ISTAT – produzione industriale marzo 2017

A marzo 2017 l’indice destagionalizzato della produzione industriale registra un incremento dello 0,4% rispetto al mese precedente. Nella media del trimestre gennaio-marzo 2017 la produzione è diminuita dello 0,3% rispetto al trimestre precedente.

Corretto per gli effetti di calendario, a marzo 2017 l’indice è aumentato in termini tendenziali del 2,8% (i giorni lavorativi sono stati 23 contro i 22 di marzo 2016). Nella media dei primi tre mesi dell’anno la produzione è aumentata dell’1,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’indice destagionalizzato mensile presenta variazioni congiunturali positive nel comparto dei beni strumentali (+2,4%), dei beni di consumo (+2,3%) e, in misura più lieve, dei beni intermedi (+0,4%); segna invece una variazione negativa l’energia (-5,2%).

In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a marzo 2017, aumenti nei raggruppamenti dei beni intermedi (+3,9%), dei beni di consumo (+3,7%) e dei beni strumentali (+3,4%); presenta invece una variazione negativa il comparto dell’energia (-2,4%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, a marzo 2017 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto e della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (entrambi +9,5%) seguiti dalla fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati e della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo esclusi macchine e impianti (entrambi +7,3%). Le uniche diminuzioni si registrano nei settori della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-4,1%) e dell’industria del legno, della carta e stampa (-1,9%).

Codice degli Appalti – pubblicato il Decreto correttivo

D. Lgs. 19 aprile 2017, n. 56 Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.

Documentazione Atto Governo n. 397  –  Note precedenti

Il provvedimento consta di 130 articoli, formulati come novelle al citato Codice, che intervengono sulla normativa vigente con modifiche di carattere formale e sostanziale. 

Sono state modificate rispettivamente le definizioni e le esclusioni dal campo di applicazione del Codice.

Modificati alcuni principi e disposizioni comuni: la disciplina concernente la programmazione e la progettazione, i principi per l’affidamento e l’esecuzione dei contratti, la disciplina delle soglie di rilevanza europea e dei contratti di importo inferiore a tale soglia; si è intervenuto sulla qualificazione delle stazioni appaltanti e le procedure di affidamento.

Sono state modificate le norme riguardanti le procedure di scelta del contraente e il loro svolgimento e quelle che intervengono sulla fase di aggiudicazione dei contratti, come le norme concernenti l’esecuzione.

Un gruppo di disposizioni interviene sulle norme riguardanti i contratti pubblici nei settori speciali (acqua, gas, energia, trasporti, servizi postali).

Sono state modificate le norme concernenti gli appalti nei servizi sociali, e quelle che riguardano gli appalti nel settore dei beni culturali.

JCB LANCIA LA NUOVA TELESKID

JCB ha lanciato in anteprima mondiale a Conexpo la prima minipala compatta dotata di braccio telescopico.

La nuova minipala compatta dotata di braccio telescopico JCB Teleskid è un prodotto innovativo che si distingue per uno sbraccio superiore del 60% rispetto a qualsiasi altro skid steer loader sul mercato, ed è l’unica minipala compatta cingolata in grado di scavare sotto quota fino a una profondità di quasi un metro. Inoltre, può raggiungere un’altezza di scarico superiore dell’8% rispetto a qualsiasi altro modello concorrente.

Tim Burnhope, Chief Innovation and Growth Officer JCB, ha dichiarato: “Grazie al suo elevato tasso di innovazione questa macchina supererà le aspettative dei nostri clienti, proponendosi come la  prima minipala cingolata compatta al mondo dotata di braccio telescopico. La JCB Teleskid offrirà uno sbraccio, un’altezza di sollevamento e una profondità di scavo superiori a quelle di qualsiasi altro skid steer loader.”

La JCB Teleskid nelle versioni cingolata e gommata sarà venduta nel Nord America, mentre nei i mercati europei sarà distribuita la sola versione gommata, variante più diffusa in queste regioni.

