ANAC – La domanda degli appalti di lavori, servizi e forniture nel primo semestre 2016

La domanda degli appalti di lavori, servizi e forniture nel primo semestre 2016

L’Autorità, al fine di verificare l’andamento relativo alla domanda di appalti pubblici, ha elaborato i dati contenuti nella BDNCP relativamente a lavori, servizi e forniture, tenendo conto dell’entrata in vigore del nuovo codice dei contratti (d.lgs. 50/2016), avvenuta il 19 aprile 2016.

Nella Tabella 1 sono riportati i dati relativi ai lavori nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2016 ed il 18 aprile 2016 e tali dati sono stati posti a confronto con gli stessi dati relativi al medesimo periodo degli anni 2015 e 2014.

Nella Tabella 2 invece sono riportati i dati relativi ai lavori nel periodo compreso tra il 19 aprile 2016 ed il 30 giugno 2016 e tali dati sono stati posti a confronto con gli stessi dati relativi al medesimo periodo degli anni 2015 e 2014.

Dette tabelle mostrano una forte riduzione della domanda dei lavori pubblici nel 1° semestre 2016. Prima dell’entrata in vigore del Codice la percentuale media ha evidenziato, rispetto all’analogo periodo del 2015, una riduzione pari al 16% relativamente al numero degli appalti ed al 33% relativamente all’importo, con oscillazioni più o meno ampie a seconda della classe di importo e del mese di riferimento.

Dopo l’entrata in vigore del nuovo Codice, invece, nel periodo compreso tra il 19 aprile ed il 30 giugno 2016 tale riduzione rispetto all’analogo periodo del 2015 è risultata più accentuata con valori medi nell’ordine del 52% in termini di numerosità e del 62% in termini di importo.

Per quanto riguarda servizi e forniture, invece, la Tabella 3 riporta la domanda di appalti nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2016 ed il 18 aprile 2016. Gli stessi dati sono stati confrontati con quelli dell’analogo periodo del 2015 e del 2014 e sono state riscontrate oscillazioni positive e negative, pur rimanendo mediamente il dato complessivo pressoché invariato rispetto all’anno 2015. Tuttavia, tali oscillazioni non sono omogenee per servizi e forniture in quanto le forniture hanno una contrazione del 23% in termini di numerosità e del 13% in termini di importo rispetto al 2015, mentre per i servizi nell’analogo periodo si è registrato un incremento del 30% in termini di numerosità e del 4% in termini di importo. Per entrambe le tipologie di appalti all’interno delle classi di importo e dei singoli mesi considerati si sono registrate oscillazioni molto variabili.

Nella Tabella 4, infine, sono riportati i dati relativi a servizi e forniture relativi al periodo compreso tra il 19 aprile ed il 30 giugno 2016. In tale periodo, come per i lavori, si sono verificati dei decrementi significativi nell’ordine medio del 30% in termini di numerosità e del 29% in termini di importo per quanto riguarda le forniture mentre per i servizi tali percentuali sono rispettivamente del 43% e del 48%.

All’interno di questo periodo sia per i servizi che per le forniture la tendenza di tale riduzione si evidenzia sia con riferimento alla classe di importo sia con riferimento al mese considerato. Analizzando congiuntamente servizi e forniture il dato medio della riduzione rispetto al 2015 è pari al 37% in termini di numerosità ed al 42% in termini di importo.

Codice degli Appalti – Linee guida per la compilazione del modello di formulario di Documento di gara unico europeo (DGUE)

Linee guida per la compilazione del modello di formulario di Documento di gara unico europeo (DGUE) approvato dal regolamento di esecuzione (UE) 2016/7 della Commissione del 5 gennaio 2016

L’art. 85 del Codice degli appalti recepisce l’art. 59 della direttiva 2014/24/UE sugli appalti pubblici (settori ordinari), introducendo il documento di gara unico europeo (di seguito, per brevità, DGUE).

Il modello di formulario di DGUE è stato adottato con regolamento di esecuzione UE 2016/7 della Commissione del 5 gennaio 2016.

Con le presenti Linee guida si intendono fornire alle Amministrazioni aggiudicatrici e agli Enti aggiudicatori alcune prime indicazioni in ordine al corretto utilizzo del DGUE nell’ambito del vigente quadro normativo nazionale, allegando, altresì, uno schema di formulario adattato alla luce delle disposizioni del Codice.

