GSE – Premio Comuni Sostenibili 2020 –  Efficienza energetica e sostenibilità: il GSE premia i Comuni più virtuosi

GSE

Premio Comuni Sostenibili – 2020

Efficienza energetica e sostenibilità: il GSE premia i Comuni più virtuosi

Sono otto gli enti locali che si sono contraddistinti per interventi di riqualificazione di alto profilo su edifici pubblici, incentivati dal GSE. La premiazione si è svolta nell’ambito della XXXVII Assemblea nazionale dell’Anci

Si sono contraddistinti per interventi di riqualificazione energetica di alto profilo, per aver avviato iniziative di coinvolgimento dei giovani sui temi della sostenibilità e per aver messo in campo progetti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Sono questi alcuni dei requisiti in base ai quali il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), società del Ministero dell’Economia che in Italia promuove lo sviluppo sostenibile, ha deciso di premiare i Comuni d’Italia più virtuosi. Una iniziativa che vuole porsi non come un punto di arrivo per gli Enti locali premiati, bensì come un punto di partenza per le altre Amministrazioni comunali che intendano seguire l’esempio virtuoso della riqualificazione energetica e della sostenibilità ambientale, grazie anche al sostegno del GSE.

Sono otto i Comuni vincitori ai quali il GSE ha conferito il Premio Comuni Sostenibili: Comune di Chiari (BS), Comune di Cimadolmo (TV), Comune di Collecchio (PR), Comune di Miglianico (CH), Comune di Montoro (AV), Comune di Prato e il Comune di Saluzzo (CN). Una menzione speciale, sempre per interventi di riqualificazione e iniziative nell’ambito della sostenibilità, è stata riconosciuta in particolare al Comune di Milano. La cerimonia di premiazione si è svolta oggi in modalità web – sul sito del GSE e nello stand virtuale del GSE sul sito ANCI – durante la XXXVII Assemblea nazionale dei Comuni italiani.

“Il cammino verso la transizione energetica passa attraverso il coinvolgimento di tutto il territorio nazionale. La sostenibilità ambientale non ha colore politico, è un qualcosa che deve riguardare tutti noi da vicino ed il Premio consegnato oggi ne è una testimonianza. Per questo il GSE ha posto le basi affinché gli Enti Locali possano costituire un esempio per tutti, migliorando l’efficienza del proprio patrimonio edilizio e garantendo ambienti più salubri per tutti i cittadini, a partire dagli studenti”, ha sottolineato l’Amministratore delegato del GSE, Roberto Moneta, aggiungendo che “il GSE, con il suo bagaglio di esperienza e di incentivi, rappresenta un treno che da Nord a Sud sta attraversando tutto il Paese, affinché i Comuni che vogliano salire a bordo possano farlo, specialmente quelli delle cosiddette Aree Interne, che nel Conto Termico possono ritrovare uno strumento fondamentale per il processo di rigenerazione urbana”.

I progetti portati a termine dai Comuni premiati hanno riguardato prevalentemente la trasformazione in NZEB (Nearly Zero Emission Building, edifici a emissioni quasi zero) di edifici pubblici (scuole, palestre, municipi, case popolari, centri polivalenti, ecc.) e la trasformazione delle città in realtà ecosostenibili, arricchendo le facciate e i tetti dei palazzi con spazi verdi. L’ammontare degli incentivi in Conto Termico erogati dal GSE per sostenere i progetti di questi 8 Comuni è stato pari a oltre 9 milioni di euro.

 “Conferire questi premi è un onore e un orgoglio per il GSE che da sempre è parte attiva nel coinvolgere e sensibilizzare cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione sui temi dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale”, ha affermato il Presidente del GSE, Francesco Vetrò. 

 “Questi otto Comuni”, ha poi aggiunto, “rappresentano l’esempio di come le risorse affidate alla gestione del GSE possano essere messe a frutto per rendere il nostro Paese un posto migliore per le generazioni future. Tutto questo è e sarà possibile solo grazie alla comunione di intenti di tutte le parti in gioco ed ai loro sforzi.”

Attraverso il meccanismo del Conto Termico, dal 2016 ad oggi, il GSE ha riconosciuto alla Pubblica Amministrazione incentivi per 115 milioni di euro, a fronte di oltre 8mila interventi di riqualificazione energetica effettuati. Il supporto del GSE alla PA non avviene, però, solo attraverso l’erogazione degli incentivi: la società, infatti, organizza corsi di formazione volti a promuovere la sostenibilità ambientale. L’obiettivo è quello di aggiornare i funzionari pubblici, ma anche i liberi professionisti del settore, sulle possibilità di applicazione dei meccanismi e servizi del GSE per ciò che riguarda la riqualificazione energetica del patrimonio pubblico. Finora sono stati realizzati 25 seminari, in presenza e in modalità webinar, attraverso i quali il GSE ha formato più di 3.500 operatori. A settembre scorso si è aperto, infine, il calendario formazione 2020-2021 che prevede, fino al mese di luglio 2021, ben 22 seminari, che coinvolgeranno 19 Regioni.