JCB ha inaugurato la tecnologia del braccio telescopico quasi 40 anni or sono con il lancio dei sollevatori telescopici, tipologia di macchina di cui oggi è il più importante produttore al mondo. Quasi 25 anni fa, poi, JCB ha introdotto anche un’ulteriore novità: il primo skid steer loader monobraccio, il Powerboom, segnando così nuovi standard in materia di sicurezza. Oggi l’azienda compie un ulteriore passo in avanti in termini di innovazione, combinando entrambe le tecnologie in un’unica macchina con la nuova JCB Teleskid: uno skid steer e una minipala cingolata dotata di  braccio telescopico.

AEEGSI – Delibera 13 aprile 2017 239/2017/R/gas – Avvio di procedimento per l’aggiornamento delle direttive per le connessioni di impianti di biometano alle reti del gas naturale

Delibera 13 aprile 2017 239/2017/R/gas – Avvio di procedimento per l’aggiornamento delle direttive per le connessioni di impianti di biometano alle reti del gas naturale

La presente deliberazione avvia un procedimento per l’aggiornamento delle direttive per le connessioni di impianti di biometano alle reti del gas naturale.

DEF 2017 – approvato l’Allegato su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Con il Def 2017 è stato approvato l’Allegato su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, dal titolo Connettere l’Italia: fabbisogni e progetti infrastrutturali,  che individua i fabbisogni infrastrutturali al 2030.

Applicando i criteri previsti dal Nuovo Codice dei Contratti pubblici si pone come il superamento sostanziale della Legge Obiettivo, non più leggi speciali, ma parametri certi per programmare e scegliere le opere.

Al centro dell’azione di governo i fabbisogni dei cittadini e delle imprese, e le infrastrutture come strumento per soddisfare la domanda di mobilità di passeggeri e merci e per connettere le aree del Paese attraverso interventi utili allo sviluppo economico e proporzionati ai bisogni.

  • Gli obiettivi e le strategie per le infrastrutture di trasporto

Gli obiettivi, anticipati nell’Allegato Infrastrutture al Def 2016, “Connettere l’Italia”, sono stati così articolati: accessibilità ai territori, all’Europa e al Mediterraneo; qualità della vita e competitività delle aree urbane; sostegno alle politiche industriali di filiera; mobilità sostenibile e sicura. Gli obiettivi vengono perseguiti con strategie trasversali alle modalità di trasporto: infrastrutture utili, snelle e condivise, integrazione modale e intermodalità, valorizzazione del patrimonio infrastrutturale esistente, sviluppo urbano sostenibile.

  • Aggiornamento del Sistema nazionale delle infrastrutture di trasporto

Per definire i fabbisogni e individuare le criticità, l’Allegato in primo luogo analizza l’offerta delle infrastrutture di trasporto esistenti, su cui si effettuano servizi di interesse nazionale e internazionale.

Per far questo, aggiorna il Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti la struttura portante del sistema italiano di offerta di mobilità delle persone e delle merci, rispetto alla versione del Piano Generale dei Trasporti e della Logistica del 2001,  secondo i criteri specifici per modalità di trasporto e considerando le novità intervenute nel frattempo.

Lo SNIT 2017  dell’Allegato al Def individua la rete nazionale di 1° livello.

Queste opere non esauriscono i fabbisogni di connessione del Paese, che riguardano anche le reti regionali e locali, classificate di 2° livello.

  • Individuati oltre 100 tra Interventi (opere o direttrici) e Programmi (insiemi di interventi) prioritari

L’analisi dei fabbisogni infrastrutturali si è focalizzata prioritariamente sui  collegamenti alla Rete SNIT di 1° livello ed ha individuato i deficit di capacità infrastrutturale (congestione) e di prestazioni (es. scarsa sicurezza stradale o scarsa accessibilità) che pregiudicano il raggiungimento degli obiettivi strategici al 2030.

Sono stati individuati oltre 100 tra  interventi e programmi di interventi.

Gli Interventi prioritari sono singoli interventi, lungo una direttrice o nell’ambito di un nodo strategico.