Si evidenzia, peraltro, che sarà necessario un periodo di sperimentazione applicativa in subiecta materia al fine di poter adeguare le presenti Linee guida alle eventuali ed ulteriori esigenze applicative che, medio tempore, dovessero emergere, apportando, per l’effetto, i necessitati chiarimenti integrativi al presente documento.

Benvenuti al servizio DGUE

AVVISO DI RETTIFICA – Decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50

AVVISO DI RETTIFICA  

Comunicato relativo al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recante: «Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture».

 

N.d.R. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’avviso di rettifica  riguardante il nuovo Codice degli Appalti.

Come allo stadio tutti Allenatori, anche in campo legislativo scopriamo con grande interesse una nuova professione che certamente darà e sarà lavoro per non pochi: tutti “Professori” che, con grande competenza, solerzia, capacità e tempestività,  si accorgono di errori nel testo normativo in materia di appalti.

Professori, dicevamo, che pur tuttavia, nella elaborazione normativa poco insegnano – certo stanno ancora imparando e studiando tra un tweet e un altro –  sul ciclo vita, sull’offerta economicamente più vantaggiosa in base al rapporto qualità prezzo fondato sul ciclo vita, sui rating reputazionali e di legalità  delle imprese e delle stazioni appaltanti, sulla qualità della progettazione,e tanto altro ancora contenuto nella nuova normativa, vera e propria spending review per il Paese.

E le altre norme, Leggi,  D.Lgs errati non interessano i nuovi Esperti? Così come Il merito dei singoli provvedimenti? 

Professoroni che discettano  del nulla mischiato di niente, che, invece di promuovere un nuovo Sistema di cui l’Italia ha bisogno con l’aiuto di tutti indistintamente, si limitano in maniera burocratica a fare i correttori di bozze, peraltro professionalità strategica ormai in disuso, visto il dilagare del twitter ed altro ancora. 

Tutti Esperti del “latinorum” di manzoniana memoria che, invece di approfondire temi quali “il solito massimo Ribasso, seguito dalle solite Varianti in corso di opera per giungere poi al risultato delle solite Opere Incompiute, che poi il Cittadino paga, come al solito, sempre e comunque, anche quando, appena realizzate, crollano e formulare proposte concrete  per il Sistema Italia, sono solo attenti, appunto, al  “punto, punto e virgola, punto e un punto e virgola” del Grande Totò.

Il che, a dir vero,  non è poco, rispetto al nulla cosmico.

APPALTI – OSSERVATORIO OICE/INFORMATEL

Dopo il crollo di maggio, a giugno le progettazioni risalgono del 41,8% in valore, primo semestre 2016 a + 45,9%

Scicolone, OICE: “ Riparte la progettazione; necessario completare l’attuazione del Codice e vigilare sulle stazioni appaltanti

Il timore di un ulteriore crollo del mercato, dopo il -73,2% in valore di maggio su aprile, sembra per il momento scongiurato: nel mese di giugno il valore messo in gara per i servizi tecnici di ingegneria e architettura, rispetto a giugno 2015, scende solo del 9,3%, valore accettabile se si considerano ancora gli effetti dell’entrata in vigore del nuovo Codice degli Appalti, di cui tanto si è parlato. Si mantiene in campo positivo il bilancio del primo semestre del 2016 sul 2015, +8,4% in numero e +45,9% in valore. (continua)

ANAC – linee guida per l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria

In data 29 aprile 2016 l’Autorità ha sottoposto a consultazione pubblica le Linee guida recanti: Procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato e formazione e gestione degli elenchi di operatori economici.”

Il Consiglio dell’Autorità, nell’adunanza del 28 giugno 2016, in considerazione della rilevanza generale delle determinazioni assunte, ha deliberato di acquisire, prima dell’approvazione del documento definitivo, il parere del Consiglio di Stato, della Commissione VIII – Lavori pubblici, comunicazioni del Senato della Repubblica e della Commissione VIII – Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati.

All’esito dell’acquisizione dei pareri richiesti, si procederà all’approvazione e successiva pubblicazione del documento definitivo.