Fonte: GSE

ENEA – Le Smart Grid per un futuro energetico sostenibile e sicuro

ENEA

Energia Ambiente e Innovazione

 Articolo

Le Smart Grid per un futuro energetico sostenibile e sicuro

di Maria Valenti e Giorgio Graditi – DOI 10.12910/EAI2020-043

 Un futuro energetico sostenibile richiede un incremento significativo delle fonti rinnovabili e, implicitamente, l’ammodernamento delle reti elettriche in ottica Smart Grid. Infatti, è oramai diffusa la consapevolezza che per raggiungere gli obiettivi nazionali ed europei è essenziale integrare sempre più le fonti rinnovabili non programmabili – elemento cardine della transizione energetica – in modo sicuro ed affidabile nei sistemi elettrici, ammodernandoli e potenziandoli con il supporto di tecnologie informatiche e di comunicazione.

L’energia sostenibile, accessibile e sicura dovrà essere il paradigma di sviluppo dei sistemi energetici futuri per preservare il nostro Pianeta e i suoi abitanti. L’elettrificazione dei consumi energetici con un utilizzo diffuso e distribuito delle fonti rinnovabili e meccanismi di integrazione «intelligente» nelle reti elettriche, è uno degli strumenti fondamentali per realizzarlo: in breve, un connubio tra fonti rinnovabili e Smart Grid, come presupposto implicito degli obiettivi energetici nazionali ed europei. Infatti, è oramai diffusa la consapevolezza che l’ammodernamento delle reti elettriche in ottica Smart Grid è essenziale per integrare le fonti rinnovabili non programmabili – elemento cardine della transizione energetica – in maniera sicura ed affidabile nei sistemi elettrici.

Ma che cosa sono le Smart Grid? E come stanno cambiando le attuali reti? Le reti elettriche intelligenti, più comunemente note con il termine inglese di Smart Grid, contrariamente a quanto spesso si crede, non sono reti elettriche sostitutive delle attuali reti di distribuzione, ma un nuovo modo di utilizzare le reti preesistenti, opportunamente rinnovate e potenziate mediante l’utilizzo di tecnologie informatiche e di comunicazione. Gli odierni sistemi elettrici (Figura 1), concepiti quando l’energia elettrica veniva prodotta principalmente dai combustibili fossili, sono essenzialmente reti unidirezionali progettate per veicolare flussi di potenza dai generatori convenzionali – centrali termoelettriche di grossa taglia attestate a livello di trasmissione e gestite dagli operatori di rete – agli utenti finali della rete di distribuzione con un approccio di tipo top-down.

Con il diffondersi di numerosi impianti di generazione a fonte rinnovabile non programmabile, di piccola taglia e dislocati lungo la rete di distribuzione (generazione distribuita), ai sistemi elettrici viene richiesto di funzionare come sistemi bidirezionali, riuscendo ad accogliere la produzione elettrica proveniente da molteplici nodi di generazione, generalmente non programmabili a priori, ovvero non coordinabili centralmente dal gestore di rete di distribuzione. Pur tuttavia, in questo scenario gli operatori di rete si trovano a dover comunque garantire l’adeguatezza del sistema elettrico. Diviene, pertanto, fondamentale intervenire sulle attuali reti con processi di ristrutturazione e smartizzazione, economicamente sostenibili e attuabili in tempi ragionevolmente brevi, per accogliere quote crescenti di energie rinnovabili e generazione distribuita. E questi interventi risultano ancor più urgenti se si considera l’obiettivo di crescita delle rinnovabili introdotto dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima [1] con le fonti rinnovabili che, al 2030, dovranno coprire una quota del 30% dei consumi finali lordi di energia rispetto al 18,3% del 2017.

Le Smart Grid: un sistema integrato di reti elettriche e ICT

Pur non essendo disponibile una definizione univoca, le Smart Grid possono essere considerate reti in cui i flussi di dati fungono da driver per i flussi energetici grazie alla sovrapposizione concettuale di più infrastrutture (Figura 2). In accordo con la definizione della IEA (International Energy Agency), una Smart Grid è un sistema di reti elettriche che utilizza la tecnologia digitale per monitorare e gestire il trasporto di elettricità da tutte le fonti di generazione per soddisfare le diverse richieste di energia elettrica degli utenti finali. Una logica centrale consente di coordinare le esigenze e le capacità di tutti i generatori, operatori di rete, utenti finali e parti interessate del mercato elettrico al fine di:

  • ottimizzarel’utilizzo e il funzionamento delle risorse;
  • minimizzarei costi e gli impatti ambientali;
  • massimizzarel’affidabilità, la stabilità e la resilienza della rete.