I Programmi di interventi sono insiemi coerenti di interventi, anche di limitate dimensioni, con la stessa finalità, diffusi sulla rete o su elementi di rete e che, complessivamente considerati, contribuiscono al degli Obiettivi strategici.

Soddisfare i fabbisogni  infrastrutturali non comporta solo il completamento delle infrastrutture programmate e la realizzazione di  nuove infrastrutture nazionali ma anche: utilizzo diffuso delle tecnologie per massimizzare le prestazioni delle infrastrutture; manutenzione straordinaria delle infrastrutture; potenziamento dei raccordi intermodali, in particolare con la ferrovia.

  • Per circa 30 casi viene indicata la ‘project review’

Tutti gli Interventi prioritari, cioè opere specifiche,  e i Programmi, cioè insieme di azioni e interventi, sono stati classificati secondo:

Progetti invarianti, opere in corso o con obbligazioni giuridiche vincolanti.

ALTRE NOTIZIE

Combustibili alternativi – linea guida

La Conferenza delle Regioni del 6 aprile, presieduta da Stefano Bonaccini, ha approvato “linee guida” (che recepiscono il D. Lgs. 257/16 in attuazione della direttiva 2014/94/UE del Parlamento europeo e del Consiglio) affinché siano adottati provvedimenti regionali omogenei per la realizzazione delle infrastrutture per i combustibili alternativi.

Il testo delle linee guida è stato inviato a tuttin i presidenti delle Regioni e delle Provimnce autonome ed è stato pubblicato sul portale www.regioni.it , nella sezione “Conferenze”.

Si riporta di seguito il documento integrale

Linee guida per il recepimento dell’articolo 18 del decreto legislativo n. 257 del 16 dicembre 2016 recante “disciplina di attuazione della direttiva 2014/94/ue del parlamento europeo e del consiglio, del 22/10/2014, sulla realizzazione di una infrastruttura per i combustibili alternativi”

Efficacia della norma e ruolo delle Regioni
Le presenti linee guida sono finalizzate all’adozione di provvedimenti regionali omogenei su tutto il territorio nazionale in applicazione del D. lgs. 257/2016.

L’articolo 18 stabilisce (comma 1) obblighi immediati di dotarsi di infrastrutture di ricarica elettrica nonché di rifornimento di GNC o GNL anche in esclusiva modalità di self service nel caso di realizzazione di nuovi impianti di distribuzione carburanti e di ristrutturazione totale degli impianti di distribuzione carburanti esistenti su tutto il territorio nazionale.
L’efficacia degli obblighi di cui ai commi 3 e 4 è subordinata all’emanazione di singoli provvedimenti Regionali. In considerazione del termine previsto per la presentazione dei relativi progetti (31/12/2018 o 31/12/2020), le Regioni interessate adottano i loro provvedimenti entro un termine congruo e comunque non oltre un anno dalla pubblicazione del D. Lgs. 257/2016.
Nelle more dell’adozione o in assenza di disposizioni regionali in materia si concorda per l’applicazione immediata del solo comma 7 dell’art. 18.

Le Regioni e le Province autonome potranno prevedere delle disposizioni volte a promuovere forme pattizie e di programmazione negoziata in modo da agevolare l’assolvimento degli obblighi previsti dal D. Lgs. 257/2016.

Ristrutturazione Totale
Per “ristrutturazione totale dell’impianto di carburanti” si intende il completo rifacimento dell’impianto consistente nella totale sostituzione o nel riposizionamento di tutte le attrezzature petrolifere, effettuato anche in momenti successivi nell’arco di tre anni.

Sono da considerarsi ristrutturazioni totali anche le ristrutturazioni parziali dell’impianto realizzate con interventi che abbiano determinato il rifacimento dell’intero impianto di distribuzione in un periodo di tre anni.
A questo proposito, dovrà essere posto l’obbligo a carico del titolare dell’autorizzazione di presentare apposita dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti la non realizzazione di ristrutturazione totale come definita al primo capoverso.

