JCB Hydradig per il Consorzio della Bonifica Burana.

JCB HYDRADIG PER IL CONSORZIO DELLA BONIFICA BURANA

Per il rinforzo degli argini e la manutenzione del reticolo idraulico gestito dal Consorzio della Bonifica Burana è stato scelto l’innovativo escavatore gommato JCB Hydradig 110W.

 Il Consorzio della Bonifica Burana (www.consorzioburana.it) è l’ente responsabile della gestione di un comprensorio dell’estensione di circa 250mila ettari nel territorio regionale emiliano. L’area del comprensorio è compresa tra i confini segnati da Sud a Nord dall’Abetone e il fiume Po, e da Est a Ovest dal torrente Samoggia e il fiume Secchia. Il Consorzio della Bonifica Burana ha fra i suoi compiti istituzionali la bonifica e salvaguardia del territorio in pianura, e in particolare l’allontanamento delle acque meteoriche in eccesso di piena attraverso il reticolo idraulico presente nell’area, la salvaguardia contro i rischi idrogeologici delle zone montuose e, in ambito agricolo, l’irrigazione nei territori collinari e in pianura.

“Le funzioni assegnate al Consorzio –  spiega Andrea Simani, ingegnere idraulico Responsabile e Caposettore del comprensorio di Destra Panaro del Consorzio della Bonifica Burana – comportano la conduzione e il mantenimento delle opere idrauliche necessarie a tali scopi, e che se non gestite con puntualità comporterebbero il ristagno delle acque pluviali nelle città e nelle campagne, la cui regolare raccolta e deflusso sono demandati alla rete idrografica artificiale dei canali da noi gestita. Ove necessario, il nostro intervento permette anche il contenimento delle precipitazioni, la derivazione delle acque fluviali e la loro distribuzione a fini irrigui tramite i canali del reticolo idraulico”.

Tutto ciò richiede continui interventi manutentivi di varia natura, affidati a un parco di macchine operatrici gestite dal consorzio, in cui da inizio anno ha fatto il suo recente ingresso un escavatore gommato JCB Hydradig 110W, una soluzione estremamente versatile che, grazie alle sue peculiari caratteristiche, è in grado di adattarsi perfettamente alle molteplici esigenze operative del Consorzio della Bonifica Burana.

Prosegue Andrea Simani, “Larghissima parte del nostro lavoro quotidiano è focalizzato sulle manutenzioni necessarie a garantire la piena funzionalità di un reticolo idraulico territoriale la cui estensione supera i 2.200 km, diverse centinaia dei quali sono all’interno dell’area di nostra competenza. I canali, che in caso di piena convogliano le acque al bacino di recapito naturale costituito dal fiume Panaro, necessitano infatti di costanti interventi, consistenti principalmente nei diserbi di ciglio, sponde e fondo – che si effettuano sull’intera rete da due fino a quattro volte l’anno -, negli interventi di spurgo e nel dragaggio dei fondali accompagnato, ove necessario, dal ripristino della sezione di progetto originaria al fine di conservare la corretta capacità di invaso e di deflusso. Il materiale asportato, previa analisi chimica, viene poi riutilizzato per il rinforzo degli argini e la compattazione delle sponde dei canali. A tali interventi si accompagnano poi i ripristini a seguito di eventi franosi, frequenti soprattutto nei canali di tipo pensile caratterizzati da argini in elevazione rispetto al piano di campagna, i quali possono essere soggetti a elevati carichi idraulici che tendono ad ingenerare fenomeni di erosione”.

Per la gestione di tali opere il Consorzio utilizza diverse macchine operatrici, fra cui trattori dotati di attrezzature per la manutenzione degli argini ed escavatori cingolati o gommati, a seconda della tipologia di intervento e delle condizioni del terreno. Ed è stato proprio in base a questa variabilità di condizioni che il concessionario JCB di zona, la Piolanti s.r.l. di Forlì, ha proposto all’ente l’acquisto di una macchina caratterizzata da una spiccata versatilità come l’escavatore gommato JCB Hydradig 110W.