Le altre linee guida

ANAC – Codice degli appalti e delle concessioni – pubblicate le proposte di Linee guida attuative

Il Consiglio dell’Autorità ha approvato il 21 giugno scorso cinque proposte di Linee guida attuative del nuovo Codice degli Appalti e delle Concessioni, precedentemente sottoposte a consultazione pubblica nel sito dell’Anac. Alcune di esse sono state trasmesse al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al fine dell’adozione del decreto ministeriale di competenza. Per le altre si attende il parere del Consiglio di Stato, della Commissione Lavori pubblici e comunicazioni del Senato della Repubblica, e della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati. La pubblicazione degli atti definitivi avverrà dopo l’acquisizione dei pareri richiesti.

Proposte di Linee guida 

ANAS – Presentazione Piano industriale 2016-2020

Armani: “I pilastri su cui poggia il nostro business plan sono efficienza gestionale ed operativa, trasparenza ed ottimizzazione degli appalti, sviluppo delle risorse umane e delle tecnologie”

Il Presidente di Anas Gianni Vittorio Armani ha presentato oggi, presso la sede romana di Confindustria, il Piano industriale dell’Azienda agli esponenti della business community. Nell’incontro, sono stati presentati anche il piano investimenti e il piano gare della società delle strade.

“Il Piano Industriale – ha commentato Armani – svolge un ruolo fondamentale nell’ambito della gestione delle imprese e Anas, dopo una decennale parentesi, introduce nuovamente nel proprio sistema il documento che delinea le strategie dell’azienda e le azioni necessarie per il raggiungimento degli obiettivi. Il business plan inquadra l’Azienda all’interno del suo settore di riferimento e delinea le azioni necessarie al superamento delle criticità esistenti ed al raggiungimento di alcuni principali obiettivi: l’autonomia finanziaria, l’accelerazione degli investimenti e la maggiore efficienza nelle attività manutentive”.

Nel dettaglio, il Piano è articolato secondo i seguenti argomenti.

Rete infrastrutturale. Anas gestisce il 90% delle strade statali italiane ed è il secondo gestore nazionale di autostrade, principalmente non a pedaggio; la rete stradale è diffusa sul territorio nazionale con alti livelli di frammentazione gestionale ed una forte concentrazione al Sud.
In tal senso è già stato avviato un processo di recupero di circa 6.250 km di strade regionali e provinciali – che portano la rete Anas dagli attuali 25.500 km a 31.800 km – con l’obiettivo di garantire continuità territoriale alla rete ed attivare contratti di servizio sulle strade provinciali al fine di incrementare l’efficienza attraverso un aumento degli asset gestiti/km e una più razionale gestione delle tratte.

Analisi della domanda/Stato della rete. La domanda di traffico autostradale è in diminuzione a causa del trasferimento di parte dei flussi di lunga percorrenza su altri mezzi (treno e aereo), mentre è in aumento sulle tratte a breve-media percorrenza di Anas. In particolare la rete Anas registra, nel periodo 2012-2015, un incremento di traffico rispetto alla rete AISCAT di circa il 3%. A ciò va aggiunto che le strade gestite sono caratterizzate da livelli eterogenei di servizio, che in alcuni casi presentano un debito manutentorio elevato a causa di limitati investimenti effettuati nel corso degli anni.
L’obiettivo da perseguire, attraverso iniziative già avviate da Anas nel corso del 2015, è di recuperare il debito manutentorio pregresso garantendo elevati livelli di funzionalità alla rete esistente, privilegiando interventi di manutenzione straordinaria rispetto a nuove opere, assicurando altresì una maggiore omogeneità alle strade in gestione nonché presidiare il processo di pianificazione della rete attraverso un’analisi integrata dei costi/benefici e della soddisfazione della domanda.