Aree svantaggiate – Comma 1
L’obbligo per la diffusione dell’utilizzo del GNC, del GNL e dell’elettricità non si applica per gli impianti localizzati nelle aree svantaggiate già individuate dalle disposizioni regionali del settore, se previste nelle stesse.
Ribadendo la validità delle norme regionali già esistenti in materia di definizione delle aree svantaggiate, si prevede la possibilità per le Regioni e le Province autonome prive della localizzazione delle aree svantaggiate di individuarle entro tre mesi dall’entrata in vigore del D.lgs 257/2016.
Si individuano a titolo esemplificativo alcuni parametri comuni di riferimento per l’individuazione delle aree svantaggiate quali: carenza del servizio sul territorio, valutazioni altimetriche, dimensione demografica comunale.

Presupposti obbligo di GPL – Comma 1, ultimo periodo
Le Regioni e le Province autonome devono prevedere l’obbligo di impianti di distribuzione del GPL nel caso in cui contemporaneamente si verifichino le seguenti condizioni: l’impianto interessato possiede le impossibilità tecniche previste al comma 6 e la Regione interessata alla realizzazione dell’impianto ha un numero di impianti di distribuzione di GPL al di sotto della media nazionale di cui all’allegato D del D.lgs 257/2016. 3

Sviluppo modalità self service – Comma 2
E’ previsto di sviluppare la modalità self service per gli impianti di distribuzione del GNC attraverso la predisposizione, entro dodici mesi dall’entrata in vigore del D.lgs. 257/2016, di un apposito decreto del Ministero dell’Interno, di concerto con il MISE, che andrà ad aggiornare le normative già in essere in materia di sicurezza.
Al momento non si evidenziano compiti specifici per le Regioni e le Province autonome e quindi non ci sono, su questo punto, disposizioni regionali di settore da adottare.

Sviluppo infrastrutture ricarica elettrica e distribuzione di GNC o GNL impianti stradali già esistenti – Comma 3
Le Regioni e le Province autonome con apposita disposizione di settore dovranno prevedere l’obbligo per tutti gli impianti, già esistenti al 31 dicembre 2015, con un erogato nell’anno 2015 , di benzina e gasolio, superiore a 10 milioni di litri e che si trovano in una delle province i cui capoluoghi hanno superato il limite delle concentrazioni di PM 10 per almeno 2 anni su 6 negli anni dal 2009 al 2014, di presentare entro il 31 dicembre 2018 un progetto al fine di dotarsi di infrastrutture di ricarica elettrica nonché di distribuzione di GNC o GNL.
Il progetto, una volta approvato, dovrà realizzarsi nei successivi 24 mesi dalla data di presentazione del medesimo.

Comma 4
Le Regioni e le Province autonome con apposita disposizione di settore dovranno prevedere l’obbligo per tutti gli impianti già esistenti al 31 dicembre 2017, con un erogato nell’anno 2017 , di benzina e gasolio, superiore a 5 milioni di litri e che si trovano in una delle province i cui capoluoghi hanno superato il limite delle concentrazioni di PM 10 per almeno 2 anni su 6 negli anni dal 2009 al 2014, di presentare entro il 31 dicembre 2020 un progetto al fine di dotarsi di infrastrutture di ricarica elettrica nonchè di distribuzione di GNC o GNL.
Il progetto, una volta approvato, dovrà realizzarsi nei successivi 24 mesi dalla data di presentazione del medesimo.
Il MISE acquisisce i dati riferiti all’erogato dalle Agenzie delle Dogane relativamente agli anni 2015 e 2017 (comma 11) e provvede a trasferirli direttamente alle Regioni, in modo che le stesse possano verificare gli impianti interessati all’obbligo e procedere agli atti conseguenti.