Sensoristica di misura, dispositivi di attuazione e automazione, apparati informatici e di comunicazione rendono possibile lo scambio informativo e l’invio di segnali di comando, controllo e automazione dal sistema di gestione digitale – l’intelligenza della rete – agli apparati fisici dell’infrastruttura elettrica. I segnali di controllo ed attuazione inviati ai dispositivi fisici della rete non rispondono più alla sola logica centralizzata ed unidirezionale dei sistemi tradizionali, ma sono il risultato di logiche di gestione avanzata che gestiscono, in tempo reale, i flussi di energia e potenza determinando i valori di setup «ottimali» per le risorse distribuite di generazione e carico. Basata su modellizzazione matematica, tecniche di intelligenza artificiale e programmazione avanzata, l’intelligenza di una rete smart:

  • consente un utilizzo coordinato delle risorse distribuitecontribuendo ad una effettiva valorizzazione delle stesse;
  • abilita l’integrazione in rete di quote crescenti di generazione non programmabili con benefici ambientali e maggior creazione di valore per tutta la filiera energetica;
  • rende più flessibile il rapporto produttore-consumatore aprendo a nuovi meccanismi di offerta basati sul coinvolgimento attivo dell’utente(consumatore e prosumer) e favorendo alla formazione di comunità energetiche sia locali che diffuse.

Le Smart Grid nel contesto applicativo

Ad oggi, le applicazioni Smart Grid disponibili in contesto reale sono prevalentemente di tipo prototipale. Lo sviluppo effettivo su larga scala, infatti, è ancora ostacolato da barriere sociali, tecnologiche e normative, il cui superamento richiede lo sforzo congiunto dei diversi stakeholder coinvolti e non può prescindere da un costante impegno in termini di ricerca, innovazione e sperimentazione. A partire da questi presupposti, in ENEA è stato creato, all’interno del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili, il Laboratorio Smart Grid e Reti Energetiche, un’unità focalizzata su studio, analisi e ricerca e sviluppo di tecnologie, metodologie e dispositivi per applicazioni nel settore delle Smart Grid e delle reti e microreti energetiche in presenza di poligenerazione distribuita e accumulo energetico. Al fine di validare i risultati della ricerca, non solo in ambiente di simulazione, nei laboratori del Centro Ricerche ENEA di Portici è stata progettata e realizzata una nanogrid sperimentale.

La nanogrid costituita da bus in corrente alternata (AC) e corrente continua (DC) che operano a diversi livelli di tensione (bassa e media), permette di emulare diversi scenari energetici e validare specifiche configurazioni di rete, dispositivi di controllo e protezione, strategie di gestione basate su tecniche di ottimizzazione multi-obiettivo e algoritmi di intelligenza artificiale per la previsione dei carichi e della generazione1. Numerosi generatori, sistemi di accumulo e carichi rigenerativi, oltre a fonti di generazione rinnovabile reali e/o emulati (fotovoltaico, eolico ecc.) e una stazione di ricarica per veicoli elettrici, realizzano l’infrastruttura. Inoltre, al fine di ricreare un ambiente empirico «rappresentativo» del contesto reale delle reti elettriche, a breve anche alcune utenze domestiche saranno oggetto della sperimentazione della nanogrid, ovvero saranno dotate di apparati di misura e sensoristica per lo scambio di informazioni circa i propri dati di consumo ed i parametri ambientali: in tal modo sarà possibile emulare e sperimentare «reali» aggregazioni di utenze, che rappresentano un elemento cardine nella transizione verso nuovi modelli energetici nel breve periodo.

Quali prospettive, dunque, per le Smart Grid? Nel futuro saranno reti energetiche integrate e multivettore, in cui logiche digitali, avanzate e ancor più articolate di quelle sopra descritte, consentiranno una gestione integrata e coordinata dei fabbisogni energetici (termico ed elettrico), favorendo uno sfruttamento ancora più efficace della generazione da fonti rinnovabili, garantendo adeguati livelli di resilienza e flessibilità del sistema e facilitando, così, il raggiungimento dei target fissati nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC). Proprio alla luce di tale evoluzione, è già in fase di progettazione l’ampliamento ed integrazione della nanogrid in essere con una rete termica.