“Frutto di un progetto innovativo che ha posto al centro dello sviluppo della macchina i concetti di visibilità, stabilità, mobilità, manovrabilità e accessibilità – sottolinea Michele Montalti, funzionario commerciale Piolanti – la JCB Hydradig rappresenta un’evoluzione del tradizionale escavatore gommato finalizzata ad esaltarne le caratteristiche di multifunzionalità e adattabilità ai più svariati ambiti operativi”.

 La variabilità delle esigenze funzionali e delle condizioni operative che caratterizzano il lavoro del Consorzio della Bonifica Burana hanno rappresentato per la Hydradig 110W un banco di prova particolarmente impegnativo, che la macchina JCB ha superato con brillanti risultati. Consegnata a inizio anno, la macchina ha lavorato a pieno ritmo in questi mesi, facendosi apprezzare per le sue doti di versatilità, produttività e mobilità. Lo affermano, in sintesi a una voce, gli operatori del Consorzio che hanno utilizzato la macchina JCB in questi primi mesi dell’anno: “Sia negli interventi di sistemazione degli argini meno impegnativi che nei lavori di pulizia dei canali e compattazione delle sponde la Hydradig si è fatta apprezzare in particolare per le sue doti di stabilità, che le consentono di operare agevolmente anche su terreni in pendenza, e mobilità, che le permettono di disimpegnarsi anche in condizioni di terreno difficili in virtù di una buona galleggiabilità e di una trazione ottimale garantita dalle quattro ruote motrici sempre in presa”.

Hydradig è equipaggiata con il motore JCB EcoMAX Stage IV/Tier 4 Final, dotato di sistema di riduzione catalitica selettiva (SCR) e in grado di erogare una potenza di 81 kW (108 CV); la sua elevata efficienza consente di abbattere i consumi fino al 4% a parità di potenza e coppia rispetto alla precedente versione, con una conseguente riduzione dei costi di esercizio.

Tra le carte vincenti di Hydradig spicca la grande stabilità, frutto di un baricentro particolarmente basso ottenuto assemblando trasmissione e pompa idraulica nel telaio di base anziché nella struttura superiore della macchina; grazie a questo particolare design la macchina risulta stabile e sicura non solamente al lavoro ma anche durante i trasferimenti, consentendo di sfruttare al meglio le doti del motore. L’assemblaggio della trasmissione nella parte inferiore del telaio ha inoltre consentito ai progettisti JCB di creare una cabina operatore e una struttura superiore con una visibilità a 360°, poiché la visuale non è impedita dalla presenza di cofani del motore o serbatoi di carburante. Poiché il motore non è più montato nella carrozzeria superiore, non è più necessario disporre di ulteriori mancorrenti, specchi o di una telecamera retrovisiva e, in questo modo, la visibilità dell’operatore risulta ulteriormente migliorata.

Altra dote della Hydradig, prodotta in allestimento con braccio a doppia articolazione che garantisce una capacità di sollevamento di 1.000 kg con rotazione a 360°, è la mobilità offerta dalla trasmissione idrostatica a variazione continua su tutte e quattro le ruote e da un telaio esteso con sterzatura su tutte le ruote, accompagnata da un’eccellente manovrabilità garantita da tre modalità di sterzatura di serie, ovvero a due ruote sterzanti, a 4 ruote sterzanti e a granchio. È inoltre disponibile una funzione di sterzatura in retromarcia opzionale, che cambia la direzione delle ruote sterzanti quando vengono ruotate di 180 gradi. L’assale anteriore, caratterizzato da un angolo di oscillazione pari a +/-8°, e le quattro ruote motrici sempre in presa con una trasmissione idrostatica a variazione continua assicurano trazione e manovrabilità massime sui terreni più difficili.

Didascalie

Foto 1: L’escavatore gommato JCB Hydradig 110W acquistato dal Consorzio della Bonifica Burana.

Foto 2: Personale del Consorzio della Bonifica Burana con Michele Montalti (secondo da destra), funzionario commerciale JCB Piolanti, in occasione della consegna della macchina.