Sviluppo infrastrutture ricarica elettrica e distribuzione di GNC o GNL impianti autostradali già esistenti – Comma 5
Nell’ambito degli impianti autostradali i concessionari hanno l’obbligo di presentare al concedente, entro il 31 dicembre 2018, un piano di diffusione dei servizi di ricarica elettrica, di GNC e di GNL che garantisca un numero adeguato di punti di ricarica e di rifornimento lungo l’intera rete autostradale.
Al momento non si evidenziano compiti specifici per le Regioni e quindi non ci sono, su questo punto, disposizioni regionali di settore da adottare.
Sono fatte salve le disposizioni regionali e l’accordo sulla metanizzazione della rete autostradale sottoscritto dalle Regioni e dagli altri soggetti interessati.

Incompatibilità tecniche – Comma 6
L’obbligo per gli impianti di distribuzione carburanti di dotarsi di infrastrutture di ricarica elettrica nonché di distribuzione di GNC o GNL non si applica nel caso in cui sussista una delle seguenti impossibilità tecniche:

  • per il GNL e per il GNC la presenza di accessi e spazi insufficienti per motivi di sicurezza ai sensi della normativa antincendio (incompatibilità valida solo per gli impianti già autorizzati alla data in vigore del D.Lgs. 257/2016);
  • per il GNC lunghezza delle tubazioni per l’allacciamento superiore a 1000 metri tra la rete del gas naturale e il punto di stoccaggio del GNC e pressione della rete del gas naturale inferiore a 3 bar;
  • per il GNL distanza dal più vicino deposito di approvvigionamento via terra superiore a 1000 chilometri.

Il titolare dell’impianto di distribuzione fa valere con apposita richiesta la presenza dell’impossibilità tecnica. La condizione viene verificata e certificata dall’ente che rilascia l’autorizzazione all’esercizio dell’attività.
Le cause di incompatibilità tecnica sono verificate disgiuntamente per il GNC e il GNL, in quanto il verificarsi delle condizioni di esonero per l’uno, GNC o GNL, non comporta automaticamente l’esonero dell’obbligo dell’altro. Infatti, si tratta dello stesso prodotto gas naturale, nelle due forme commerciali e l’impossibilità tecnica ad installare una delle due forme commerciali del gas naturale, non determina la simultanea esclusione anche dell’altra.
La verifica dell’inesistenza di “una delle seguenti impossibilità tecniche”, quindi va effettuata separatamente per il GNC e il GNL e la possibilità di esenzione scatterà se sussiste una impossibilità per il GNC – una tra le lettere a) e b) – ed una impossibilità per il GNL –una tra le lettere a) e c).
La misurazione della lunghezza della tubazione per l’allacciamento del GNC va effettuato sulla condotta più vicina e tenendo conto dell’effettivo percorso più breve della tubazione. Inoltre il punto di partenza dal distributore stradale per la misurazione della lunghezza della tubazione va individuato in via prioritaria dal punto di stoccaggio del GNC presso il distributore o, in assenza, dal punto di riconsegna (cabina di misura) posizionato sul punto vendita.
La misurazione della lunghezza della tubazione è effettuata con riferimento al percorso più breve tenendo conto sia della distanza lineare tra il distributore stradale e il punto di allacciamento del GNC che della esistenza di comprovate limitazioni che obbligano ad allungare la percorrenza della tubazione
La misurazione della distanza chilometrica dal più vicino deposito di approvvigionamento del GNL va calcolata tenendo conto del percorso stradale più breve e nel rispetto delle norme di circolazione e del codice della strada.
La distanza chilometrica è misurata con riferimento al percorso stradale più breve sulla viabilità pubblica di scorrimento ai sensi del “NUOVO CODICE DELLA STRADA” di cui al Decreto Legislativo 30 Aprile 1992 n. 285 e suo regolamento attuativo e tenendo conto delle successive modifiche.
Le singole Regioni e le Province autonome possono, nel rispetto delle proprie competenze, fissare delle preferenze per uno dei due prodotti (GNC o GNL) ove entrambi realizzabili.