 1 Progetto H2020 Interplan, Progetto ComESto-Community Energy Storage – PON ricerca e innovazione 2014 – 2020 MIUR – ARS01_01259; Progetto Modelli e strumenti per incrementare l’efficienza energetica nel ciclo di produzione, trasporto, distribuzione dell’elettricità – Piano Triennale di Realizzazione 2019-2021 della Ricerca di Sistema Elettrico Nazionale 2019-2021

Fonte: ENEA

APPELLO PER IL CLIMA DAL MONDO DELLE IMPRESE

APPELLO PER IL CLIMA DAL MONDO DELLE IMPRESE

Gli investimenti europei siano più ambiziosi e adeguati alla sfida

Il clima non può attendere: è il momento del fare. Cento esponenti di importanti imprese e associazioni di impresa italiane lanciano un appello per rendere gli investimenti europei più ambiziosi e adeguati alla sfida di una transizione ecologica, climatica che poggia su tre capisaldi: ambizione climatica per aumentare la quota di finanziamenti dedicati al clima del Recovery Fund, criteri climatici stringenti per indirizzare gli investimenti, una lista di esclusione delle attività anti-clima da non finanziare.

L’appello è rivolto ai parlamentari Italiani, ai rappresentanti italiani in Parlamento Europeo e ai membri del Governo italiano per sostenere che le proposte europee per il clima e l’ambiente siano rese più incisive, in vista della negoziazione relativa alla versione finale del pacchetto di ripresa europeo post Covid, prevista per il mese di novembre.

La transizione verso un’economia ambientalmente sostenibile e climaticamente Neutrale – si legge nell’ appello – rappresenta una sfida epocale che cambierà il sistema energetico e i modelli di produzione e consumo in tutti i settori”.

Le tre direttrici indicate nell’ appello prevedono in particolare:

  1. Ambizione climatica: per portare dal 37% al 50% la quota di investimenti del Recovery and Resilience Facility – il più importante strumento di finanziamento del pacchetto Next Generation EU – destinati a progetti favorevoli al clima, sia per realizzare il taglio delle emissioni del 55% entro il 2030 e puntare sulla neutralità climatica al 2050 che per contribuire a mobilitare i 350 miliardi di euro all’anno di investimenti per il clima e l’energia a livello europeo, stimati dalla Commissione Europea;
  1. Criteri climatici per gli investimenti: adottare una metodologia chiara per riconoscere gli investimenti favorevoli al clima, come quella definita dal Regolamento europeo per la “Tassonomia per la finanza sostenibile”;
  1. Una “lista di esclusione”: introdurre una lista di attività economiche che non possono accedere ai finanziamenti del Recovery and Resilience Fund perché incompatibili con il taglio delle emissioni al 2030 e con l’obiettivo della neutralità carbonica entro il 2050.

Questo appello italiano si sposa con numerose iniziative simili, attualmente in corso in Europa, promosse dalla comunità civile e dal mondo economico, e segue il solco tracciato dal Manifesto per un green deal, firmato nello scorso giugno da 110 rappresentanti del mondo delle imprese.

#senonoraquando? 

Fonte: Fondazione per lo sviluppo sostenibile

Regione Puglia – Idrogeno fonte di sviluppo sostenibile

Regione Puglia

Idrogeno fonte di sviluppo sostenibile

Pubblicata determina dirigenziale sull’Avviso pubblico che finanzia programmi di ricerca in Puglia

 Nota dell’assessore allo Sviluppo Economico, Mino Borraccino 30.7.20 :

“E’ stata approvata ieri la determina dirigenziale sull’Avviso pubblico che finanzierà programmi di ricerca e studi di fattibilità finalizzati alla realizzazione di interventi con l’utilizzo dell’idrogeno. 

 Il provvedimento, approvato in Giunta regionale in data 2 luglio 2020, su mia proposta, dà attuazione ad alcune misure molto innovative previste nella legge regionale n. 34 del 25 luglio 2019, promossa dal collega consigliere regionale Enzo Colonna, che pone la Puglia all’avanguardia per la transizione energetica ed il progressivo superamento delle fonti fossili per la produzione di energia elettrica.

Con una dotazione di 50mila euro partiranno due progetti che apriranno la strada al nuovo ciclo di programmazione che vedrà centrale il ruolo dell’idrogeno come combustibile alternativo.

Si tratta di un passaggio importante per la riduzione delle emissioni di gas, per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, per migliorare la qualità della vita, diminuendo le emissioni nocive in atmosfera per accelerare il passaggio ad una economia pulita e sostenibile, basata sulla chiusura dei cicli produttivi.