Foto 3-18: L’escavatore gommato JCB Hydradig 110W impegnato nella pulizia nel ripristino della sezione di progetto originaria. dei canali e

Foto 19-20: L’escavatore gommato JCB Hydradig 110W

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JCB ORDINE RECORD DA BOELS

Comunicato e foto disponibili  nell’AREA STAMPA JCB

JCB segna una nuova pietra miliare con il più grande ordine singolo della sua storia: Boels Rental, primaria società europea di noleggio di macchine e attrezzature, investe in una nuova flotta di macchine JCB del valore di 24 milioni di euro.

Boels, primaria realtà europea di noleggio di macchine e attrezzature con sede nei Paesi Bassi, ha siglato un accordo con JCB per l’acquisto di oltre 340 macchine, tra cui sollevatori telescopici ed escavatori compatti di nuova generazione. I nuovi mezzi entreranno a far parte delle flotte di noleggio Boels presso depositi in tutta Europa tra cui Belgio, Paesi Bassi, Germania, Polonia, Slovacchia, Austria e Italia. L’accordo rafforza ulteriormente la partnership di lunga data di JCB con Boels Rental che negli ultimi anni ha acquistato più di 1.600 macchine JCB.

Yvette Henshall-Bell, JCB Group Managing Director Global Key Accounts, ha dichiarato: “Siamo lieti di questo importante ordine da una delle principali società europee di noleggio di macchine e attrezzature. Abbiamo lavorato a stretto contatto con Boels per molti anni, e la rinnovata fiducia testimonia la qualità della nostra gamma di sollevatori telescopici ed escavatori, nonché del servizio di assistenza di livello mondiale, fattori che ci hanno portato a questo importante risultato”.

Guy Cremer, Boels Director of Fleet Operation, ha dichiarato: “Boels Rental è una delle più grandi società di noleggio in Europa e continuiamo a crescere anno dopo anno aumentando la nostra flotta con i migliori mezzi disponibili. La decisione di acquistare JCB si è basata sulla qualità e l’efficienza delle macchine e sull’eccellente supporto post-vendita che riceviamo da loro in tutta Europa. Boels e JCB sono entrambe aziende a conduzione familiare che condividono molti valori comuni e sono lieto che la nostra partnership di lunga data continui”.

Boels Rental è uno dei principali attori europei del noleggio di macchine e attrezzature, utensili,  uno dei principali macchinari, strumenti, moduli prefabbricati e per eventi. Boels Rental è attiva in 17 paesi europei e conta oltre 400 filiali.

Osservatorio ASCOMAC CRESME Macchine e Impianti per le Costruzioni – Commercio Estero – gennaio-marzo 2018

Osservatorio ASCOMAC CRESME Macchine e Impianti per le Costruzioni – Commercio Estero – periodo gennaio-marzo 2018

La domanda estera di macchine per le costruzioni e lavori stradali italiane continua a crescere anche a marzo, anche se, come per le importazioni, in maniera meno decisa rispetto ai due mesi precedenti; a gennaio l’incremento su base annua era stato del +12,3%, a febbraio del +16,6% e in quest’ultimo mese di rilevazione del +1,7% rispetto a marzo 2017. Nel 1° trimestre del 2018, quindi, il valore delle macchine esportate all’estero cresce del +9,0% rispetto al 1° trimestre 2017.

 

Analizzando i dati di quest’ultimo mese di rilevazione, la crescita non ha riguardato tutti i settori del comparto. Per le macchine per perforazioni il valore delle esportazioni, in costante calo ormai da dicembre 2017, diminuisce anche a marzo su base annua; i 47,5 milioni di euro di macchine esportate sono il 14,2% in meno del valore registrato a marzo 2017.

 

Leggermente più basso il decremento percentuale del valore delle esportazioni per le macchine per la lavorazione degli inerti che si attesta al -8,7% rispetto al valore di marzo 2017; dato negativo che segue, però, il consistente incremento del +24,6% registrato nel mese precedente. E anche per le macchine stradali, nonostante a febbraio avessero registrato l’incremento percentuale su base annua più alto pari al +41,8%, il mese di marzo ha segnato un calo delle vendite all’estero del -7,3% rispetto a marzo 2017.