Apertura di nuovi impianti di distribuzione ad uso pubblico con erogazione di mono prodotto – Comma 7
Il D. Lgs. 257/2016 consente l’apertura di nuovi impianti di distribuzione mono prodotto, ad uso pubblico, che erogano gas naturale, compreso il biometano, sia in forma compressa – GNC, sia in forma liquida – GNL , nonché di nuovi punti di ricarica di potenza elevata almeno veloce e quindi superiore a 22 kW e pari o inferiore a 50kW.
L’impianto di distribuzione mono prodotto oltre ad erogare “gas naturale, compreso il biometano” sia in forma GNC sia in forma GNL dovrà dotarsi obbligatoriamente di nuovi punti di ricarica elettrica di potenza elevata del tipo almeno veloce.
Le Regioni e le Province autonome, per coerenza con la norma nazionale, adeguano, ove necessario, le proprie disposizioni regionali di settore consentendo la possibilità di realizzare nuovi impianti di distribuzione mono prodotto nelle forme previste dal D. Lgs. 257/2016.

Ampliamento eliminazione delle penali di supero capacità giornaliera – Comma 8
L’autorità preposta entro 3 mesi dalla data di entrata in vigore del D. Lgs. 257/2016, adotta misure finalizzate alla eliminazione delle penali di supero di capacità giornaliera ai punti di riconsegna delle reti di trasporto e di distribuzione direttamente connessi agli impianti di distribuzione di gas naturale per autotrazione, nel caso di prelievi superiori fino al 50% della capacità del punto di riconsegna e per un periodo complessivo, anche non continuativo, non superiore a 90 gg all’anno.
L’eliminazione della penale nelle forme previste nel citato decreto legislativo, è da considerarsi come franchigia aggiuntiva rispetto alle flessibilità già previste per la riconsegna del gas ai punti di riconsegna delle stazioni di servizio.
La materia è in ogni caso di competenza del Regolatore che è un soggetto indipendente.
Al momento non si evidenziano compiti specifici per le Regioni e quindi non ci sono, su questo specifico punto, disposizioni regionali di settore da adottare.

Modalità alternative da parte del titolare dell’impianto di assolvere all’obbligo della diffusione dei combustibili alternativi – Comma 12
Al fine di ottemperare agli obblighi della diffusione dei combustibili alternativi, nel caso di impianti già esistenti di cui ai commi 3 e 4, le regioni interessate possono prevedere la possibilità che l’obbligo ricada e sia assolto dal titolare nel caso in cui sia in titolarità di più impianti di distribuzione carburanti.
In questo caso il titolare dell’impianto, potrà dotare del prodotto GNC o GNL e di ricarica elettrica un altro impianto nuovo o già nella sua titolarità, che non è soggetto ad obbligo, a condizione che l’impianto alternativo individuato sia sito nell’ambito territoriale della stessa provincia e in coerenza con le disposizioni della programmazione regionale (ove presente).
Le Regioni e le Province autonome interessate possono prevedere nelle proprie disposizioni regionali di settore la possibilità che l’obbligo di realizzare la dotazione del prodotto GNC o GNL e di ricarica elettrica ricada direttamente sul titolare dell’impianto di distribuzione che potrà assolvere a questo obbligo utilizzando un altro impianto con i requisiti previsti dal D.lgs. 257/2016.

Sistema sanzionatorio
Posta l’assenza di disposizioni sanzionatorie nel D. Lgs. 257/2016, le Regioni, nel rispetto delle proprie competenze, le potranno prevedere nelle norme regionali di recepimento e di attuazione.

Competenze regionali
Le linee guida sono suscettibili di eventuali variazioni ed integrazioni, sempre nel rispetto delle disposizioni statali ed europee, con riferimento alle peculiarità di ogni singola regione e Province autonome.

Notizie precedenti

Samoter – Convegno Federcostruzioni: “Salvaguardia e rigenerazione dei territori – opportunità e sfide”, 23 febbraio 2017

Il Convegno ha lo scopo di identificare alcune linee strategiche di azione per affrontare concretamente i temi fondamentali del dissesto idrogeologico, del rischio sismico e della rigenerazione urbana dei territori. Inoltre saranno presentati casi reali di rigenerazione territoriale particolarmente significativi per poter valutare gli aspetti operativi di implementazione territoriale.