I soggetti destinatari dell’Avviso sono le Università e i loro Dipartimenti e spin-off, poli tecnologici e centri di ricerca pubblici e privati, oltre a società e imprese, singole o associate, che operano nel settore. 

Le domande potranno essere trasmesse in via telematica a partire dalla data di pubblicazione dell’Avviso sul BURP ed entro 60 giorni.

La Regione Puglia guarda con estremo interesse a questi temi e con questo provvedimento confermiamo la grande attenzione del Governo regionale, guidato da Michele Emiliano, di considerare importante l’approvvigionamento energetico sostenuto da nuovi modelli di sviluppo in grado”.

Fonte: Regione Puglia

GSE – BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ 2019

GSE

BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ 2019

 Il Bilancio di Sostenibilità del Gestore Servizi Energetici compie 10 anni. Dieci anni in cui l’Azienda ha portato avanti, con impegno e dedizione, la sua missione, agendo come attore del cambiamento, a supporto del Paese nel percorso verso la transizione energetica.

Dieci anni di crescita e trasformazione caratterizzati dal costante investimento nella promozione della sostenibilità intesa anche come volano di sviluppo per il Paese.

Anni nei quali il GSE è diventato, nel tempo, una azienda che mette a disposizione servizi oltre a erogare incentivi, che dialoga con il territorio, che forma e informa studenti, cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni.

In questi anni abbiamo lavorato con l’obiettivo di consentire al mondo dell’energia di esprimersi ancora più compiutamente, nella convinzione che proprio l’energia, le sue infrastrutture e le imprese del settore, possano essere uno dei motori di un nuovo modello di sviluppo sostenibile.

Il lavoro di questi dieci anni ci ha portato a sostenere oltre 1.200.000 iniziative in ambito energetico, delle quali quasi 1.000.000 portate avanti dai cittadini, oltre 150.000 dalle imprese e 30.000 dalla Pubblica Amministrazione.

Anche grazie al nostro lavoro la quota di consumi finali lordi coperta da rinnovabili è passata dal 13% del 2010 al 18,2% del 2019. A livello interno il numero dei dipendenti è quasi raddoppiato, dai 377 del 2010 ai 631 del 2019, la percentuale dei laureati è cresciuta del 20%, mentre del 15% quella relativa ai contratti a tempo indeterminato.

Nel 2019 abbiamo aiutato il Sistema Paese a investire circa 2,6 miliardi di euro in nuovi progetti e, considerando il sostegno anche alle iniziative già avviate, tramite il nostro operato circa 15 miliardi di euro sono stati destinati alla promozione della sostenibilità nei vari ambiti: energie rinnovabili, efficienza energetica, mobilità sostenibile, riduzione delle emissioni di gas serra.

Seppure fieri dei risultati raggiunti e del percorso fatto finora, siamo consapevoli che non si tratti di un punto di arrivo, quanto piuttosto di un nuovo punto di partenza, soprattutto in considerazione della contingente emergenza sanitaria tuttora in corso.

La pandemia ha drammaticamente messo a nudo le molteplici fragilità del nostro attuale modello di sviluppo e reso ancora più evidente che non può esistere benessere duraturo senza sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Per questa ragione, sempre più forte emerge la consapevolezza che riorientare il modello di sviluppo e perseguire con determinazione l‘attuazione dell‘Agenda 2030 in linea con il Green deal europeo, rappresenta non solo un’opportunità ma una scelta strategica, un sentiero che non può non essere percorso.

Chi, come il GSE, opera in un settore altamente strategico ed essenziale quale quello energetico, al servizio esclusivo dello Stato e per il perseguimento dell’interesse pubblico, non può che giocare un ruolo di primaria importanza in questa fase di “ripartenza trasformativa” del sistema socioeconomico italiano.

È indubbio, infatti, che le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica assumeranno LETTERA AGLI STAKEHOLDER 9 LETTERA un ruolo chiave per il rilancio economico e sociale del Paese, nell’ottica della crescita della sua competitività e degli investimenti. D’altro canto, è sempre più evidente che, affinché la transizione energetica sia davvero sostenibile, deve anche essere “giusta” e il più possibile inclusiva.

I risultati conseguiti grazie a dieci anni di impegno ed entusiasmo costituiscono la base da cui ripartire per realizzare una trasformazione del sistema socio-economico italiano coerente con il paradigma dello sviluppo sostenibile.

Ci impegniamo avendo come framework di riferimento gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e confermando la nostra piena adesione ai dieci princípi del UN Global Compact cui aderiamo dal 2011, a testimonianza di un cammino iniziato da tempo e che continueremo a percorrere con sempre maggiore convinzione e fermezza.

