Giustizia amministrativa – oneri a carico del cliente finale

Il Consiglio di Stato (sezione sesta) ha accolto il ricorso di una società contro la delibera 19 dicembre 2013, n. 612, con la quale l’AEEGSI ha previsto che le imprese distributrici di energia elettrica possono richiedere agli utenti del servizio di trasporto e vendita di energia elettrica garanzie a copertura degli obblighi derivanti dalla stipula del contratto di trasporto «tenendo conto quindi anche degli oneri a carico del cliente finale».

Secondo il Consiglio di Stato: l’Autorità ha esercitato un potere di integrazione contrattuale che non persegue le finalità predeterminate dalle disposizioni riportate. La previsione del rispetto di forme determinate di garanzia nei rapporti tra distributori e traiders esula, infatti, dall’ambito di definizione legale del potere dell’Autorità. Nella specie, pertanto, non vale la giurisprudenza in materia di poteri impliciti, in quanto in questo caso risulta violato lo stesso principio di legalità nel senso di indirizzo verso lo scopo pubblico da perseguire.

In difetto di una previsione legislativa circa il soggetto che subisce le conseguenze dell’inadempimento dei clienti finali, è lasciato all’autonomia contrattuale delle parti, nella stipulazione dei singoli contratti di trasporto, regolare eventualmente questo profilo. Ne segue la giurisdizione del giudice ordinario in ordine ad eventuali contestazioni relative alle modalità di esercizio del potere delle imprese di distribuzioni.

In conclusione, il Collegio rileva che, nel descritto quadro legislativo, il provvedimento impugnato contrasta con il principio di legalità sostanziale e si risolve in una indebita ingerenza di un potere pubblico nelle autonome autoregolazioni di interessi privati ad opera dei singoli contraenti.”

Legambiente presenta Ecosistema rischio 2016

Monitoraggio sulle attività nelle amministrazioni comunali per la mitigazione del rischio idrogeologico

Nel 31% dei Comuni (401) interi quartieri costruiti in aree a rischio. Nel 77% (1.074) troviamo abitazioni in zone golenali, presso alvei e in siti a rischio frana. 7 milioni i cittadini esposti quotidianamente al pericolo. “Interventi di prevenzione strutturale troppo spesso puntuali e non ispirati ad un approccio sistemico non bastano e possono addirittura accrescere il rischio. Per vera prevenzione ed efficacia occorre filiera virtuosa, nazionale e locale con enti in sinergia”

Protocollo d’intesa tra ANAC e OCSE

Firmato il Protocollo d’intesa tra ANAC e OCSE per la promozione di integrità e trasparenza

Protocollo versione in italiano – formato pdf 355 Kb

Il Segretario Generale dell’OCSE Angel Gurria e il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione italiana Raffaele Cantone hanno sottoscritto oggi a Londra, ove erano  per partecipare al Summit internazionale anticorruzione, un Protocollo d’Intesa per la promozione dell’integrità e della trasparenza. Alla cerimonia di firma ha partecipato il Capo delegazione italiana al Summit, il Ministro della Giustizia Andrea Orlando.
 
Il Protocollo si muove in una linea di perfetta continuità con il Protocollo firmato dalle stesse Parti nel 2014, relativo alla supervisione e al monitoraggio delle procedure di appalto di EXPO Milano 2015, che ha permesso la sperimentazione di un generale modello di cooperazione istituzionale e di vigilanza degli appalti pubblici per massimizzare la trasparenza, la correttezza e l’efficacia dei preparativi dell’EXPO 2015. L’attuale Protocollo si propone di continuare ed approfondire la collaborazione su tale falsariga incrementando la trasparenza e l’integrità nel settore dei grandi eventi e delle relative infrastrutture. Le Parti coopereranno attraverso la condivisione di metodologie e best practices per la promozione dell’integrità e della trasparenza, scambi informativi, organizzazione di eventi e coinvolgimento di altri partner istituzionali.
 
Il Presidente Cantone ha sottolineato “la bontà della collaborazione fra ANAC ed OCSE e i grandissimi benefici che ha apportato”, concetto ribadito dal Segretario Generale Gurria che, da parte sua, ha ribadito che “la corruzione è uno degli impedimenti più nocivi all’efficacia degli investimenti. Non solo li riduce ma ne peggiora la qualità. La collaborazione fra ANAC e OCSE fornirà ulteriore stimolo agli sforzi Internazionali nella lotta al crimine”.

ANAC – Linee guida attuative del nuovo Codice degli Appalti e delle Concessioni

Il Direttore dell’esecuzione: modalità di svolgimento delle funzioni di coordinamento, direzione e controllo tecnico-contabile dell’esecuzione del contratto

I. Temi sottoposti alla consultazione
L’art. 111, comma 2, del Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (di seguito, “Codice”) prevede che l’ANAC formuli, congiuntamente a quella per il Direttore dei lavori, una proposta al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per la successiva approvazione (con DM) delle linee guida che individuano compiutamente le modalità di effettuazione dell’attività di controllo affidate al Direttore dell’esecuzione del contratto, secondo criteri di trasparenza e semplificazione.

Ai sensi del citato comma 2, il Direttore dell’esecuzione del contratto di servizi o di forniture è, di norma, il responsabile unico del procedimento (RUP) e provvede al coordinamento, alla direzione e al controllo tecnico-contabile dell’esecuzione del contratto stipulato dalla stazione appaltante assicurando la regolare esecuzione da parte dell’esecutore, in conformità ai documenti contrattuali.

Al fine di predisporre l’atto di proposta da trasmettere al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per l’approvazione del decreto contenente le linee guida sugli aspetti individuati dallo schema di Codice, l’ANAC ritiene opportuno avviare una consultazione pubblica. Nel presente documento, avendo a riferimento anche il quadro normativo previgente al Codice, vengono indicati gli elementi che si intende trattare nell’atto di proposta e le possibili soluzioni prospettate.

Si invitano i partecipanti alla consultazione a voler inviare osservazioni, indicazioni in ordine ad eventuali integrazioni, soluzioni alternative, elementi da semplificare, congruità dei termini indicati anche in considerazione dell’uso di strumenti telematici, specificandone le ragioni.