Programma dei lavori

ore 14.00 Registrazione

ore 14.15 Saluto di benvenuto

Federica Brancaccio – Presidente di Federcostruzioni
Maurizio Danese – Presidente VeronaFiere

Intervento introduttivo
Giovanni Salmistrari – Presidente Ance Veneto

Progetti di intervento – Case Study

ore 15.00 Progetto Cunimi
Alberto Montanini – Anima

ore 15.30 Arsenale di Verona
Flavio Tosi – Sindaco di Verona

ore 16.00 Tavola rotonda: Linee di intervento per la salvaguardia e rigenerazione

Ne discutono:

Giovanni Cardinale – Vice Presidente CNI
Braccio Oddi Baglioni – OICE
Marco Dettori – Presidente ANCE Milano Assimpredil
Damiano Di Simine – Legambiente
Flavio Tosi – Sindaco di Verona

Modera: Gianluca Semprini

Dibattito con i partecipanti

ore 18.15 Chiusura dei lavori

Scarica il programma dei lavori

Si informano i partecipanti che sono state attivate le procedure per il rilascio dei crediti formativi per Ingegneri, Geometri e Geologi

E’ necessario confermare la partecipazione alla segreteria Federcostruzioni ( sg@federcostruzioni.it) per avere i codici riservati di ingresso gratuito alla fiera.

Consiglio di Stato – Codice degli Appalti di lavori e servizi – parere

Il Consiglio di Stato ha reso il parere sul decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sulla programmazione triennale dei lavori pubblici e sul programma biennale per servizi e forniture ex art. 21, comma 8, d. lgs. n. 50 del 2016

Cons. St., comm. spec., 13 febbraio 2017, n. 351   

La Commissione speciale del Consiglio di Stato ha reso parere favorevole con osservazioni allo schema di regolamento recante procedure e schemi tipo per la redazione e la pubblicazione del programma triennale dei lavori pubblici, del programma biennale per l’acquisizione di forniture e servizi e dei relativi elenchi annuali e aggiornamenti annuali.

In un contesto come quello attuale, attento al corretto utilizzo delle risorse pubbliche disponibili, il parere ha spiegato che la programmazione non è solo un momento di chiarezza fondamentale per la determinazione del quadro delle esigenze, la valutazione delle strategie di approvvigionamento, l’ottimizzazione delle risorse ed il controllo delle fasi gestionali, ma costituisce concreta attuazione dei principi di buon andamento, economicità ed efficienza dell’azione amministrativa.

Per gli appalti di lavori, il Consiglio di Stato ha evidenziato l’importanza della programmazione con particolare riguardo alla disciplina delle “opere incompiute” che, nel passato, sono state causa di un poco efficiente uso delle risorse pubbliche, oltre ad impedire di soddisfare le necessità della collettività cui sono destinate tali opere.

Il parere ha chiesto al Governo di introdurre, nel testo definitivo del decreto, misure adeguate per verificare, successivamente all’entrata in vigore del regolamento, il conseguimento degli obiettivi della programmazione. Difatti – è stato affermato – si tratta di “una funzione cruciale dalla quale dipende il successo dell’intero intervento di riforma”, e, in particolare, la “effettiva e drastica riduzione delle opere incompiute”.

Tra le altre osservazioni, è stata chiesta una maggiore chiarezza nella definizione stessa delle “opere incompiute”, al fine di superare le incertezze che caratterizzano la disciplina vigente, ed è stato raccomandato un migliore coordinamento fra la programmazione triennale e la predisposizione dell’elenco delle stesse opere incompiute.

In relazione agli appalti di servizi e di forniture, il Consiglio di Stato ha posto in evidenza l’importanza di rendere obbligatoria la programmazione anche in questo campo. Per altro verso, il parere ha sottolineato la necessità di coordinare la fase della programmazione con le procedure di evidenza pubblica necessarie per la stipulazione del contratto.

La Commissione speciale ha, infine, suggerito al Governo di riconoscere adeguato rilievo, in sede di fissazione delle priorità dell’attività programmatoria, agli interventi di ricostruzione post-terremoto.