Passando ai settori che hanno incrementato le esportazioni a marzo, sono le gru a torre che hanno registrato la variazione percentuale più alta: i 27,4 milioni di euro di macchine vendute superano il valore di marzo 2017 del +19,2%,
E, a seguire, sempre in termini di incremento percentuale, le macchine per il calcestruzzo e poi quelle movimento terra. Per entrambi questi ultimi due settori, in tutti i primi tre mesi dell’anno in corso, il valore delle macchine vendute all’estero è costantemente aumentato in linea con quanto successo nel corso del 2017. A marzo le esportazioni di macchine per il calcestruzzo sono aumentate su base annua del +9,6%, mentre quelle delle macchine movimento terra del +9,1%, sempre rispetto a marzo 2017.

 

Passando all’analisi delle totalizzazioni mensili, nei primi tre mesi dell’anno, il valore delle macchine vendute all’estero è pari a poco meno di 709 milioni di euro in aumento rispetto a 1° trimestre 2017 del +9,0%.


Con la sola eccezione delle macchine per perforazioni che registrano una flessione del -11,9% rispetto al valore del 1° trimestre 2017, per tutti i settori del comparto, nel 1° trimestre 2018, le vendite di macchine all’estero risultano in aumento rispetto al corrispondente periodo 2017.


L’incremento percentuale più significativo lo registrano le macchine movimento terra che, con 263,7 milioni di euro di macchine vendute all’estero, crescono del +19,6% rispetto allo stesso periodo del 2017, diventando rappresentative del 37,2% dell’intero comparto.


A seguire, le gru a torre, che grazie all’acquisizione del dato di marzo, totalizzano, a fine periodo, un valore pari a 60,7 milioni di euro registrando quindi un incremento rispetto al dato del 1° trimestre 2017 del +13,7%. Poco più di quanto aumenta il valore delle esportazioni delle macchine stradali che cresce del +13,5% su base annua.

Al 4° posto in ordine d’incremento percentuale ci sono le macchine per il calcestruzzo, il cui valore di macchine vendute all’estero, pari a poco meno di 116 milioni di euro, supera del +11,6% il valore del 1° trimestre 2017.
E infine il dato delle macchine per la lavorazione degli inerti, che nonostante l’acquisizione del dato di marzo, rimangono comunque in crescita e con 47,1 milioni di euro superano il valore del 1° trimestre 2017 del +1,6%.

JCB – I motori pronti per lo Stage V

Comunicato e foto disponibili nell’AREA STAMPA JCB

Per soddisfare la normativa europea sulle emissioni denominata Stage V, JCB Power System utilizzerà per i suoi motori una combinazione tra tecnologia per il controllo del particolato di ultima generazione che incorpora il catalizzatore di ossidazione diesel (DOC), filtro antiparticolato integrato (DPF), e riduzione catalitica selettiva (SCR).

I nuovi standard Stage V entreranno in vigore l’1 gennaio 2019 per motori inferiori a 56 kW e superiori a 130 kW e un anno dopo, l’1 gennaio 2020, per i motori che rientrano nella gamma di potenza da 56 a 129 kW. I nuovi standard promossi dalla normative non richiedono solo un’ulteriore riduzione del particolato emesso, ma interessano anche una gamma molto più ampia di potenze e applicazioni del motore. Lo Stage V dell’UE prende in considerazione anche altri tipi di carburante, come il gas naturale, e anche nuove tipologie di macchinari statici come per esempio i generatori elettrici.

JCB Power Systems parte da una posizione di forza: il costruttore britannico, infatti, ha da tempo sviluppato tecnologie di combustione altamente efficienti nell’ambito delle diverse tipologie di motore. Tutti i motori JCB Stage V sono stati progettati per adattarsi all’interno del cofano motore esistente e non richiedono la riprogettazione dei modelli di macchine esistenti.

JCB Power System utilizzerà per i suoi motori conformi Stage V una combinazione tra tecnologia per il controllo del particolato di ultima generazione che incorpora il catalizzatore di ossidazione diesel (DOC), filtro antiparticolato integrato (DPF), e riduzione catalitica selettiva (SCR).