Fonte: GSE

Ascomac Confcommercio Imprese per l’Italia a Ecomondo-Key Energy

Atti Workshop

 Key Energy

Sistemi efficienti di utenza – Ruolo e impatto dell’Autoconsumo nei  settori industriale, residenziale, agricolo, terziario: aspetti sociali, legali, fiscali, amministrativi, regolatori alla luce delle Direttive UE e del PNIEC

 Ecomondo

Strumenti operativi per la Sicurezza, Responsabilità sociale, Innovazione, Sostenibilità di Impresa

Nell’ambito di Ecomondo-Key Energy, Ascomac Confcommercio Imprese per l’Italia ha promosso e realizzato due Workshop su Temi “interconnessi” di assoluto rilievo per l’Impresa: “Energia e Sicurezza” finalizzate a “Responsabilità sociale e Sostenibilità”

Grazie alle Competenze e alla Passione dei Relatori, i Workshop hanno attuato un importante momento di “incontro e di confronto” non tanto su proposte ma e soprattutto su progetti attuati e realizzati per il cliente finale – in sintesi dalla Parole ai Fatti – suscitando l’interesse  degli Operatori/Clienti finali e confermando il percorso da tempo intrapreso da Ascomac per la Competitività Sicura e Sostenibile di Impresa fondata sulla realizzazione della Filiera innovativa e sostenibile: prodotti, forniture, servizi – imprese, siti, infrastrutture – clienti finali, utenti.

Atti Workshop Key Energy

Atti Workshop Ecomondo

Editoriale: OLTRE LA TRANSIZIONE PER LA SOSTENIBILITA’ – Dott. Carlo Belvedere

OLTRE LA TRANSIZIONE PER LA SOSTENIBILITÀ

Lo sviluppo equo-sostenibile del Paese si fonda sulla comune responsabilità sociale dei Cittadini – imprenditore, cliente finale, finalizzata alla corretta generazione, consumo, utilizzo, risparmio e corretto impiego delle risorse, contribuendo operativamente e concretamente alla riduzione dei cambiamenti climatici.
Da decenni si continua a parlare della transizione ma poi, in concreto, cosa si è fatto? Poco, anzi Nulla.
Al di là della “transizione”, è strategico individuare e attuare immediatamente obiettivi ormai non più rinviabili, a partire dalla valorizzazione, applicazione, e realizzazione del duale: “attenuazione dei cambiamenti climatici – benessere del concittadino”, attraverso la valorizzazione del Ciclo Vita legale, responsabile, equo-sociale, ambientale di:
–prodotti, forniture, servizi
–imprese, siti, infrastrutture
–clienti finali, utenti.
Ciclo Vita che rappresenta e costituisce il punto di partenza e di arrivo della Sostenibilità, da realizzare attraverso strumenti qualitativi, ambientali e sociali finalizzati alla riduzione dell’uso delle risorse, delle emissioni di gas a effetto serra e di altre sostanze inquinanti e, così, alla attenuazione dei cambiamenti climatici.