Risorse Umane. Ad oggi ANAS dispone di circa 6000 dipendenti diffusi sul territorio nazionale, con modalità eterogenee di gestione dei processi operativi e di staff. La media di esternalizzazione dei servizi di Manutenzione Ordinaria è pari al 70%.
L’obiettivo è di assicurare una maggiore razionalità di gestione dei processi territoriali, operativi e di staff attraverso indicatori e metriche condivise, sfruttando le opportunità derivanti dalla gestione diretta delle attività distintive caratterizzanti la manutenzione ordinaria. Il Piano prevede quindi la definizione di un nuovo modello organizzativo dell’esercizio aziendale, la cui implementazione necessiterà dell’acquisizione dal mercato del lavoro di professionalità, tecniche ed operative, definite nella conseguente determinazione dei fabbisogni, al fine di migliorare la qualità del servizio offerto ai clienti stradali, potenziando il presidio del territorio e innalzando il livello di sicurezza della rete Anas.

Asset aziendali. Anas dispone di 3.642 immobili distribuiti su tutto il territorio nazionale, di cui la maggior parte costituita da fabbricati (2.339) e case cantoniere (1.244). L’obiettivo è di valorizzare gli asset aziendali, facendo leva su business complementari ed ottimizzando gli immobili in dotazione. Si tratta di iniziative già avviate nel corso del 2015, come la valorizzazione delle case cantoniere.

Investimenti. L’ammontare di investimenti medio annuo di circa 2 miliardi, a partire dal 2011, ha subìto una costante flessione scendendo nel 2015 a 1,7 miliardi. Numerosi elementi di criticità, presenti in tutte le fasi della filiera degli investimenti – problemi nei finanziamenti disponibili, modifiche nelle procedure autorizzative, crisi finanziaria, fallimento del modello di Contraente Generale – hanno determinato questa riduzione degli investimenti.
L’obiettivo è di raggiungere stabilmente 3 miliardi/anno di investimenti attraverso il rilancio e la riorganizzazione della «struttura produttiva» e le modalità di project management degli investimenti. Questo percorso, già avviato, passa altresì tramite l’efficientamento ed il potenziamento delle attività di pianificazione, progettazione, appalto e realizzazione di nuove opere/manutenzione straordinaria.

Contenzioso. ANAS presenta una elevata esposizione per contenziosi e riserve iscritte per lavori pari a circa 9 miliardi da parte delle imprese appaltatrici. Circa il 60% del contenzioso lavori è antecedente al 2013, in un caso risale al 1986.
L’obiettivo è di adottare azioni, già avviate a partire dal 2015, finalizzate alla riduzione del contenzioso, razionalizzando le attività di procurement, al fine di incrementare la trasparenza e presidio delle attività

Assetto normativo/Autonomia finanziaria. Le rigidità gestionali, le complessità procedurali e la mancanza di autonomia economico-finanziaria, aspetti questi determinati dall’attuale assetto normativo e dal modello di funzionamento, si riflettono anche nel peggioramento della posizione finanziaria netta della Società.
Rientra pertanto tra i principali obiettivi aziendali, assicurare una autonomia finanziaria attraverso un meccanismo regolato, stabile a medio-lungo termine, teso all’efficienza e basato sulle performance della rete e dei volumi di traffico.

Il Piano Industriale individua tre diversi modelli alternativi di autonomia finanziaria: accisa carburante, vignette, pedaggio, focalizzando l’attenzione sull’ipotesi tariffaria legata all’accisa sul carburante che prevede in particolare:
• Raccolta operata da Anas su una quota parte del costo carburante, sostitutiva di accisa esistente;
• Mediazione del rapporto con utenti da compagnie petrolifere;
• Possibilità di meccanismi di esclusione specifici su chi non usa la strada e di estensione ad altri gestori stradali.

Questo modello comporta una serie di benefici principalmente dovuti al prelievo proporzionale al traffico, alla certezza dell’incasso ed alla assenza di oneri aggiuntivi per utenti.

Trend ricerca e innovazione. Il settore di riferimento presenta evoluzioni
continue sui materiali e le tecnologie, finalizzate a migliorare la sicurezza, i sistemi di monitoraggio, la sostenibilità ambientale e la gestione del patrimonio stradale.
In questo ambito l’obiettivo di Anas, già avviato, è di valorizzare la ricerca su materiali, metodologie e tecnologie innovative, utilizzando l’opportunità di finanziare e realizzare l’innovazione su strada e potenziando le infrastrutture tecnologiche.

