regionali Inail.

Le fasi della verifica. Con la prima verifica periodica vengono accertate la configurazione dell’impianto, la corrispondenza della matricola, la constatazione della rispondenza delle condizioni di installazione e di esercizio, l’applicazione corretta delle istruzioni per le diverse componenti. Viene verificato quindi lo stato generale di manutenzione e conservazione dell’impianto, il mantenimento delle condizioni di sicurezza. La prima visita si conclude con la redazione del relativo verbale, che attesta tutti i passaggi tecnici e amministrativi effettuati nel corso dell’ispezione.

Generatori di calore alimentati da combustibile solido, liquido o gassoso per impianti centrali di riscaldamento

Il documento descrive le fasi di cui si compone l’attività di prima verifica periodica dei generatori di calore alimentati da combustibile solido, liquido o gassoso per impianti centrali di riscaldamento utilizzanti acqua calda sotto pressione con temperatura dell’acqua non superiore alla temperatura di ebollizione alla pressione atmosferica, aventi potenzialità globale dei focolai superiore a 116 kw.

Dal 27 maggio i servizi di certificazione e verifica di impianti e apparecchi si richiedono on line: Civa

Il nuovo applicativo messo a disposizione dall’Inail consente di richiedere on line i servizi più significativi, tra cui l’immatricolazione e la messa in servizio, relativi a impianti e attrezzature. Una parte residuale dei servizi sarà oggetto di un secondo rilascio. Le richieste per queste prestazioni, al momento, vanno inoltrate via pec

Fonte: INAIL

U. E. – Procedura Europea – Schema di decreto recante i requisiti, le procedure e le competenze per il rilascio di una certificazione dei generatori di calore

Schema di decreto recante i requisiti, le procedure e le competenze per il rilascio di una certificazione dei generatori di calore, ai sensi dell’articolo 290, comma 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

Lo schema di decreto che si notifica è costituito da quattro articoli e due allegati.

I primi due articoli individuano l’ambito di applicazione del decreto e le definizioni utilizzate.

L’articolo 3 descrive la procedura per la certificazione dei generatori di calore alimentati con legna da ardere, carbone di legna e biomasse combustibili rientranti nel campo di applicazione.

L’articolo 4 stabilisce le informazioni che il produttore che ha ottenuto la certificazione ambientale deve indicare nel libretto di installazione, uso e manutenzione del generatore di calore.

L’allegato 1 indica in forma di tabella le classi di prestazioni emissive a cui fare riferimento per la certificazione di qualità ambientale dei generatori di calore.

L’allegato 2 individua, per ciascun tipo di generatore, i metodi di prova per il campionamento, l’analisi e la valutazione delle emissioni previste dalla Tabella 1 dell’allegato 1.

L’adozione del regolamento, prevista dall’articolo 290 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 disciplina un sistema volontario di certificazione ambientale dei generatori di calore ad uso di riscaldamento civile alimentati con legna da ardere, carbone di legna e biomasse combustibili.

La certificazione attesta l’idoneità dei generatori di calore ad assicurare specifiche prestazioni emissive, con particolare riferimento alle emissioni di polveri e di ossidi di azoto, ed assegna agli stessi, in relazione ai livelli prestazionali assicurati, una specifica classe di qualità.

Benché la combustione di biomassa legnosa in piccoli apparecchi domestici e caldaie, sia oggi vista con rinnovato interesse per il raggiungimento degli obiettivi comunitari di produzione di energia rinnovabile al 2020, l’aumento dell’utilizzo di biomassa combustibile comporta una serie di problematiche ambientali quali l’aumento delle emissioni in atmosfera di polveri sottili che influenzano direttamente la qualità dell’aria. E’ pertanto necessario contenere l’inquinamento derivante da questo settore al fine di non pregiudicare il già complesso raggiungimento dei vigenti valori limite comunitari di qualità dell’aria.

Il decreto consentirà alle regioni e province autonome di imporre, attraverso una modifica dei propri piani di qualità dell’aria, limiti e divieti all’utilizzo dei generatori di calore non aventi la certificazione o certificati con una classe di qualità inferiore, nella misura in cui ciò risulti funzionale al conseguimento ed al rispetto dei valori limite comunitari di qualità dell’aria.

Inoltre i programmi e gli strumenti di finanziamento diretti ad incentivare l’installazione di generatori di calore a ridotto impatto ambientale assicureranno priorità a quelli certificati con una classe di qualità superiore.

Il termine della procedura è fissato al 16/03/2017