Cosa fare subito
• attuazione immediata delle normative europee di autoconsumo e energy communities come strumento sociale e responsabile per la decarbonizzazione, attraverso il coinvolgimento, da passivo a attivo, sociale e responsabile del Concittadino non più soltanto al consumo ma, e soprattutto, alla generazione/consumo/utilizzo integrato di risorse energetiche rinnovabili, attraverso tecnologie e sistemi ad alta efficienza
• modifiche normative legislazione nazionale
–autoproduttore da FER e/o da CAR – Persona fisica/giuridica: estensione a pluralità e/o gruppi di utenti-utilizzatori finali -persone fisiche e/o giuridiche – di energia autoprodotta e autoconsumata in sito – Modifica art. 2, comma 2, D.Lgs. n. 79/1999 e smi
–SEU da FER e/o da CAR Sistemi efficienti di utenza – settore civile, residenziale, industriale, agricolo, terziario, servizi
– Persona fisica/giuridica: estensione a pluralità e/o gruppi di utenti-utilizzatori finali – persone fisiche e/o giuridiche
– di energia autoprodotta e autoconsumata in sito – Modifica art. 2, comma 1, lettera t), D.Lgs. n. 115/2008 e smi
–SDC da FER e/o da CAR Sistemi di distribuzione chiusi – settori industriale, commerciale e servizi (esclusione settore
–civile) – Inserimento obbligo autoproduzione/autoconsumo di energia in sito tramite sistemi alternativi ad alta efficienza
alimentati da FER e/o da combustibili alternativi – Modifica art. 38, comma 5, D.Lgs. n. 93/2011
• revisione e adeguamento, semplificazione e stabilizzazione legislativa, amministrativa, regolatoria nel settore energetico di generazione/autoproduzione, consumo/autoconsumo, utilizzo e sistemi alternativi ad alta efficienza di energia alimentati da fonti rinnovabili e da combustibili alternativi di cui al D.Lgs.n. 257/2016, finalizzata a ridurre l’importazione di energia e le emissioni inquinanti quale obiettivo primario nazionale, valorizzando le tecnologie ad alta efficienza
• miglioramento delle azioni finalizzate al risparmio energetico fondato sulla connessione strategica tra:
–sistemi di generazione di energia ad alta efficienza in sito – residenziale, industriale, terziario, agricolo etc.
–consumo/utilizzo, anche a fini di mobilità sostenibile, da parte di pluralità di utenti finali residenti nel medesimo sito
–trasferimento dell’energia attraverso reti energetiche intelligenti private nel sito – infrastruttura privata del sito anche connessa alla rete pubblica.
• integrazione dei sistemi alternativi ad alta efficienza di generazione – cogenerazione CAR, Teleriscaldamento, Sistemi di fornitura energetica decentrati basati su energia da fonti rinnovabili – e sistemi di consumo quali le pompe di calore, sistemi di accumulo – Proposta presentata da Ascomac in occasione del recepimento della Direttiva UE da parte del D.L. n. 63/2013, ripresa nel D.M. 29.6.2017 “Piano d’azione nazionale per incrementare gli edifici ad energia quasi zero, All.”
• individuazione dei siti residenziali, industriali, agricoli, del terziario, P.A. per lo sviluppo della generazione, accumulo, consumo, utilizzo di energia da FER e/o da CAR anche a fini di mobilità sostenibile – Qualificazione quali HUB Energetici locali e territoriali – attraverso l’installazione di unità/impianti tecnologici ad alta efficienza
• revisione degli attuali sistemi di incentivazione distinguendo aiuto all’investimento e sostegno all’esercizio. Tema questo
molto rilevante per l’impatto sul cliente finale.

In particolare, sui temi: Certificati bianchi e Autoconsumo, in materia di oneri, segnalo quanto segue: L’Autorità di Regolazione ARERA da ultimo con il Documento MEMORIA 12 MARZO 2019 94/2019/I/COM sostiene che il Prosumer– autoproduttore/autoconsumatore di energia elettrica – che ad oggi non versa corrispettivi e oneri di sistema, di fatto goda di un “Incentivo implicito”, danneggiando il cliente finale che, consumando energia elettrica acquistata dal Concessionario, paga tale costo nella bolletta energetica.
“La mancata applicazione all’energia elettrica autoconsumata delle componenti tariffarie a copertura degli oneri generali determina l’insorgere di un incentivo implicito – pari al costo evitato delle medesime componenti tariffarie – ed attribuisce all’autoconsumo un valore maggiore rispetto a quello reale. A tale proposito, è importante ricordare il potenziale effetto regressivo degli incentivi impliciti, a danno dei consumatori più vulnerabili e meno pronti ad approfittare dei vantaggi associati allo sviluppo dell’autoconsumo”.
In sintesi, secondo l’Autorità, più si diffonderà l’autoconsumo, più aumenterà il costo delle bollette energetiche a carico del cliente finale non Prosumer che non gode di alcun vantaggio. Giova ricordare che il cd Prosumer investe in efficienza energetica e, non essendo concessionario, non svolge un servizio di pubblica utilità e, pertanto, non è tenuto ad alcun versamento di corrispettivi e oneri se non sulla energia prelevata dalla rete pubblica. Altro che “incentivo implicito a danno dei consumatori”.

A questo punto, una domanda

Prendendo in considerazione i TEE, tenuto conto che il costo dei Titoli di Efficienza Energetica, incide sulle bollette energetiche elettriche e termiche, chiedo come mai a livello legislativo, amministrativo, regolatorio
• non ci si sia mai posto il problema di evitare di “danneggiare” il cliente finale/consumatore, che paga sempre e comunque gli investimenti di altri? senza avere alcuna riduzione dei costi sulla propria Bolletta energetica, che, anzi aumenta sempre.
Per non parlare poi dell’illegittimità della applicazione dell’IVA sulle accise e sugli addizionali, da sempre segnalata dal sottoscritto dal 2010 e oggetto di recente sentenza.

Tutto questo, per poter in concreto realizzare la riduzione dei cambiamenti climatici, a partire dai SEU/Edifici/Siti, HUB responsabili, innovativi, energetici, digitali, a ridotto consumo di risorse, ad efficiente utilizzo per mobilità elettrica.