“I motori JCB hanno sistemi di combustione a bassa emissione e alta efficienza sviluppati fin dagli Stage IIIB e Tier 4”, ha dichiarato Alan Tolley, Group Director of Engines di JCB. “Questo significa che abbiamo iniziato lo sviluppo dei nuovi motori Stage V da un buon punto di partenza. La tecnologia di controllo del particolato adottata da JCB è caratterizzata da combustione a basso contenuto di particolato, catalizzatore di ossidazione, filtro e sistema integrato di controllo del motore e della rigenerazione. Il motore è stato progettato per essere un sistema completamente integrato altamente affidabile, straordinariamente efficace e “invisibile” al cliente. I nostri sono sistemi compatti che vengono installati all’interno degli alloggiamenti motore esistenti delle nostre macchine”.

Anche nella versione Stage V, il motore JCB Dieselmax 430 da 3,0 litri continuerà a fornire una potenza di 55 kW (74 CV) e una coppia di 410 Nm. Il motore beneficerà dell’aggiunta di un turbocompressore wastegate elettronico e di un sistema DOC e filtro DPF compatto. Il nuovo motore da 3,0 litri sarà dotato di tecnologia di arresto automatico e intervalli di manutenzione fino a 1.000 ore, riducendo in modo significativo i costi operativi per i clienti.

“Il motore JCB 430 Dieselmax da 55kW, equipaggiato con la nuova tecnologia di controllo del particolato integrata di JCB, sarà utilizzato in molte delle macchine di fascia media di JCB”, ha affermato Tolley. “Questo nuovo motore ad alta efficienza e coppia elevata offrirà ai nostri clienti vantaggi in termini di costo di proprietà, minori consumi di carburante, intervalli di assistenza prolungati e tecnologie di arresto automatico”.

Il motore JCB da 4,8 litri, che produce 81-129 kW (108-174 CV) e vanta una coppia di 516 Nm fino a 690 Nm, è dotato di un sistema di post-trattamento compatto, che utilizza la tecnologia JCB di controllo del particolato con un filtro SCR. Questo motore vanta anche un turbocompressore wastegate e una tecnologia di arresto automatico per ridurre il consumo di carburante.

“I motori JCB 448 da 81-129 kW”, ha affermato Tolley, “dotati del nuovo controllo combinato del particolato e della tecnologia di riduzione del NOx di JCB, saranno utilizzati negli escavatori e pale caricatrici JCB, così come nelle terne, nei sollevatori telescopici e in altre macchine della gamma JCB”.

Giugno 2018

Osservatorio ASCOMAC CRESME Macchine e Impianti per le Costruzioni – I Trimestre 2018

Osservatorio Macchine Nota Aprile 2018 – 1 trim 2018 e EXP_IMP Gennaio 2018

L’Osservatorio vendite macchine e impianti per le costruzioni del CRESME, promosso da Cantiermacchine-Ascomac, registra, nel 1° trimestre 2018, l’ennesimo e forte segnale: il mercato interno di macchine movimento terra e lavori stradali, con 2.719 macchine vendute o destinate alle flotte noleggio, cresce rispetto alle vendite realizzate nel 1° trimestre 2017 del +27,4%. Rispetto al mercato registrato nel 1° trimestre 2014, anno d’inizio della ripresa del mercato, le macchine crescono quasi del doppio (+95,6%), ma anche rispetto al 1° trimestre 2011 la crescita è notevole e pari al +19,3%. Dal 2014 in poi, costantemente, il mercato ha recuperato gran parte delle perdite realizzate in questi anni di pesante crisi tanto che la totalizzazione dei dati trimestrali raccolti nel 2017, pari a 12.769 macchine vendute o destinate alle flotte noleggio, aveva superato del +15,0% il dato del 2016, del +39,9% quello del 2015, ma già superato anche del +18,9% le vendite/noleggi registrati nel 2011, anno in cui erano state rilevate 10.741 macchine.