Questioni interpretative relative all’applicazione delle disposizioni del d.lgs. 50/2016 nel periodo transitorio

A seguito dell’entrata in vigore del D. lgs. n. 50/2016 (di seguito «Codice»), l’Autorità ha ricevuto numerose richieste di chiarimenti in relazione all’applicazione delle disposizioni del nuovo Codice e alla disciplina applicabile nel periodo transitorio.
Al fine di fornire una risposta tempestiva ed esauriente ai numerosi quesiti pervenuti, garantendo l’unitarietà e l’organicità delle indicazioni operative e interpretative fornite e l’immediata fruibilità delle stesse da parte della generalità degli operatori economici e delle stazioni appaltanti, l’Autorità ha ritenuto di predisporre apposite FAQ, che si allegano al presente Comunicato, e di procedere alla relativa pubblicazione sul proprio sito internet alla sezione “Regolazione contratti” – “Indicazioni sul periodo transitorio” 

FAQ sul d.lgs. 50/2016 nel periodo transitorio – formato pdf (117 Kb)

Bandi di Gara – disponibile il Documento di gara unico europeo (DGUE)

Il Documento di gara unico europeo (DGUE) è un’autodichiarazione dell’impresa sulla propria situazione finanziaria, sulle proprie capacità e sulla propria idoneità per una procedura di appalto pubblico.

È disponibile in tutte le lingue dell’UE e si usa per indicare in via preliminare il soddisfacimento delle condizioni prescritte nelle procedure di appalto pubblico nell’UE.

Grazie al DGUE gli offerenti non devono più fornire piene prove documentali e ricorrere ai diversi moduli precedentemente in uso negli appalti UE, il che costituisce una notevole semplificazione dell’accesso agli appalti transfrontalieri.

A partire da ottobre 2018 il DGUE è fornito esclusivamente in forma elettronica.

La Commissione europea mette gratuitamente un servizio web a disposizione degli acquirenti, degli offerenti e di altre parti interessate a compilare il DGUE elettronicamente. Il modulo on line può essere compilato, stampato e poi inoltrato all’acquirente con le altre parti dell’offerta. Se la procedura è esperita elettronicamente il DGUE può essere esportato, salvato e presentato elettronicamente.

Il DGUE presentato in una procedura di appalto pubblico precedente può essere riutilizzato a condizione che le informazioni siano ancora valide. Gli offerenti possono essere esclusi dalla procedura di appalto o essere perseguiti se nel DGUE sono presentate informazioni gravemente mendaci, omesse o che non possono essere comprovate dai documenti complementari.

ART. 85 decreto legislativo n. 50/2016 Al momento della presentazione delle domande di partecipazione o delle offerte, le stazioni appaltanti accettano il documento di gara unico europeo (DGUE), redatto in conformità al modello di formulario approvato con regolamento dalla Commissione europea Il DGUE è fornito esclusivamente in forma elettronica a partire dal 18 aprile 2018, e consiste in un’autodichiarazione aggiornata come prova documentale preliminare in sostituzione dei certificati rilasciati da autorita’ pubbliche o terzi in cui si conferma che l’operatore economico soddisfa le seguenti condizioni:

a) non si trova in una delle situazioni di cui all’articolo 80;

b) soddisfa i criteri di selezione definiti a norma dell’articolo 83;

c) soddisfa gli eventuali criteri oggettivi fissati a norma dell’articolo 91.”

REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2016/7 che stabilisce il modello di formulario per il documento di gara unico europeo del 5 gennaio 2016

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10° Rapporto sull’attuazione del Programma delle infrastrutture strategiche, maggio 2016

«Le infrastrutture strategiche – Dalla “legge obiettivo” alle opere prioritarie»

Dal 2004 il Servizio Studi della Camera svolge, per la Commissione ambiente, un’attività di monitoraggio sull’attuazione del Programma delle infrastrutture strategiche comprese nella “legge obiettivo” (legge 443/2001) attraverso la pubblicazione di rapporti annuali. Dal 2010 l’attività di monitoraggio è svolta in collaborazione con l’Autorità nazionale anticorruzione (ex AVCP).

I rapporti sono, altresì, predisposti dal Servizio Studi in collaborazione con l’istituto di ricerca CRESME (Centro ricerche economiche sociologiche di mercato nell’edilizia).