Dott. Carlo Belvedere
Segretario Generale
Ascomac Confcommercio Imprese per l’Italia

APPALTI VERDI – Affidamento dei Servizi Energetici per edifici

Appalti Verdi

Affidamento dei Servizi Energetici per gli edifici con criteri di sostenibilità

Disponibile il secondo manuale dedicato ai CAM Servizi energetici.

Il Manuale operativo Affidamento dei Servizi Energetici per gli edifici con criteri di sostenibilità, fornisce ai responsabili di procedimento una guida pratica, chiara e precisa per applicare correttamente ed efficacemente Criteri Ambientali Minimi per l’affidamento dei servizi energetici in tutte le casistiche operative.

I CAM Servizi energetici, adottati con DM 7 marzo 2012 (GU n.74 del 28 marzo 2012) forniscono alle stazioni appaltanti gli strumenti per incidere sui consumi e gli impatti ambientali generati dalla gestione di tutti gli impianti che utilizzano energia nei propri edifici: illuminazione, Forza Motrice, riscaldamento e raffrescamento.

Il Manuale operativo per gli acquisti verdi: Criteri Ambientali Minimi per l’affidamento dei Servizi Energetici per gli edifici è stato realizzato con il coordinamento di Regione Veneto nell’ambito delle attività di promozione del Green Public Procurement previste dal Progetto Life Prepair.

La prima parte del documento contiene le disposizioni introdotte dal nuovo Codice appalti per rendere “verde” una procedura di gara; la seconda parte comprende una sintesi e le indicazioni operative per le stazioni appaltanti per spiegare al meglio l’ambito di applicazione del CAM, i contenuti specifici e i mezzi di prova ammissibili. Il manuale tiene conto degli effetti del cosiddetto decreto “Sblocca Cantieri” (D.L. 32 del 18 aprile 2019 convertito con L. n. 55 del 14 giugno 2019).

Il manuale rappresenta il secondo di una serie di documenti tecnici a beneficio degli operatori del settore e dei funzionari delle stazioni appaltanti.

Per scaricare il manuale cliccare qui.

A seguito dell’entrata in vigore del Decreto “Sblocca Cantieri” è disponibile una versione aggiornata del Manuale sulla progettazione realizzazione e ristrutturazione di edifici pubblici con criteri di sostenibilità.

Fonte: Lifeprepair

Federcostruzioni – Edificio 4.0

Manifesto FEDERCOSTRUZIONI   e  Video Intervista del Presidente ASCOMAC ing. Ruggero Riva in occasione dell’Evento del 4 luglio u.s. EDIFICIO 4.0: COSTRUIRE DIGITALE PER UN’ITALIA PIU’ SOCIALE, PIU’ SICURA, PIU’ SOSTENIBILE

I contenuti del convegno sono stati presentati dal Presidente di Federcostruzioni Federica Brancaccioe dal Vice Presidente Paolo Perino. All’interno dell’evento sono state previste delle Key notes di esperti su Vivere 4.0 Maurizio Tira, Città 4.0 Gianni Dominici, Edificio 4.0 Gian Marco Revel, Costruire 4.0 Alberto Pavan, Sicurezza 4.0 Paola Marone, Industria 4.0 Giuseppe Padula a cui ha seguito una tavola rotonda a cui hanno partecipato Federica BrancaccioFilippo Delle Piane (ANCE), Gabriele Scicolone (OICE), Piero Torretta (UNI), Alessandro Almadori (ATER Umbria), Mario Occhiuto(ANCI), Pietro Baratono (PROVVEDITORATO OOPP Regioni Lombardia ed Emilia Romagna), Marco Sangiorgio (ASSOIMMOBILIARE) e Dimitri Dellobuono (Segreteria Tecnica del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli).

Il dibattito è stato moderato da Alessandro Banfi, direttore Mediaset.

Tutti i materiali:

Federcostruzioni: un Manifesto per la Digitalizzazione delle Costruzioni
Proposte per la Rigenerazione Urbana e una Riqualificazione Immobiliare del Paese
Paolo Perino, Vice Presidente Federcostruzioni

Vivere 4.0 – Maurizio Tira, Presidente CENSU (Centro Nazionale Studi Urbanistici) e SIU (Società Italiana degli Urbanisti)

Città 4.0 – Gianni Dominici, Direttore Generale Forum PA

Edificio 4.0 – Gian Marco Revel, Università Politecnica delle Marche

Costruire 4.0 – Alberto Pavan, Politecnico di Milano

Sicurezza 4.0 – Paola Marone, Presidente Fondazione Ordine Ingegneri Napoli

Industria 4.0 – Giuseppe Padula, Università di Bologna

Fonte: Federcostruzioni