 “I significativi ed incoraggianti incrementi del nostro mercato delle macchine per costruzioni e stradali – afferma l’ing. Ruggero Riva Presidente di Ascomac Confcommercio Imprese per l’Italia – dimostrano il coraggio e la volontà dei nostri Imprenditori, anche aiutati da importanti agevolazioni fiscali, di volere procedere ad un rapido svecchiamento dei loro parchi macchine e delle flotte noleggio dopo anni di mancati investimenti per la crisi devastante che ha colpito duramente il nostro Settore. Ora però attendiamo dal nuovo Governo un concreto e importante  piano di investimenti nel settore delle costruzioni in indispensabili infrastrutture, in un piano straordinario di manutenzioni stradali, nel recupero delle aree degradate, dopo che da anni gli investimenti pubblici in questi settori strategici si sono attestati sui minimi storici. Solo così  – conclude l’ing. Riva – potremo dare consistenza ad una ripresa duratura del nostro Settore, vitale per l’economia e l’occupazione del nostro Paese”. 

Osservatorio ASCOMAC CRESME Macchine e Impianti per le Costruzioni IMP-EXP gennaio-dicembre 2017

PRIMA FLESSIONE DEL VALORE DELLE ESPORTAZIONI DA MAGGIO: A DICEMBRE IL MERCATO CALA DEL -3,5% RISPETTO A DICEMBRE 2016

Nel mese di dicembre il valore delle macchine vendute all’estero subisce una flessione del -3,5% rispetto a dicembre 2016. La totalizzazione dei dati mensili relativi al 2017, pari ad oltre 2.790 milioni di macchine vendute, grazie ad una crescita costante che si protraeva da maggio, non risente molto di questa lieve flessione e l’anno si chiude con un incremento del valore dell’export del +4,5% rispetto al 2016.

Osservatorio Macchine per le costruzioni Nota Aprile 2018 Export e Import – Gennaio/Dicembre 2017

 

Osservatorio ASCOMAC CRESME Macchine e Impianti per le Costruzioni IV Trimestre 2017

L’Osservatorio vendite macchine e impianti per le costruzioni del CRESME, promosso da Cantiermacchine-Ascomac, registra nel 4° trimestre 2017 un ulteriore forte segnale: il mercato interno di macchine movimento terra e lavori stradali, con 4.803 macchine vendute o destinate alle flotte noleggio, cresce rispetto alle vendite realizzate nel 4° trimestre 2016 del +18,1% e si attesta come il trimestre più considerevole degli ultimi 7 anni. La netta ripresa del mercato, cominciata nel 1° trimestre 2014 e proseguita costantemente nel corso degli ultimi 4 anni, ha comportato un deciso recupero del mercato perso in questi anni di pesante crisi. La totalizzazione dei dati trimestrali raccolti nel 2017, pari a 12.769 macchine vendute o destinate alle flotte noleggio, cresce del +15,0% rispetto al 2016, del +39,9% rispetto al 2015, ma supera anche del +18,9% le vendite/noleggi registrati nel 2011, anno in cui erano state rilevate 10.741 macchine.

Osservatorio Macchine Nota Gennaio 2018 – 4 trim 2017 e EXP_IMP Ottobre 2017

Comunicato ASCOMAC – Mercato Macchine Movimento Terra – Anno 2017

Roma, 16 febbraio 2018

Analizzando i recenti dati di mercato 2017 ASCOMAC – CRESME, relativi alle vendite in Italia a Clienti utilizzatori e alle immissioni nelle flotte noleggio delle macchine per costruzioni (macchine movimento terra tradizionale, terne, mini, rulli, vibrofinitrici, dumper articolati ed escludendo i sollevatori telescopici per incomplete rilevazioni), scrivere titoli o commenti del tipo … “Macchine Movimento terra, la crisi è ormai alle spalle” è lecito se analizziamo le percentuali di incremento recente di questo mercato: + 15 % sul 2016, +44% sul 2015.

Allora tutto bene? Nì, la ripresa è innegabile e consistente ma… se applichiamo il vecchio adagio  ”si campa con i valori assoluti, non con le percentuali” ed analizziamo i  volumi espressi in numero di unità vendute o immesse nelle flotte noleggio del nostro mercato, negli anni 2005, 2006 e 2007, rileviamo una  media del triennio di 27.000 macchine delle tipologie sopra indicate, con un  picco “storico”, nel 2007, di 29.000 macchine. Possiamo quindi misurare le dimensioni della crisi epocale che abbiamo vissuto, con un  crollo verticale  del mercato che ha toccato il fondo o meglio, l’abisso, nel  2013 con 5.600 macchine: – 80% sul 2007!