Il 10° Rapporto, dal titolo «Le infrastrutture strategiche – Dalla “legge obiettivo” alle opere prioritarie», è stato presentato nella seduta dell’VIII Commissione del 24 maggio 2016 e reca dati aggiornati al 31 marzo 2016.

In particolare:

2. La riconfigurazione del mercato e i processi di innovazione
Il tema della riconfigurazione del mercato investe, da un lato, il nodo del ridimensionamento strutturale di alcune attività e la crescita di altre e, dall’altro, l’analisi dello scenario del mutamento tecnologico che incide sui prodotti, sui processi e sui modelli di offerta. Nel 2015, secondo le stime del CRESME, il 72% del valore del mercato delle costruzioni in Italia è ormai prodotto dalla manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio esistente.

Il valore della nuova edilizia residenziale si riduce a 14,6 miliardi di euro con un calo del 70% rispetto al picco precedente la crisi.
L’attività di manutenzione e riqualificazione del patrimonio esistente interessa anche il comparto dell’edilizia residenziale pubblica e le opere del genio civile. Dei 32,9 miliardi di euro di investimenti nel settore pubblico nel 2015, 17,5 sono costituiti da opere di nuova realizzazione, mentre 15,4 miliardi, il 46,8%, sono di manutenzione straordinaria. L’importanza della riqualificazione del patrimonio esistente è il primo evidente elemento della riconfigurazione avvenuta nel mercato delle costruzioni.

Per quanto riguarda i mutamenti tecnologici in atto, come si è avuto modo di anticipare nel focus della precedente edizione riguardante il recepimento delle direttive europee del 2014 negli scenari dell’innovazione, information communication technology, digitalizzazione, robotica, stampanti 3d, nanotecnologie, domotica e internet delle cose (internet of things) ridisegnano materiali, componenti, processi dell’industria delle costruzioni, modificano i comportamenti e le organizzazioni , i luoghi dell’abitare e del lavoro, lo spazio urbano.

3. Macchine e impianti
Dall’analisi della produzione di edifici e reti infrastrutturali emerge la crescita, misurata in termini occupazionali, delle attività afferenti alla tecnologia e all’impiantistica. Secondo l’Istat, tra i censimenti del 1991 e del 2011, le imprese di installazioni degli impianti in Italia sono passate da 74.000 a 151.000, gli addetti di queste imprese sono cresciuti da 272.000 a 487.000, passando dall’impiegare il 20% degli addetti alle costruzioni nel 1991 al 30,4% nel 2011. Secondo i dati ASIA (Archivio Statistico delle Imprese Attive) nel 2013, gli addetti alle installazioni degli impianti sono aumentati ancora arrivando a impiegare il 34% degli addetti nel settore delle costruzioni.

6. La digitalizzazione nel processo costruttivo
Come già rilevato nel 9° Rapporto, l’innovazione sta incidendo anche sui processi produttivi del settore delle costruzioni. Si tratta, da un lato, dell’avvio di una fase di industrializzazione attraverso la quale sempre più componenti degli edifici e delle opere del genio civile vengono costruiti fuori cantiere e assemblati in cantiere.

L’attività di cantiere viene realizzata attraverso lo sviluppo di macchine e robot, tra le quali si inseriscono le stampanti 3d.

L’altro lato dell’innovazione riguarda la modellazione informatica, nel cui ambito è ricompreso il Building Information Modeling (BIM)che, attraverso la condivisione e l’integrazione di varie tipologie di software, consente di contenere tutte le informazioni sul progetto, sui prodotti impiegati, sulle diverse fasi e sui costi relativi alla costruzione e alla gestione.

Un migliore utilizzo dei dati grazie a strumenti come il Building Information Modeling consente di progettare e costruire virtualmente, attraverso strumenti di simulazione elettronica, il prodotto edilizio e infrastrutturale, permettendo lo scambio delle informazioni tra tutti gli attori della filiera progettuale e realizzativo.

L’implementazione dei predetti strumenti potrebbe aumentare la prevedibilità e la qualità della valutazione delle scelte, riducendo significativamente il costo dell’errore che caratterizza l’attività edilizia e infrastrutturale.

Queste potenzialità tecnologiche richiedono modelli organizzativi profondamente ripensati e tempi di implementazione che non possono essere rapidissimi, ma tracciano con chiarezza le potenzialità dello sviluppo futuro.