Quindi nell’anno appena concluso, con circa 12.500 macchine abbiamo più che raddoppiato i volumi del 2013, ma queste macchine sono meno della metà di quelle immesse mediamente nel triennio “d’oro” 2005, 2006, 2007.

Potremo mai ritornare quindi a quei livelli di vendite? Quali potrebbero o dovrebbero essere le condizioni essenziali per una ripresa stabile e ancora più robusta? E’ noto e logico che questo nostro mercato   macchine sia strettamente correlato al mercato delle costruzioni. Abbiamo quindi chiesto la collaborazione dell’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili, che ringraziamo) che ci ha fornito la serie storica della loro elaborazione, su dati ISTAT, del mercato delle costruzioni (tutta l’edilizia pubblica e privata, tutte le infrastrutture, tutte le manutenzioni straordinarie) ed abbiamo comparato i dati.

L’indice ha un andamento praticamente parallelo all’andamento del nostro mercato sino agli anni della crisi profonda del 2013/2014 e registra un volume di investimenti di 120.7 miliardi di euro nel 2014, -34% sul 2007, anno che  è stato il  picco positivo anche per gli investimenti in costruzioni con 183.5 miliardi di euro.

Ma dati estremamente preoccupanti sono rappresentati dai volumi degli tre ultimi anni che, in netta crescita per le macchine come visto sopra, per gli investimenti in costruzioni sono stati modesti,  in ulteriore calo rispetto al 2014: nel 2015 gli investimenti sono stati infatti di 117.4 miliardi, nel 2016  di 116.7 miliardi (dato peggiore dal 2007) e nel 2017 dovrebbero raggiungere i 117 miliardi (stima a finire): praticamente 3 anni “piatti”, al minimo storico.

La crescita del nostro mercato macchine è stata quindi spinta, quasi esclusivamente, dagli importantissimi incentivi di natura fiscale che sono stati saggiamente  prorogati anche per il 2018  (superammortamento, iperammortamento, credito di imposta, Sabatini agevolata), unita alla volontà dei nostri coraggiosi Imprenditori di rinnovare parchi macchine obsoleti.

Assolutamente doveroso e necessario quindi un pressante invito alle Autorità preposte affinché il sistema costruzioni/Infrastrutture, quale vero “motore“ del Paese, sia messo al centro delle politiche per la  crescita. Giova ricordare che ad oggi gli stanziamenti statali in conto capitale sono crollati (-43% dal 2008 al 2015) mentre le spese correnti hanno continuato a crescere.

Far ripartire il settore delle costruzioni, e con esso tutta la Filiera, comporta a livello operativo incrementare il PIL di mezzo punto in più all’anno e soprattutto recuperare oltre 600 mila posti di lavoro persi nel decennio della grande crisi.

Rilevanti le grandi ricadute positive sul mercato interno che è il mercato dei nostri Associati: 1 miliardo di euro nelle costruzioni sviluppa oltre 3,5 miliardi e, soprattutto, incide sulla occupazione su tutto il territorio nazionale creando almeno 15.500 posti di lavoro. Di fatto le costruzioni rappresentano l’8% del PIL italiano.

Occorre adottare misure che realizzino rapidamente le opere pubbliche necessarie per il benessere dei cittadini e per la crescita e la competitività del sistema industriale, distributivo e dei servizi unitamente alla necessaria  rigenerazione delle periferie e delle aree degradate e alla  manutenzione del territorio, per uno sviluppo sociale e sostenibile del nostro Paese. Queste a nostro parere le azioni  essenziali (ma non le sole) per una ripresa stabile e importante del nostro mercato che per certo contribuirebbero in modo determinante a  riportarci ai livelli pre – crisi.

        Ruggero Riva

Presidente ASCOMAC CONFCOMMERCIO

Federazione Nazionale Commercio Macchine